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Amuleto della Luna dal Codex Holkhamensis

In CCAG il Codex Holkhamensis  descrive una serie di pietre e di loro proprietà magiche. Per la Luna si realizza un’incisione su una pietra dotata di un colore particolare e che favorirebbe le relazioni con gli altri, specialmente quelle sociali, finalizzate a commercio, vendita, compravendita, o per favorire tutte le attività in genere o da indossare per favorire un contratto o una collaborazione. Sulla pietra dovevano essere incisi dei nomi (di angeli planetari).

Pietra Lunare ovvero Galattite

La pietra suggerita dal codice è chiamata “galattite”. Quando si parla di galattite non ci si riferisce ad una specifica pietra di minerale o gemma precisa, ma piuttosto ad una specifica proprietà della pietra che deve avere il “colore del latte”. Ovvero tutte le pietre opalescenti, latescenti, bianche/grigie lucenti, sono pietre che in virtù del loro colore richiamano il colore della Luna. In antichità queste pietre erano utilizzate anche per promuovere la produzione di latte nelle balie, sono state definite anche color cenere ma con sfumature lattescenti. Questa pietra è stata paragonata a molte gemme preziose, per esempio anche allo Smeraldo con venature bianche-lattescenti, a dimostrazione che non ci si riferisce a una gemma precisa, ma piuttosto ad una “caratteristica” propria della pietra, quella di avere sfumature, inserzioni, cromature, opalescenti, grigio-bianche, che rievocano l’idea di un liquido latteo. Erano utilizzate anche per favorire il contatto con gli dei, o per propiziarsi la benevolenza degli dei, per avere buone relazioni con i signori, cioè con le persone facoltose, per guarire dalle malattie o per favorire l’eliminazione dei tormenti, per propiziarsi il favore del cielo, era appesa al collo contro ogni negatività o per respingere malefici, era anche utilizzata per scopi medici.

L’immagine che segue è un esempio di smeraldo lattescente, quello che probabilmente era concepito come galattite. Lo smeraldo è incluso ad altri minerali che creano sfumature bianche, l’idea della galattite era quella di una pietra che presentava inclusioni lattescenti che richiamavano il colore del latte.

Quella che oggi chiamiamo comunemente Selenite è ciò che potevano in antichità chiamare galattite, la pietra è opalescente / lucente e il colore è quello del latte, tende anche a sfumature grigie, di seguito un esemplare di selenite grezza.

Da non sottovalutare è l’alabastro, una pietra utilizzata sin dall’antichità classica, il suo colore e la sua lucentezza rievoca molto le fattezze di una pietra lattescente.

 

Non posso non citare che oggi con “galattite” ci riferiamo anche alla pietra di latte, inventata nel 1800: si mescola nel latte una certa quantità di aceto, da cui poi provengono sedimenti solidi che compressi e asciugati si trasformano in pietra di latte, il che pone una domanda provocatoria: chissà se in antichità sapevano che mischiando il latte con l’aceto si potevano ricavare “pietre di latte”!!! Oggi la pietra ricavata dal latte è usata per creare elementi di sartoria, come i bottoni in pietra di latte, o decorazioni da sartoria  in pietra di latte, come da immagini seguente (bottoni a forma di fiore, realizzati in pietra di latte).

Amuleto Lunare

Stabilita la pietra che desideriamo usare per la realizzazione di questo amuleto lunare (suggerirei una canonica selenite o una pietra semplicemente bianca), andrebbe acquistata durante l’ora della Luna e quando la Luna è in Cancro o in Toro. Dopo di che, incideremo in un’altra giornata (dopo l’acquisto) con la Luna sempre nel segno del Cancro o in Toro, quando è in fase crescente e quando siamo nella sua ora, i seguenti nomi che il codice attribuisce agli Angeli Lunari:

Teroter ( Θεροτηρ ), Heteel ( Χετεηλ ), Sodeel ( Σοδεηλ ), Kerasmeb ( Κερασμηβ ), Tertaroel ( Τερταρωελ ), Deethor ( Δεητορ ), Agarosel ( Αγαροσηλ ), Kakton ( Κακτων ).

Poi suggerisce di incidere questi segni

e di avvolgere la pietra in una pelle di animale femmina, in particolare favorirà gli incontri e per andare d’accordo con qualsiasi donna. Anche se non indicato, possiamo usare degli incensi e delle erbe per imprimere maggiori nature all’amuleto, per esempio il codice rievoca quella che oggi è la Rosa Sempervirens (rosa selvatica, chiamata anche Rosa di San Giovanni), possiamo dunque creare un incenso in mastice mischiato a parti essiccate di Rosa sempervirens. Durante l’incisione dei nomi angelici, andrebbero recitate una serie di orazioni nei confronti di queste entità lunari. Come vediamo, questo Amuleto è proposto dal codice con una serie di ritualità, è quindi una via di mezzo tra talismano e amuleto perché non presenta immagini specifiche (che lo renderebbero un talismano) ma presenta nomi da incidere in un orario preciso (l’ora della Luna) e quando la Luna è nel suo segno preferito (Cancro, ma volendo anche il Toro).

Plinio il Vecchio

Plinio descrive diverse tipologie di pietra e evoca il concetto di “immagine”. Nel caso di questo autore, l’immagine è qualcosa di “incisa” o “impressa” naturalmente nella pietra, non una immagine da incidere. Al riguardo, è ricca la letteratura di riferimenti sottili e molto particolari che meriterebbero una più attenta riflessione: successivamente a Plinio e anche durante l’Astrologia medievale e rinascimentale, la pietra che naturalmente aveva su di sé una immagine (ovvero una qualche forma di qualcosa, non impressa da qualcuno ma che naturalmente si trova nella pietra), rendeva la pietra stessa dotata di un grande potere. Le pietre in cui sono impresse immagini naturali sono quelle più potenti in assoluto per la loro capacità (o presunta capacità) di infondere certe nature.  Plinio rievoca molto quella che oggi chiamiamo selenite, di colore bianco trasparente e che secondo l’autore ha dentro di sé l’immagine della Luna che può essere crescente o calante; o ancora, sempre nella sua Naturalis Historia, descrive altre pietre lunari per esempio una che chiama astrion, dice che “dentro” a questa pietra vi è una stella che brilla, è l’immagine della Luna piena; o ancora un’altra che chiama glossopetra che racchiude l’immagine di una eclissi; o ancora la tephritis che ha l’aspetto (dunque l’immagine) della Luna nuova.

Nel caso della pietra che definisce “TEPHRITIS”, Plinio si riferisce a tutte quelle pietre color cenere. Il nome deriva dalla parola greca τέφρα (téfra), che significa cenere, per il suo colore grigio cenere. Non è dunque identificata una specie di minerale o di gemma, ma piuttosto una “caratteristica”. Le pietre grigie possono essere diverse:

l’Agata grigia, l’Ematite, la Magnesite, Quarzo grigio, Quarzo tormalinato, Andesite, Argillite, Bismuthinite, Bornite, Cuprite, Galena, Galenite, Granite, Grafite, Ossidiana grigia, Pisolite, Stibnite, e via dicendo. Non sapremo mai, a mio giudizio, quali pietre Plinio intendesse ma questo ci dimostra che la scelta delle pietre è prima di tutto “cromatica”. Una pietra grigia può essere quindi qualsiasi pietra, purché presenti quel tipo di cromatura o coloratura o lucentezza che stiamo ricercando, ecco che in essa potevano essere viste le immagini della Luna nuova, piena, crescente, calante (immagini naturali). Segue immagine di un quarzo tormalinato.

