L’Astronomia Nautica è la forma di astronomia più usata dai praticanti di astrologia. Pur sapendo, oggi, che la Terra non è al centro dell’universo, il sistema di osservazione del cielo nel metodo astrologico è geocentrico quindi l’Astrologo usa la stessa Astronomia di chi guida una nave o una imbarcazione e utilizza la percezione che ha del cielo dal punto di osservazione dove, logicamente, la Terra diventa “il centro” dell’osservazione celeste (che nelle terminologie nautiche si chiama Punto Nave).

SFERA CELESTE

Stante in un punto, noi osserviamo la sfera celeste non nella sua totalità ma solo in una sua porzione, questa parte di sfera visibile all’osservatore è chiamata sfera locale. Attraverso tale osservazione possiamo sezionare la sfera con diverse linee che permettono di identificare una serie di qualità della sfera locale e celeste. Tali sezioni servono per stabilire la posizione degli astri rispetto all’osservatore. Tutto ciò a cosa serve ai fini dell’Astrologia? Serve a identificare la qualità e la natura degli astri visibili, i quali aventi certi comportamenti derivanti dalle loro disposizioni, esprimeranno significati altamente specifici. Per chiarie questo passaggio, per esempio William Lilly (astrologo del XVII secolo, ultimo astrologo tra i principali depositario della tradizione) esordisce dicendo che i pianeti più alti (cioè quelli che al momento della nascita ottengono la maggiore altezza) hanno sempre qualcosa da dire, nelle loro nature, sulla natività perché l’altezza di un astro è percepita come una posizione di autorità e di imposizione.

ZENIT NADIR

Per esempio, lo Zenit e il Nadir possiamo ottenerli prolungando la direzione della verticale verso l’alto o verso il basso rispetto al punto di osservazione, semplicemente lo zenit è il punto al di sopra della testa dell’osservatore, il nadir è opposto allo zenit quindi è il punto al di sotto.

ORIZZONTE

L’ORIZZONTE celeste è una linea che proiettiamo sulla sfera celeste ottenuto attraverso il prolungamento del piano dell’orizzonte dell’osservatore, è perpendicolare alla verticale da cui abbiamo tratto zenit e nadir, l’orizzonte dividerà la sfera in due emisferi uno che è visibile rispetto all’esperienza dell’osservatore, l’altro è invisibile. L’emisfero visibile contiene lo zenit. Quello visibile contiene il nadir.

La Sfera ha anche due poli, il polo celeste Nord e il polo celeste Sud, possiamo ottenerli prolungando l’asse polare terrestre e sono dunque visibili dall’emisfero nord oppure dall’emisfero sud, il polo nord è nell’area della stella polare.

EQUATORE CELESTE

Invece, l’EQUATORE CELESTE è un altro cerchio che possiamo ottenere prolungando il piano che contiene l’equatore terrestre, dunque perpendicolare all’asse polare.

Notiamo come l’anatomia terrestre (dove abbiamo per esempio un equatore terrestre) proietta le sue geometrie nel cielo, in un certo senso la divisione della sfera celeste e locale è una serie di proiezioni di coordinate terrestri lanciate verso il cielo.

VERTICALE

Possiamo lanciare una infinità di cerchi passanti sia per lo zenit che per il nadir, questi prendono il nome di VERTICALI.

MERIDIANI

Mentre i MERIDIANI CELESTI e i CERCHI ORARI sono infiniti cerchi che passano per i due poli celesti contemporaneamente.

Ma specificatamente il MERIDIANO DELL’OSSERVATORE è il meridiano che passa per lo zenit, il suo prolungamento avviene sino al contatto con il meridiano della Terra passante ovviamente per il punto dove è l’osservatore. Stante la posizione dell’osservatore, poiché possiamo apprezzare solo “metà sfera” il meridiano osservabile è un semicerchio.

Ancora, possiamo tracciare ulteriori circoli, definiti minori, paralleli all’equatore celeste, questi sono i paralleli di declinazione.

Allo stesso modo possiamo tracciare una serie di circoli minori che sono paralleli all’orizzonte celesti aventi la stessa altezza, sono gli almicantarat o paralleli di altezza.

COORDINATE DEGLI ASTRI

Ma perché complicarci la vita schematizzando la sfera celeste / locale con tutti questi cerchi, semi cerchi, linee, e via dicendo? Schematizzando in questo modo la sfera, noi possiamo stabilire la posizione degli astri, dei pianeti, delle stelle, e stabilire in modo convenzionale la loro posizione rispetto alla sfera e nel caso specifico al punto di osservazione dell’osservatore.