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Talismano della XXIV (24) Mansione Lunare: Corno d’Ariete e Donna che Allatta un Bambino

Le mansioni lunari in ambito magico-astrologico sono un argomento a dir poco “vago” e confuso, lo conferma la presenza di tante definizioni spesso diverse tra loro che gli autori della tradizione astrologica-magica ci tramandano. Il motivo, a mio parere, è che nell’astromagia ciò che conta più di ogni altra cosa è l’esperienza personale dell’operatore. Per esempio, per la XXIV (24) mansione abbiamo divere indicazioni rispetto alle sue proprietà:

  1. Ibn al-Hatim dice che si chiama Al Sa’d al Su’ud e la sua immagine è quella di una donna che allatta il suo bambino, questa immagine andrebbe modellata secondo l’autore incidendola su un corno di ariete, recitando poi una serie di orazioni, e incidendo il nome del reggente di questa mansione. Il manufatto andrebbe poi nascosto in casa: protegge gli abitanti dalla sofferenza, dalle malattie, proteggerebbe anche gli animali (tipo il bestiame e perché no i famigli) e allontanerebbe i rettili, proteggendo dai mali che corrompono il corpo.
  2. Nel Picatrix invece la dimora si chiama Caadacohot e servirebbe per migliorare i guadagni, per proteggere l’affetto tra coniugi, oppure risulterebbe utile per il militare o chiunque deve vincere sul nemico, ma produrrebbe anche danni contro le ricchezze dei soci o collaboratori.
  3. Nel Grimorio di Alfonso X di Castiglia, nella ventiquattresima mansione andrebbe incisa l’immagine di un uomo che pensa e che ha tra le mani un libro, va scritto anche il nome del reggente della mansione, poi usati una serie di incensi, di orazioni, e favorirebbe la comprensione in tutte le scienze.

Una stessa mansione… tre diversi attributi. Le uniche assonanze che riscontro sono legate ad un senso di protezione e di stabilità, l’armonia del corpo e della mente è dopotutto il prodromo necessario affinché tutto il resto funzioni correttamente: affinché il corpo sia sano o il corpo sia in grado di reagire alla malattia con rapidità, affinché l’apprensione sia efficace, affinché quindi si possano fare buoni affari, perché quando la mente è in armonia e il corpo è lesto e rapido, le azioni, le opere, l’animo, collaboreranno tra loro per il buon esito e la buona sorte.

Interessante l’immagine che propone ibn al-Hatim. Si riferisce alla porzione del cielo in cui incontriamo beta-Aquarii non a caso chiamata Sadalsuud, nome che deriva dall’arabo e che significa “la fortuna delle fortune”. Ibn al-Hatim propone un elenco di stelle fiduciarie legate a tutte le mansioni lunari, quindi possiamo rivolgerci alla porzione della longitudine zodiacale dove oggi incontriamo l’area stellata di beta-Aquarii. Calcolando tali porzioni nel rispetto del fenomeno precessionale, e rispettando la ripartizione delle mansioni lunari seguendo autori come Johannes Schöner, l’immagine di una donna che allatta andrebbe realizzata quando la Luna si trova tra 22°38’ dell’Acquario e i 5°30’ dei Pesci, longitudine zodiacale eclittica, area in cui incontriamo Sadalsuud. Incontriamo in quest’area un’altra stella famosa per la sua fortuna, almeno secondo l’eredità della tradizione astrologica araba, ovvero Sadalmelik o alfa-Aquarii che deriverebbe da una espressione araba che significa “la fortuna del regno”. Ibn al-Hatim si riferisce in particolare a queste due stelle dell’Aquario celeste.

 

L’immagine che associa è quella di una donna che allatta, rievoca chiaramente una immagine materna, di protezione ma anche di prosperità e nutrimento.

 

 

Se vogliamo rivolgerci ad un’altra porzione del cielo, il Picatrix indica che questa mansione va dal grado 25° 42’ del Capricorno e termina a 08° 34’ dell’Acquario. In quest’area della longitudine zodiacale oggi incontriamo le stelle Terebellum un sistema stellare del Sagittario Celeste, che deriva dalla parola greca tetrapleuron un quadrilatero di stelle di quarta magnitudine. Incontriamo più avanti anche Dabih, non incontriamo più le stelle citate da ibn al-Hatim, ma l’area rievocherebbe comunque una “memoria” costellativa delle origini. A voi la scelta!

 

Realizzazione del Corno d’Ariete secondo le indicazioni di ibn al-Hatim.

  • La Luna deve trovarsi nell’area della mansione dove incontriamo le sue relative stelle fiduciarie, quindi 22°38’ Acquario a poco prima di 5°30’ Pesci. In questo caso indico la porzione di longitudine in cui contriamo le stelle fiduciarie indicate da ibn al-Hatim, nel rispetto del fenomeno precessionale.
  • Secondo l’autore dobbiamo lavorare di notte perché la Luna deve risultare visibile e configurata nell’area della mansione di nostro interesse.
  • Quindi la Luna deve essere appena sopra l’orizzonte, oppure nell’area culminante del cielo, in un orario notturno che permette la visibilità della Luna e delle stelle sul suo sfondo.
  • Dobbiamo operare sotto il cielo, non sotto il tetto di casa.
  • Le preghiere e le fumigazioni vanno rivolte al cielo.
  • Deve esserci una connessione tra operatore e cielo.
  • La Luna meglio se in fase crescente e in aspetto armonico con Venere e/o Giove, eviteremo aspetti della Luna con i malefici Marte e Saturno, eviteremo di realizzare l’immagine in presenza di novilunio o plenilunio o, peggio ancora, in presenza di un fenomeno di eclissi.
  • La Luna dovrà risultare di passo veloce (perché il passo lento rallenta gli effetti) e non dovrà essere configurata a pianeti retrogradi.
  • Se seguiamo le istruzioni di ibn al-Hatim (che onestamente preferisco) l’immagine può essere incisa su un corno d’ariete o di toro o di montone, quindi non necessariamente su pietra o su metalli preziosi, e quindi basta reperire un bel corno, un incisore manuale, quindi nel momento più opportuno creeremo l’immagine di una donna che allatta un bambino (come nella illustrazione precedente).
  • Incideremo anche il nome dello spirito reggente della mansione, ce lo dice ibn al-Hatim è Mahkāʾīl.
  • Incideremo anche la lettera khāʾ e il valore numerico 600.
  • La fumigazione consigliata è quella di legno aromatico con mastiche e un po’ di corno di ariete montone o toro.

Realizzato, lo custodiremo nella casa in cui vogliamo proteggere i suoi abitanti, umani e anche animali (inclusi i nostri amati famigli), protegge dai mali, dalle malattie, dai pericoli, conserverà la casa e propizierà ogni fortuna.

Almeno si spera!

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Talismano Specchio nel Grande Libro dei Talismani di Apollonio di Tiana

In un articolo pubblicato in BRILL di Lucia Raggetti del 25 febbraio 2019, dal titolo “Apollonius of Tyana’s Great Book of Talisman“, professoressa ordinaria del Dipartimento di Filosofia, Storia della scienza e delle tecniche, dell’Università di Bologna, (link in bibliografia) scopriamo l’affascinante eredità di questo “magico” testo arrivato fino ai nostri giorni grazie alle ritraduzioni, recensioni e testimonianze arabe. Sono molte le opere attribuite ad Apollonio, una di queste è il Kitāb al-ṭalāsim al-akbar ovvero Il Grande Libro dei Talismani, versione araba del libro greco della saggezza e sapienza di Apollonio di Tiana (filosofo greco antico, seguace del neopitagorismo, insegnante, asceta del I secolo). Alcune parti interessanti del Kitāb sono state tradotte dalla ricercatrice e potrete consultarle nel link in bibliografia. In particolare, il documento che ho approfondito mi ha incuriosito nella descrizione di un Talismano Specchio, oggetti che ritroviamo anche nel medioevo e che spesso erano arricchiti di pietre, incisioni di nomi, e di parole magiche, per uso talismanico o propiziatorio, o come semplici amuleti o doni d’amore con funzioni di protezione, come vedremo più avanti.

Lo Specchio Magico nel  Kitāb al-ṭalāsim al-akbar

Nell’approfondimento di Lucia Raggetti, mi ha colpito molto la traduzione del Talismano Specchio tramandato dal Kitāb e che sarebbe stato ispirato dalle eredità di Apollonio di Tiana (troverete l’intera traduzione nell’articolo in bibliografia). Grossolanamente e in sintesi, le istruzioni di questo talismano indicavano che :

  1. La realizzazione di un talismano per vedere ciò che circonda, per vedere ciò che è nascosto, vicino e lontano, per vedere dalla cosa più bassa alla cosa più alta, fino allo zodiaco, alle stelle fisse, fino alla sublimità più alta, fino agli angeli, ai jinn e fino al luogo dei demoni, fino alla parte più lontana del mondo, e in ogni altro luogo anche estremo che diventeranno visibili con il permesso di Dio.
  2. I materiali consigliati per la sua realizzazione sono rame, ferro, piombo, argento, oro, vetro frantumato, è necessario modellare questi elementi per poi lucidare il tutto facendone uno specchio.
  3. Poi è necessario incidere una serie di nomi, che saranno incisi di venerdì nell’ottava ora.
  4. Questi i nomi da incidere (sono riprodotti nell’articolo, in arabo): il nome di Venere, il nome dell’Angelo di Venere e il nome dell’Angelo che presiede il mese dell’incisione.
  5. Andranno incisi sulla superficie esterna dello specchio.
  6. Poi una serie di gemme, e di ulteriori elementi, e di ulteriori nomi incisi, andranno a completare il manufatto, le pietre da montare intorno lo specchio sono sette, e sono gemme preziose.
  7. L’utilizzo dello specchio permetterebbe di mostrare ogni cosa, anche la più nascosta.

Una custodia per specchio, del medioevo

Nell’approfondire il talismano specchio del Kitāb al-ṭalāsim al-akbar ho pensato ai tanti specchi e custodie per specchi del medioevo, che spesso erano arricchiti di gemme e di incisioni particolari. Per esempio, nella collezione del Museo Corinium (nella città di Cirencester nel Cotswold in Inghilterra, sito archeologico che conserva materiale risalante al Neolitico fino all’epoca vittoriana, in particolare quello riprodotto nell’immagine è un porta specchio del medioevo, proviene dai diversi insediamenti romani, oggi scavi archeologici) incontriamo un oggetto che rievoca molto l’idea dello Specchio Magico del Kitāb .

Secondo la descrizione del museo: realizzato in lega di piombo, rame, e altri metalli, e amalgama di vetro, risale probabilmente alla fine del XIII o XIV secolo.  Presente un motivo floreale centrale a sei petali, circondato da due anelli concentrici con iscrizioni. Le iscrizioni stesse sono apotropaiche e a tema amoroso. La parte interna recita +A+G+L+A+A+L, una versione confusa dell’incantesimo “AGLA”. Si tratta di un acrostico, che prende la prima lettera di ogni parola della preghiera ebraica Atha Gebri Leilan Adonai (“Tu sei potente per sempre, o Signore”). Si pensava che questa preghiera proteggesse dalla febbre e si trova su una vasta gamma di accessori per abiti medievali. L’anello esterno, invece, è più complesso; +CARSDABORNON[…]IESVDRV. Questo è in parte latino e in parte francese antico, che combina le frasi a tema d’amore ‘CRAS DABOR NON HOBIE’ (Non mi verrà dato via, né oggi né domani) e ‘IE SU SUI DE DRUERIE’ (Sono un dono d’amore). Un’interpretazione completa di ciò potrebbe quindi essere: ‘Non sarò dato via, né oggi né domani. Sono un dono d’amore‘. Questo sembra agire sia come un appello personale al proprietario della custodia dello specchio, sia come un’affermazione diretta della sua funzione di regalo d’amore. Talismano o Amuleto, o semplicemente un dono d’amore in cui sono incise parole di protezione o fungenti scongiuro per propiziare la fortuna, che in qualche modo mi ha fatto pensare al talismano Specchio del Kitāb .

 

 

BIBLIOGRAFIA

Per l’articolo sul Kitāb al-ṭalāsim al-akbar
(LINK)

Museo Corinium
(LINK)

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I 7 Spiriti Olimpici e i loro Sigilli tratti da Robertus De Fluctibus

Robertus De Fluctibus nella sua opera (in bibliografia) cita i 7 spiriti planetari, associandoli a 7 glifi o sigilli. Sono definiti “Spiriti Olimpici” che conosciamo meglio come “Spiriti Planetari” o “Geni Planetari”, e in qualità di spiriti intendono rappresentare l’Essenza stessa dei 7 pianeti. Dice Fludd che gli Spiriti Planetari abitano nel firmamento e hanno il compito di decidere le sorti, le fortune, gli incidenti dei mortali nella misura in cui Dio concede, ordina e permette. Infatti, pur esercitando questi spiriti nature proprie, secondo Fludd è solo Dio a concedere loro il Potere dell’Effetto. Uno Spirito proposto al male non può concedere male se Dio non lo consente. Conclude, dunque, che i 7 Spiriti Plantari appartengono a Dio ovvero al creatore di tutte le cose al di sopra e al di sotto del cielo, creatore delle cose del mondo sublunare quanto del mondo infernale.

 

I 7 SPIRITI PLANETARI E I LORO SIGILLI

Sono 7 gli spiriti Planetari, ognuno associato ad un Nome e ad un Sigillo, che qui riporto come indicato da Robertus De Fluctibus.

 

  • ARATRON è lo Spirito di Saturno, rende i nati atti alla gravità e alla contemplazione, insegna l’alchimia, la magia, la fisica. Questo è il suo sigillo.

Sigillo Aratron Spirito di Saturno

  • BETHOR è lo Spirito di Giove, governa chi è da Giove disposto, eleva essi alle più grandi dignità, protegge dai ladri, cospira nell’aria per concedere rispsote di verità, e rende le medicine dotate di miracolosi effetti, promette o allunga la vita. Questo è il suo sigillo.

Sigillo di Bethor Spirito di Giove

  • PHULEG è lo spirito di Marte e rappresenta i suoi attributi (o nature) che elevano alle più alte posizioni in guerra. Questo è il suo sigillo.

Sigillo di Phuleg Spirito di Marte

  • SOL è lo spirito del Sole e dona nature eccellentissime come anche la capacità di insegnare la medicina, trasforma tutto in cose preziose, dona quindi l’oro e riempie le tasche di denari. Questo è il suo sigillo.

Sigillo di Sol Spirito del Sole

  • HAGIT è lo spirito di Venere, rende amabili e adornati di decori, concede riconoscimenti, trasforma il rame in oro e l’oro in rame. Questo è il suo sigillo.

Sigillo di Hagith Spirito di Venere

  • OPHIEL è lo spirito di Mercurio e sovrano dei Mercuriali (concede cioè tutti i doni di Mercurio). Questo è il suo sigillo.

Sigillo di Ophiel Spirito di Mercurio

  • LUNA è lo spirito della Luna e agisce sugli spiriti famigliari che insegnano tutte le arti, trasforma in un attimo il mercurio nella pietra filosofale. Questo è il suo sigillo.

Sigillo dello Spirito della Luna

 

CHI ERA ROBERTUS DE FLUCTIBUS

Fludd è stato un medico, alchimista e astrologo britannico, apparteneva alla tradizione ermetico-cabalistica del Rinascimento corrente fortemente influenzata da autori come Marsilio Ficino, Pico della Mirandola e Paracelso. Fu responsabile di una capillare e intensa diffusione della concezione rosacrociana nel mondo, autore di studi complessi sulla relazione tra macrocosmo e microcosmo, fu anche autore di un trattato intitolato De Astrologia in cui ha trasmesso il suo sapere rispetto all’arte astrologica. La sua pratica magica è fortemente influenzata dall’esoterismo cristiano, dalla cabala, dal neoplatonismo e dalla magia naturale, amava tutti i filosofi rinascimentali e fu autore di tre trattati apologetici a difesa dei Rosacroce accusati durante il suo periodo di vita di eresia, stregoneria e satanismo.  Il pensiero di Fludd si basa sull’idea dell’Anima del Mondo correlata alla Divina Sophia che a sua volta è stata correlata alla figura di Cristo.