COORDINATE ORARIE

Le COORDINATE LOCALI ORARIE sono la declinazione che può essere nord o sud, rappresenta la distanza di un astro dall’equatore, misurata sulla sfera celeste; l’angolo orario che dipende anche dal moto diurno degli astri che è un moto apparente, noi vediamo che gli astri si muovono da est ad ovest, per stabilire la posizione dell’astro l’osservatore può misurare la distanza sull’equatore tra il meridiano passante per l’osservatore ed il meridiano istantaneo dell’astro, avremo in questo caso delle distanze in ore che sono strettamente connesse alla “percezione” che abbiamo del pianeta rispetto al suo moto diurno e all’esperienza che abbiamo di esso dalla sfera locale da dove è lanciata la nostra osservazione della sfera.

COORDINATE ORIZZONTALI ALTOAZIMUTALI

Le COORDINATE ORIZZONTALI ALTOAZIMUTALI sono  diverse, in particolare l’ALTEZZA è una coordinata molto importante negli usi dei metodi astrologici, esprime semplicemente la distanza dell’astro dall’orizzonte, misurato attraverso il piano verticale passante per l’astro. Può assumere quindi valori positivi quanto negativi, in base se l’astro è sopra o sotto l’orizzonte.

COORDINATE EQUATORIALI ED ECLITTICHE

Poi le COORDINATE EQUATORIALI  ED ECLITTICHE sono semplicemente coordinate che dipendono dal cerchio equatoriale oppure da un altro cerchio molto utilizzato in astrologia che è quello zodiacale o eclittica. Il piano equatoriale e il piano eclittico si intersecano in due punti detti equinoziali (punto ariete e punto bilancia). Da questi cerchi possiamo stabilire la declinazione di un pianeta, l’ascensione retta, ma anche la posizione del pianeta rispetto al piano eclittico. Per esempio, la longitudine di un pianeta (Luna al grado 10 del Toro che equivale a Luna al grado 40 di longitudine assoluta) è una coordinate eclittica e intende indicarci la posizione del pianeta rispetto alla fascia zodiacale, posizione presa dall’eclittica quindi come se l’astro avesse sempre latitudine zero (come la latitudine del Sole che è sempre zero, l’eclittica in effetti è un circolo-solare perché disegna il moto apparente del Sole percepito dalla Terra). In particolare il circolo eclittico va ad inserirsi in uno spazio di cielo in cui è espressa la fascia zodiacale che è la divisione di tale eclittica in 12 porzioni esatte, ha inizio questo circolo dal punto gamma ovvero punto ariete dove inizia sempre la longitudine zodiacale e si estende poi per 360 gradi complessivi, ogni settore di 30 gradi esatti è definito da un segno. Questo è lo zodiaco tropico che è strettamente connesso al Sole, alle sue fasi (stagionali) e nulla hanno a che fare questi segni con le realtà costellative (Segni dello Zodiaco Tropico Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone eccetera).

La posizione di un astro deve tenere contro della coordinate eclittica ma anche della sua declinazione, perché ogni luce osservabile a occhio nudo è dotata anche di una certa latitudine variabile e quindi le coordinate eclittiche sono un “punto di partenza” da definire meglio per comprendere esattamente la posizione corretta di un astro, tenendo conto della variabile della latitudine.

CONCLUSIONI

Il breve approfondimento è ovviamente elementare, nozionistico, e non può approfondire nel dettaglio la complessa meccanica celeste. L’astrologia tuttavia usa una astronomia diversa da quella che comunemente pensiamo (che è la più sdoganata, quella che ci parla di Buchi Neri, centro della galassia, estremi luoghi ancora da conoscere). L’astronomia utilizzata dall’astrologia è una astronomia pratica, quella che usano i naviganti per orientarsi in mare e durante la navigazione, è una astronomia che studia il cielo, i suoi moti apparenti, attraverso i quali può tracciare direzioni e vie da navigare. Non a caso sono frequenti nella letteratura astrologica le metafore nautiche per definire l’Astrologia, la sua pratica, il suo potenziale.

BIBLIOGRAFIA

Testo di riferimento per lo studio dell’astronomia utile alla pratica astrologica è “Sfere Volume Uno” di G. Ufficiale e F. Corrias
link qui

Altri testi interessanti per lo studio dell’Astronomia nautica

Astronomia nautica (navigazione astronomica) di Ferdinando Flora
link qui

Manuale di navigazione astronomica. Guida ragionata al punto nave astronomico di Giorgio Longato
link qui

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