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Bibliografia – informazioni tratte direttamente dal testo originale (digitalizzato) di Robert Fludd.
Utriusque cosmi maioris scilicet et minoris metaphysica, physica atque technica historia in duo volumina secundum cosmi differentiam diuisa authore Roberto Flud aliàs de Fluctibus, … Tomus primus [-secundus] ..: Tomi secundi tractatus primi, sectio secunda, de technica microcosmi historia, in portiones 7. divisa. Authore Roberto Flud aliàs de Fluctibus .. Di Robert Fludd

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Il Creatore di un Talismano | L’identità talismanica

Breve stralcio, di una prossima pubblicazione di un manuale sull’Astromagia e l’arte dei talismani.

[…] Chi è il creatore di un talismano?

Osservo come il creatore di un talismano incarni una serie di mitologie cosmogoniche, in particolare appare un imitatore delle opere di Dio. Come fa il demiurgo, il creatore di un talismano dà vita ad un oggetto animato, dotato di nature e di un destino o fato:

  1. l’intento del mago astrologo è creare un oggetto dotato dell’anima del mondo e intriso di virtù celesti, come Dio ha creato ogni cosa dotandola di proprietà e virtù secondo la Legge Naturale che regola questo mondo;
  2. come fa Dio nelle descrizioni ermetiche, il creatore di un talismano è a conoscenza delle virtù celesti e terrestri, dunque le mischia, le elabora, le attrae, le usa come fossero colori di un pittore, per realizzare la sua opera finale;
  3. attinge, cioè, alle infinite sfumature del mondo celeste e terrestre, anima l’oggetto talismanico di proprietà che vanno a costituire la struttura di una identità talismanica;
  4. infatti, tenta nella sua opera di unire: virtù vegetative che sono proprie del regno delle piante (uso di erbe, resine e altri elementi, in questo regno possiamo far rientrare anche i minerali, le gemme, ovvero le pietre utilizzate nell’arte talismanica); virtù sensitive che sono proprie degli animali (uso di sangue o parti di animali che rintracciamo in numerose misture destinate alle suffumicazioni ma spesso appaiono anche come elementi strutturali dei talismani, molti di essi sono creati su pelle di animale); virtù intellettive (che sono collegate alle parole del mago astrologo, agli inni, alle evocazioni, ma anche alla volontà stessa creatrice dell’operatore). Tutto ciò è poi plasmato di un fato o di un destino: sull’oggetto talismanico è impressa una architettura, un progetto di vita, è ciò che l’oggetto deve fare (che si ricollega al momento elettivo ovvero alla carta di nascita del talismano, all’uso delle immagini che hanno lo scopo di infondere nell’oggetto talismanico una sorta di destino, come può essere l’immagine definita da Della Porta di scopo, come per quella di due persone che si abbracciano e si baciano e che ha la finalità di imprimere nel talismano il suo compito, il suo destino, la sua finalità);
  5. questa complessa procedura è poi ritualizzata, sacralizzata da un atto che richiama l’idea di una cerimonia, come se il mago astrologo dovesse alla fine imporre un soffio finale all’opera creata, rendendola viva, cioè capace di esercitare alla fine una propria e autonoma virtù.

Nella magia astrologica naturale abbiamo ereditato una complessa e ricca letteratura non sempre congruente, spesso anzi contraddittoria, dove rintracciamo elenchi di stelle, immagini, pianeti, segni, decani messi in analogia a varie nature e proprietà, dotate di scopi talismanici. Il trattato sicuramente più complesso è quello che va sotto il nome di Picatrix, la cui paternità non è attribuita ad Ermete ma l’opera lo rievoca frequentemente. Il Picatrix è stato scritto originariamente in arabo, si stima intorno all’XI-XII secolo. Secondo i ricercatori consultati, il Picatrix è un concentrato di nozioni gnostiche ed ermetiche collegate al mondo arabo di Harra’n e sono evidenti le influenze sabee. L’opera presenta numerosi passaggi che non possono che essere definiti “ermetici”, proponendo o suggerendo una serie di indicazioni per la realizzazione di talismani ma anche per altre azioni magiche. Del Picatrix esiste una traduzione latina, nella premessa all’opera si narra che è stata tradotta dall’arabo allo spagnolo per ordine di Alfonso il Saggio; purtroppo però va considerato il fatto che l’opera originale non è sopravvissuta o comunque ancora oggi non risulta reperibile. A noi sono arrivate, dunque, ri-trascrizioni: non possiamo non considerare la possibilità di revisioni  come era solito accadere nelle ritraduzioni, dove spesso si aggiungevano od omettevano certe questioni per adattarle alla cultura dominante o alle preferenze culturali e ideologiche (e spesso religiose) del traduttore. Lo stesso Pingree ha evidenziato diverse contraddizioni nelle varie traduzioni del Picatrix consultate: in alcune di esse vi sono parti che in altre traduzioni non appaiono, gettando quindi un grande dubbio sulla genuinità del suo contenuto, specialmente di quello arrivato fino ai nostri giorni (come evidenziato dalla sua ricerca Between the Ghāya and Picatrix. I: The Spanish Version).

Sicuramente era presente nella biblioteca di Pico della Mirandola, era conosciuta da Ludovico Lazzarelli, cultore dell’ermetismo, ne parlano molti ed è più che logico ritenere che fosse presente una diffusione manoscritta in tutto il XV e XVI secolo. L’opera è un concentrato di filosofia naturale, ermetismo, concezioni e teologie cosmologiche, pratiche magiche. La struttura filosofica e gnostica dell’opera vede:

  1. l’esistenza di una Prima Materia ovvero Dio, un’entità che avvolge il tutto, una complessa architettura alla base della creazione di ogni cosa. È l’Uno;
  2. la Prima Materia è incorporea e aformale, da essa tuttavia derivano intellectus definita anche mens, lo spirito, la materia, gli elementi, e gli elementata;
  3. lo spirito è una entità che dall’alto scende verso il basso, esso si va a posizionarsi ubi caput est ovvero va ad aggrapparsi dove è presente materia;
  4. esisterebbe secondo l’idea del Picatrix una materia spirituale che appartiene alle stelle e una parte corporea che appartiene alle cose della terra;
  5. la materia che ci circonda sarebbe, secondo questa idea, permeata di materiale spirituale, che proviene dalle stelle; ogni oggetto, animato o inanimato, è dotato di spirito, ma la quantità e qualità di questa parte spirituale si legherà alla qualità della materia, destinando una unità altamente specifica;
  6. l’arte magica prevede quindi la capacità di indirizzare lo spirito nella materia;
  7. lo strumento più valido per realizzare quest’opera è il Talismano.

Il Picatrix nei primi capitoli stabilisce che tale opera non può essere compiuta da molti, ovvero solo da coloro che hanno padronanza e conoscenza dell’astronomia, della matematica, della musica, della metafisica, della filosofia naturale; il Mago deve compiere una profonda opera di conoscenza su sé stesso prima di poter realmente vedere gli effetti della sua opera. Deve incarnare, in un certo senso, il demiurgo perché il suo atto è divino, giacché attraverso la sua opera animerà i corpi, plasmerà gli oggetti di virtù e di spiriti: compiere ciò con superficialità e senza conoscenza e padronanza delle cose significa compiere opere pericolose, o inefficaci, o che si rivolteranno contro il mago o il portatore stesso.

[…]

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Elezione Lunare: cosa fare e cosa non fare. La Luna e i suoi aspetti ai pianeti secondo Rutilio nella vita quotidiana. Con commento personale.

Rutilio Benincasa Cosentino (1555 – 1626 è stato un astronomo e astrologo italiano) propone nel suo Almanacco Perpetuo alcune indicazioni su cosa sarebbe meglio fare o non fare in base alla dinamica lunare giornaliera. Le indicazioni che propone vanno lette come “indicazioni elettive” basate sulla ciclica lunare, quindi in riferimento ad attività giornaliere, a quelle che sono avvantaggiate e a quelle che potrebbero risultare meno avvantaggiate. Segue l’elenco delle indicazioni di Rutilio Benincasa Cosentino che ho preso direttamente dal suo Almanacco, nell’edizione da me conservata, quella del 1740.

In corsivo un mio pensiero breve.


Gli aspetti della Luna a Saturno

Luna che si congiunge a Saturno: giorno infortunato, non fare viaggi, non andare a parlare ai principi, ne ai vecchi, fuggi da tutti i negoziati specialmente con i fattori, fuggi dai villani, e dagli agricoltori. (Evitare le attività in genere, anche gli spostamenti).

La Luna in sestile a Saturno: in questo giorno fai cose con i vecchi, gli agricoltori, edifica ma fuggi dall’amicizia delle donne e dalle cose veneree. (Giorno buono per le attività di saturno, ma non per le cose che riguardano l’amore e le relazioni affettive).

Luna in quadratura a Saturno: in questo giorno non parlare con i vecchi, non andare dai principi, non prendere medicine ne farai viaggi, trattieni i tuoi desideri. (Giorno in cui è meglio evitare viaggi, non è giornata per realizzare o investire nei propri desideri, meglio un profilo basso).

Luna in trigono a Saturno: in questo giorno vai a trovare i vecchi e gli agricoltori, ricostruisci le cose, ripara le case e le cose vecchie. (Buono per le attività connesse anche alla riparazione di guasti in casa o per riparare cose rotte, danneggiate e datate).

Luna in opposizione a Saturno: non prendere servitori, non riscuotere debiti ne entrate di denaro, non dare inizio a nessuna cosa. (Meglio evitare trattative lavorative o contrattuali, evitare di gestire questioni economiche importanti, meglio non dare inizio a nuove attività).

Gli aspetti della Luna a Giove

Luna congiunta a Giove: è giorno fortunato e buono per andare dai principi, dai giudici, per fare consultazioni, per richiedere giustizia, per richiedere grazie, per andare da uomini grandi e da chi deve giudicare. (Giornata congeniale per ottenere buoni risultati nelle relazioni sociali in genere, incluse le trattative amministrative e legali, ma anche per stringere buoni accordi con persone importanti).

Luna in sestile a Giove: è buono per andare dai dottori della legge e dalle persone della chiesa, per cominciare a studiare la legge e per farti avvocato. (In particolare questo aspetto secondo Rutilio è congeniale per le questioni legali di ogni tipo).

Luna in quadratura a Giove: buono per incominciare a studiare. (Giornata ideale per dare inizio ad un nuovo percorso di studio, oppure per indagare su qualcosa).

Luna in trigono a Giove: buono per cominciare tutte le cose oneste, vai dai re, dai principi, dai prelati, dai giudici. (Ideale per firmare un contratto di lavoro, o un accordo di collaborazione, o in genere per fare cose oneste e belle, di conseguenza giornata buona anche per la socialità costruttiva).

Luna in opposizione a Giove: buoni per fare viaggio, per studiare la matematica, per andare dalle persone di Chiesa e dai giudici. (Buona per spostarsi ma anche per studiare, poiché è evocata la matematica potremmo ipotizzare che è una giornata ideale per fare i conti!).

Luna in aspetto a Marte

Luna congiunta a Marte: giorno infortunato, non fare viaggi, fuggirai dai soldati e dagli uomini marziali. (Evitare viaggi ed è meglio evitare persone litigiose o polemiche, fuggire quindi da tutte quelle situazioni che appaiono nervose o propense alla lite).

Luna sestile a Marte: compra armi, cavalli, condurrai l’esercito nella guerra, comincia cose di fuoco come l’alchimia, opera con i metalli, o nelle cose in cui interviene il fuoco. (Buono per organizzare le proprie strategie finalizzate a vincere battaglie in senso figurativo, per preparare le proprie azioni future).

Luna in quadratura a Marte: giorno da temere, non fare questione di cosa alcuna. (C’è poco da dire, giornata dove sarebbe meglio evitare qualsiasi cosa specialmente le discussioni che in questo giorno possono diventare ingestibili e molto violente).

Luna in trigono con Marte: apparecchia le cose da guerra, compra ogni sorta di animale. (Anche in questo caso l’indicazione pare rivolgersi all’organizzare sé stessi in strategie difensive o di attacco).

Luna in opposizione a Marte: non fare viaggi, fuggi dalle compagnie, dalle amicizie e dall’amore delle donne. (Eviteremo viaggi ed eviteremo contatti sociali, perché questa Luna potrebbe essere ispiratrice di polemiche o di fraintendimenti che possono facilmente sfociare nella lite).

Luna in aspetto al Sole

Luna congiunta al Sole: guardati dal cominciare cosa alcuna, tranne per quelle cose che desideri siano occulte e segrete. (Praticamente un novilunio! Pessima condizione della Luna, per ogni tipo di attività. Tuttavia questo aspetto potrebbe risultare utile per tutte quelle cose che desideriamo rimangano segrete e occulte, quindi paradossalmente è una giornata ideale per fare cose di nascosto e per non essere scoperti).

Luna in sestile al Sole: tratta negoziati con principi secolari, domanda offici e dignità a questi, etiam con il re. (Direi giornata ottima per contrattare qualsiasi cosa, per richiedere lavori, spedire curriculum, proporsi, domandare favori, riconoscimenti, per aprire confronti costruttivi).

Luna in quadrato al Sole: è giorno da fuggire in ogni cosa, fuggirai dai principi e dai grandi signori. (Meglio evitare attività di qualsiasi genere).

Luna in trigono al Sole: giorno per offrire doni ai principi e ai signori per raccomandare grazie, per ricevere favori perché facilmente da essi otterrai il tuo intento. (Ideale per amicarsi le persone che contano, per fare affari, per chiedere favori, aggiungerei giornata ideale per tentare la fortuna, o per richiedere qualcosa di impossibile a qualcuno, che potrebbe inaspettatamente concedercela).

Luna in opposizione al Sole: in questo giorno evita le sentenze, fuggi dai potenti, dai ricchi, e non fare cosa alcuna. (Eviteremo sentenze in questa giornata, o di trattare questioni amministrative, sociali, legali, o questioni lavorative, eviteremo colloqui di lavoro, eviteremo in questa giornata di presentare curriculum o nostre proposte perché potremmo non ottenere i risultati che speriamo).

Luna in aspetto a Venere

Luna in congiunzione a Venere: è giorno buono atto ai piaceri e agli spassi, per tagliare i vestiti, o per vestirti di nuovo, per fare amicizia con le donne. (Ideale per dedicare tempo al corteggiamento, oppure per coltivare il rapporto d’amore, ma anche per comprare nuovi abiti, per fare nuove amicizie o per proporsi o dichiararsi alla persona che desideriamo al di là del genere!).

Luna in sestile a Venere: giorno atto alle cose d’amore, farai matrimonio, nozze, compra gioielli e cose che appartengono agli ornamenti del corpo, e cose simili. (Buona giornata per le cerimonie, le nozze, per il matrimonio, ma anche per comprare gioielli, cose preziose, per gli ornamenti del corpo, quindi verosimilmente è una giornata ideale per comprare anche trucchi, per curare il proprio corpo e renderlo bello).

Luna in quadratura a Venere: in questo giorno compra schiavi, piglia servitori, fai feste, allegrezza, vestiti, tagliati i vestiti, piglia moglie, metti in opera per condurre i lavori. (Pare una giornata ideale per questionare sul lavoro, o per fare trattative lavorative ma anche economiche, per lavorare in modo produttivo, efficace).

Luna in trigono a Venere: fai amicizia con le donne, genera figli, cerca di avere la loro grazia, vestiti di nuovo ma evita la Luna in Leone in trigono a Venere. (Buona per fare nuovi incontri, per dichiararsi alla persona che desideriamo, ma anche ideale per chi vuole generare un figlio quindi ottima per le coppie che vogliono fare figli, eviteremo però la Luna in Leone in trigono a Venere).

Luna in opposizione a Venere: in questo giorno è buono condurre servi serve e fare viaggi, per concedersi tutti i sollazzi che vorrai, per fare matrimonio. (Buona per spostarsi ma anche per lasciarsi andare a piacevoli divertimenti, nonché per trattative economiche o lavorative).

Luna in aspetto a Mercurio

Luna in congiunzione a Mercurio: comincia a fare scrittura, calcoli, fai i conti, esercita la mercanzia, compra, vendi, manda corrieri, ambasciatori, negozi. (Ideale per tutte le attività mercuriali, per iniziare a scrivere un libro, o per cominciare una lettera o una email importante, per spedire un pacco importante, per fare buoni affari commerciali).

Luna in sestile a Mercurio: incomincia a dare opera alle lettere, farai conti, mercanzia, officio, manda i figli alla scuola, accompagnati ai dotti. (Direi ottima per farei conti, aggiungerei che potrebbe essere una giornata ideale per parlare con il commercialista, il banchiere, il funzionario che deve concederci qualcosa o trattare una nostra pratica amministrativa).

Luna in quadratura a Mercurio: è giorno per mandare ambasciatori, messaggeri con corrieri, fare viaggi, comprare e vendere. (Pare che questa Luna potrebbe essere propizia ai viaggi, agli acquisti, alle vendita, e alla spedizione di cose importanti).

Luna in trigono a Mercurio: in questo giorno dedicati alla poesia e alle sottili speculazioni, esercita la matematica. (Giornata per le arti speculative in genere, per lasciarsi andare alle arti umane, alla lettura, alla poesia, oggi direi giornata ideale per vedersi un bel film in buona compagnia, per fare anche calcoli, o per affrontare i bilanci finanziari).

Luna in opposizione a Mercurio: in questo giorno vai dagli scrivani, dai cancellieri, manda ambasciatori, fai viaggi, compra, vendi, impara la legge. (Giornata ideale per relazionarsi con amministratori e funzionari, commercialisti e simili, nonché per fare vendite o acquisti, per conoscere le regole delle cose, ideale per organizzare le proprie strategie mentali).

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Magia Babilonese o Astrale in alcuni testi cuneiformi di Uruk (BRM 4 20 e 4 19)

La magia astrale babilonese fu adattata a temi magici tradizionali babilonesi ovvero è una amalgama tra tradizione magica antica e nuove concezioni magiche tardo babilonesi, profondamente relazionate anche alla dinamica e alla natura del cielo. In un testo unico di Uruk del periodo ellenistico, BRM 4 20 (con un testo parallelo sempre di Uruk, BRM 4 19), si evidenziano contenuti di magia astrale (riferirsi alle fonti consultate, in bibliografia).

Queste tavolette di Uruk sono essenzialmente una rielaborazione di un testo rinvenuto a Sultantepe (STT 300, oggi un sito archeologico tardo-assiro ai margini dell’impero neo-assiro , ora nella provincia di Şanlıurfa , in Turchia. Sultantepe si trova a circa 15 chilometri a sud di Urfa , sulla strada per Harran; gli scavi in questo sito hanno rivelato una città assira , con livelli dall’VIII al VII secolo che furono ricostruiti dopo il 648 a.C. circa, contenente un tesoro di tavolette cuneiformi), che mette in relazione la magia astrale con specifici giorni dell’anno lunare, mentre i testi di Uruk adattano le stesse condizioni ai segni zodiacali.

Nella magia astrale di Uruk (tavoletta BRM 4 20), le singole voci associate ai segni zodiacali rappresentano una magia aggressiva che può alterare la realtà, ma anche incantesimi e rituali difensivi o protettivi che reagiscono alla realtà derivante da malattie oppure derivante da disgrazie già avvenute. Presumibilmente questi incantesimi sono considerati efficaci quando utilizzati nel momento in cui un pianeta o la luna attraversa un certo spazio zodiacale.

Nel testo BRM 4 20 “regione” sta per segno zodiacale oppure sezione o area costellativa, questo non è dato saperlo, stando agli studiosi il testo riguarderebbe la posizione della Luna per l’esercizio di certi incantesimi; la ricerca evidenzia che le tavolette di Sultantepe indicano un riferimento della Luna nel suo movimento siderale, mentre le tavolette di Uruk hanno convertito e forse “semplificato” evidenziando solo aree zodiacali, anche se in alcuni casi ci sono riferimenti a stelle precise. Segue parte del testo della tavoletta BRM 4 20 che ho tradotto in italiano (partendo dalla traduzione inglese):

  1. (Gli incantesimi per) “cambiare idea”: (nella) regione del Leone.
  2. (Gli incantesimi per) “rovesciare una sentenza”: regione dell’Acquario.
  3. (Gli incantesimi per) “allentare la presa”: regione della Vergine.
  4. (Gli incantesimi per) “rompere un giuramento”: regione dell’Acquario.
  5. (Gli incantesimi per) “l’amore di un uomo per una donna”: regione della Bilancia.
  6. (Gli incantesimi per) “l’amore di una donna per un uomo”: regione dei Pesci.
  7. (Gli incantesimi per) “amore di un uomo per un uomo”: regione dello Scorpione.
  8. (Gli incantesimi per) “una donna che verrà”: regione dell’Ariete.
  9. (Gli incantesimi per) “tagliare il respiro”: regione del Sagittario, in alternativa Gemelli.
  10. (Gli incantesimi per) “fare un voltafaccia”: regione dei Gemelli.
  11. (Gli incantesimi per) “purificare (dalla colpa) con l’acqua del fiume o del pozzo” (ordalia): regione del Capricorno.
  12. (Gli incantesimi per) “entrare nel palazzo” (egalkurrû): regione del Cancro.
  13. (Gli incantesimi per) “placare l’ira (divina)”: regione dell’Acquario.
  14. (Gli incantesimi per) il “re che ricorda il suo nome con favore nel suo palazzo”: oppure (Gli incantesimi affinché) il “principe menzioni favorevolmente il suo nome nel suo palazzo”: nella regione dei Pesci.
  15. (Gli incantesimi affinché) colui che vi vede si rallegri e sia felice di vedervi: nella regione del Leone.
  16. (Gli incantesimi per) far sì che una donna abbia rapporti sessuali: regione dell’Ariete.
  17. (Gli incantesimi per far sì che) chi vi vede vi indichi con favore: regione della Vergine.
  18. (Gli incantesimi per) depositare argento: regione della stella più luminosa del Toro (probabilmente Aldebaran).
  19. (Gli incantesimi per) far tornare uno (schiavo) fuggitivo: regione di Regolo, in alternativa della Bilancia.
  20. (Gli incantesimi affinché) la moglie di un uomo non volga lo sguardo o il viso verso un altro (testo assente…)
  21. (Gli incantesimi per) la magia dell’odio: regione dello Scorpione.
  22. (Gli incantesimi per) annullare la stregoneria (ušburruda): regione dell’Acquario, in alternativa dei Pesci.
  23. (Gli incantesimi per) impedire l’avvicinamento di un nemico nella casa di un uomo: regione del Toro, in alternativa all’Acquario.
  24. (Gli incantesimi per) far guadagnare il pubblicano: regione del Cancro, in alternativa all’Acquario.
  25. (Gli incantesimi per) liberarsi dalla stregoneria, per far sì che la malattia non si avvicini alla vittima; per guarire la testa; per liberarsi dalla mania, per guarire una ferita, per arginare l’emorragia mestruale, per impedire al male di avvicinarsi alla casa di un uomo: regione del Capricorno.
  26. (Gli incantesimi per) lilû-demone: regione del Toro, in alternativa della Bilancia.
  27. (Gli incantesimi per) Lilith: regione del Toro, in alternativa Toro, in alternativa,
  28. (Gli incantesimi per) Lilû e Lilith: regione del Sagittario.
  29. (Gli incantesimi per) convulsioni, epilessia, (var. aggiunge bennu), malattia della mano del dio, malattia della mano della fantasma: regione del Leone.
  30. (Gli incantesimi per) afferrare un fantasma e legarlo a un uomo, per affidare la figura di un uomo a una (persona) morta, per fare una libagione a un fantasma (in questo modo) per eliminare il male: regione del Cancro.
  31. (Gli incantesimi per) “far venire una donna”, senza incorrere in recriminazioni: regione del […testo mancante].
  32. (Gli incantesimi per) “invitare il dio, invitare la dea”, (bisogno di) guarire la paralisi, (bisogno di) guarire il male: regione di [… testo mancante]; paralisi, (necessità di) purificare la casa, (necessità di) mettere in quarantena il paziente, (necessità di) guarire una malattia rettale, (necessità di) guarire un calcolo, (necessità di) fermare la diarrea, (necessità di) liberarsi della febbre: regione dell’Ariete.
  33. (Gli incantesimi per) un magnate o un principe per non indulgere in (oppure credere) calunnie: regione dei Gemelli.
  34. (Gli incantesimi per) non avere insulti, per mettere un uomo contro (un altro) uomo, per placare l’ira, per non credere alle calunnie, o per abbandonare un morto, per far sì che (var. un uomo o) uno stregone o una strega o una sacerdotessa parli o per allontanare un magnate dal palazzo, o per l’ira divina sulla testa di un uomo, per impedire che un uomo sia amato dal re, per impedire che una donna ami (qualcun altro): regione del Leone.
  35. (Gli incantesimi per) l’afasia: regione di […. testo mancante].
  36. (Gli incantesimi per) ‘afflizione della fronte’: regione di [… testo mancante].
  37. (Gli incantesimi per) l’impotenza: regione di [… testo mancante].
  38. (Gli incantesimi per attirare il) favore del re: regione di […].
  39. (Gli incantesimi per non far scappare lo schiavo di un uomo: regione dello Scorpione.
  40. (Gli incantesimi per) annullare l’ira divina di un dio che guarda: regione del Toro.
  41. (Gli incantesimi per) spaventare un rivale (donna) o rimuovere un uomo dalla sua carica: regione del Capricorno.
  42. (Gli incantesimi per) rimuovere un uomo dalla sua posizione di fiducia o per mettere un uomo contro (un altro) uomo: regione del Capricorno.
  43. (Gli incantesimi per) un uomo contro (un altro) uomo: regione dell’Ariete.

Fonte

Mesopotamian protective spirits, the ritual Text di F.A.M. Wiggemann LINK

Science, tecnology and medicine in ancient culture, V.2 di Asper, van der Eijk, Geller, von Staden, Taub LINK

Traslitterazione del testo da cuneiforme all’inglese (ho però utilizzato la versione inglese presente in Science, tecnology and medicine in ancient culture link precedente, p. 44 a 47 perché più comprensibile) LINK

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Le Mansioni Lunari nel programma astronomico STELLARIUM

Il Programma Stellarium è un software liberamente scaricabile di tipo astronomico, un atlante celeste nonché un programma potente per lo studio dei fenomeni luminosi celesti corredati di importanti dati astronomici. Il programma prevede l’utilizzo di diversi atlanti stellari, tra i quali appare anche la suddivisione del cielo nelle 28 mansioni lunari. Nel video che segue vediamo come attivare le mansioni lunari nel programma Stellarium (scaricabile dal seguente link).

COME ATTIVARE LE MANSIONI LUNARI SU STELLARIUM SOFTWARE

Definizioni generali

Le stazioni o dimore lunari secondo la tradizione araba descrivono le 28 aree del cielo scelte nell’antica Arabia per definire la posizione giornaliera della luna durante il suo viaggio mensile intorno al cielo.

Originariamente le Manāzil al-Qamar, ovvero le dimore lunari, erano un sistema di 28 stelle, o meglio gruppi di stelle, vicino alle quali la luna compie il suo movimento orbitale (quello che è stato definito per esempio da Ornella Pompeo Faracovi come “eclittica lunare” nel suo approfondimento dal titolo “Le Mansioni Lunari” pubblicato nel Volume 13 No.2 del 2007 pp 703-709 in “Bruniana & Campanelliana” pubblicato da Accademia Editoriale). Questo sistema era stato già adottato nel periodo pre-islamico, ovvero prima del VII secolo dell’era comune.

Uso agricolo e non solo delle mansioni lunari

Gli asterismi ovvero le varie stelle (chiamate fiduciarie) di ogni stazione lunare servivano a divedere l’anno siderale e solare di 365 giorni in 28 periodi ognuno di 13 giorni, ad eccezione di un periodo “speciale” a cui venivano attribuiti 14 giorni.

Questi 28 periodi sono chiamati Anwāʾ, plurale di nawʾ. Ogni nawʾ è determinata da una stella (a volte più di una) caratteristica: quando questa stella sorge al mattino durante l’alba (a est, quindi poco prima del Sole), è l’inizio della nawʾ successiva. Il nome del nawʾ dà il nome alla dimora lunare. Un ciclo completo di tramonto e sorgere per ciascuna delle 28 dimore lunari, una dopo l’altra, va a costituire un anno solare tuttavia “visto e osservato” attraverso una metrica lunare.

Questo sistema era utilizzato per determinare in particolare il tempo, per esempio i periodi di pioggia o di siccità (fonte di riferimento: Helaine Selin, Encyclopaedia of the History of Science, Technology, and Medicine in Non-Western Cultures, Lunar Mansions in Islamic History, Kunitzsch P. p 520) Gli arabi dicevano: ogni nawʾ (ovvero ogni periodo di 13/14 giorni) è caratterizzato da un modello meteorologico distintivo di pioggia, vento e temperatura (fonte di riferimento: Ibn Qutaybah (b. 828 d. 884 or 889), Kitab al-Anwā’, pp 6,7; Arabic print of the original book in 1956 in India Hydarabad/Deccan).

Una descrizione dettagliata delle stelle di ogni mansione lunare, dei tempi della loro levata eliaca e una compilazione delle conoscenze astronomiche e meteorologiche degli antichi arabi, si trova nel Libro della meteorologia (arabo: Kitāb al-anwāʾ), scritto da Ibn Qutaybah (nato nell’828 – morto nell’884 o 889). Di questo libro sono sopravvissute copie manoscritte ed è stato stampato in India nel 1956 (fonte di riferimento: Helaine Selin, Encyclopaedia of the History of Science, Technology, and Medicine in Non-Western Cultures, Ibn Qutayba, Kunitzsch P. p 429).

Le mansioni avevano un uso particolare nelle attività agricole quindi avevano lo scopo di programmare i tempi relativi alla semina, al raccolto, oppure alla manutenzione o al lavoro della terra per scopi di coltivazione. Inoltre erano utilizzate per scopi di viaggio, per propiziare per esempio una spedizione commerciale, una ambasceria, o ancora per scopi di medicina, cura, terapia.

Anche recenti ricerche filologiche (riferimento: C. Philipp E. Nothaft “Sideral Astrology in Medieval Europe (XII-XIII sec.), traces of a forgotten tradition“, pubblicata nell’International journal of divination and prognostication, volume 3 pagine 45-84) hanno dimostrato che nell’Europa medievale del XII e XIII secolo gli astrologi islamici specialmente di al-Andalus (da dove nascono le prime pubblicazioni del Picatrix di cui non esiste nessuna copia originaria, se non ri-trascrizioni dal presunto originale) operavano l’Arte Astrologica attraverso un frequente uso delle stelle, tanto che in numerosi manoscritti di questo periodo, gli astrologi di al-Andalus consigliano di dare “giudizi siderali” anche sulle questioni della natività. A parte questa importante testimonianza che dimostra l’apertura di questi astrologi nei confronti dei livelli siderali del cielo, esiste una ricchissima letteratura di brevi trattati e poesie che descrivono gli asterismi delle 28 dimore.

Un poema dedicato alla descrizione delle stelle delle dimore lunari è stato pubblicato da Gustave-Adolphe de Calassanti-Motylinski nel 1899 nel suo libro Les mansions lunaires chez les Arabes, attribuito a Muḥammad al-Maqri (1578-1638) (fonte di riferimento: Ta̕rīf manāzil alkamar, Les mansions lunaires des Arabes; Muhammad al-Mukrī.; A de Calassanti-Motylinski published in Alger, Imprimerie orientale, 1899).

Segue un esempio di una poesia in arabo (purtroppo non sono riuscito a trovare traduzioni in inglese o in altra lingua) di un poema riferito a Muḥammad al-Maqri dove secondo le fonti consultate sono descritte, con uno stile narrativo e poetico, le 28 mansioni lunari (link).

Gli almanacchi agricoli basati sulla levata eliaca delle stazioni lunari sono ancora oggi in uso. Il calendario ufficiale dell’Arabia Saudita include questi orari (vedi qui: Official Calendar of the Kingdom of Saudi Arabia). Si dimostra che l’uso delle dimore lunari specialmente per questioni agricole è focalizzato sul ruolo delle stelle, specialmente sulle 28 stelle o asterismi connessi alle 28 stazioni lunari, e specialmente quando queste stelle sono in levata eliaca (visibili) e in relazione alla Luna. Questi comportamenti delle luci davano in passato, ma ancora oggi, descrizioni del tempo, o indicazioni da almanacco per le questioni agricole.

Riporto un bollettino del 2002 che dimostra come ancora oggi le dimore lunari sono usate nei territori dell’Arabia per questioni agricole, in questo caso ci riferiamo alla levata eliaca della stella fiduciaria della Terza Dimora Lunare al-Thurayya (il cui asterismo fiduciario sono le Pleiadi) relativamente al 7 giugno 2002 [fonte di riferimento: Moon stations and Agriculture seasons. A bulletin by the Agriculture Administration of the Chamber of Commerce in Riyadh, Saudi Arabia. 2002]: Il clima diventa più caldo e il vento più forte. Le erbe selvatiche si seccano. L’acqua dei pozzi diventa meno profonda. Le piogge sono rare in questo periodo. Gli insetti primaverili iniziano a scomparire. I datteri delle palme iniziano a prendere colore. Si raccomanda di irrigare gli alberi con le giuste quantità e di interrompere l’irrigazione delle viti quando l’uva inizia a colorarsi.

Descrizione dettagliate delle stelle fiduciarie

Ibn Qutaybah (nato nell’828 – morto nell’884 o nell’889) nel suo libro Kitāb al-anwāʾ fornisce una descrizione dettagliata delle stelle di ogni stazione lunare, mentre un’identificazione accurata può essere ricavata dal Libro delle stelle di al-Sufi (morto nel 986). Nel suo libro, al-Sufi mappa le stelle conosciute dagli antichi arabi con quelle delle Costellazioni tolemaiche. Segue un esempio delle definizioni di al-Sufi delle stelle delle dimore lunari al-Ġafr dove incontriamo un complesso asterismo composto non da una sola stella ma da più stellle (fonti di riferimento: Book of the Stars by al-Sufi (died 986): Critical edition with commentary by Khalid AlAjaji, digital edition, 2021 AD, كتاب الكواكب لأبي الحسين عبد الرحمن بن عمر الرازي المعروف بالصوفي (291-376)، تحقيق خالد بن عبد الله ; Schjellerup, Description des etoiles fixes, 1874, p. 163): La ventiduesima [stella della Vergine] e la ventitreesima che è sulla coda [orlo della veste] con la venticinquesima sul piede sinistro [della Vergine] sono chiamate [dagli arabi] al-Ghafr che è la quindicesima dimora lunare.

Mansioni lunari nel software Stellarium

Su stellarium l’attivazione dell’atlante delle mansioni lunari secondo la tradizione araba segue l’eredità di questi autori che identificano per ogni dimora lunare una o più stelle fiduciarie. Chi ha competenze astronomiche, esordisce lo stesso approfondimento di Stellarium, non avrà alcuna difficoltà nel rintracciare queste stelle. Inoltre ogni stella viene inserita all’interno di uno “spazio lunare” che convenzionalmente ha una ampiezza compresa tra 12-13 gradi (esattamente 12,857°): come per le costellazioni, le suddivisioni delle dimore lunari non possono essere considerate “nette e precise”, ma marginali e solo identificative di un’area siderale dove tuttavia il riferimento a cui rivolgerci non può che essere uno solo: la luce delle stelle fiduciarie!

Elenco delle mansioni lunari identificate da Stellarium

  1. (Arabic: الشرطان) Al-Sharaṭān (The two signs) or (Arabic: الأشراط) “al-Ashrāṭ” (The signs) composed of the 3 stars: α Ari (Hamal), β Ari (Sheratan) and γ2 Ari (Mesarthim)
  2. (Arabic: البطين) Al-Buṭayn (The small belly [of the little ram]) composed of the 3 stars: ε Ari, δ Ari (Botein), and ρ3 Ari
  3. (Arabic: الثريا) Al-Thurayyā (Pleiades) composed of the star cluster of the Pleiades
  4. (Arabic: الدبران) Al-Dabarān (The Follower [of the Pleiades]) composed of the single star α Tau (Aldebaran)
  5. (Arabic: الهقعة) Al-Haqʿah (The mark on the horse side) composed of the three stars on the head of Orion: λ Ori (Meissa), φ1 Ori and φ2 Ori
  6. (Arabic: الهنعةAl-Hanʿah (The bend in the neck of a camel) composed of the 2 stars: γ Gem (Alhena) and ξ Gem
  7. (Arabic: الذراع) Al-Dhirāʾ (Retracted arm [of the lion]) composed of the 2 stars: α CMi (Procyon) and β CMi (Gomeisa)
  8. (Arabic: النثرة) Al-Nathrah (The tip of the nose of the lion) composed of the Praesepe cluster and the 2 stars: γ Cnc (Asellus Borealis) and δ Cnc (Asellus Australis)
  9. (Arabic: الطرف) Al-Ṭarf (The eyes of the lion) composed of the 2 stars: ε Leo and ο Leo (Subra)
  10. (Arabic: الجبهة) Al-Ǧabhah (The forehead of the lion) composed of 4 stars: ζ Leo (Adhafera), γ1 Leo (Algieba), η Leo and α Leo (Regulus)
  11. (Arabic: الزبرة) Al-Zubrah (The mane of the lion) composed of the 2 stars: δ Leo (Zosma) and θ Leo (Chertan)
  12. (Arabic: الصرفة) Al-Ṣarfah (The change to colder weather) composed of one star: β Leo (Denebola)
  13. (Arabic: العوا) Al-ʿAwwā (The bend) composed of 5 stars: β Vir (Zavijava), η Vir (Zaniah), γ Vir (Porrima), δ Vir and ε Vir (Vindemiatrix)
  14. (Arabic: السماك) Al-Simāk (The unarmed high one) composed of the star α Vir (Spica)
  15. (Arabic: الغفر) Al-Ġafr (The cover) composed of 3 stars: ι Vir (Syrma), κ Vir and λ Vir
  16. (Arabic: الزبانى) Al-Zubānā (The claws of the scorpion) composed of the 2 stars: α2 Lib (Zubenelgenubi) and β Lib (Zubeneschamali)
  17. (Arabic: الإكليل) Al-Iklīl (The ornamented headband, The diadem) composed of the 3 stars: β1 Sco (Acrab), δ Sco (Dschubba) and π Sco.
  18. (Arabic: القلب) Al-Qalb (The heart of the scorpion) composed of the star α Sco (Antares)
  19. (Arabic: الشولة) Al-Shawlah (The sting of the scorpion) composed of the 2 stars: λ Sco (Shaula) and υ Sco (Lesath)
  20. (Arabic: النعائم) Al-Naʿaʾim (The Ostriches) 8 stars: γ2 Sgr, δ Sgr, ε Sgr, η Sgr, σ Sgr, φ Sgr, τ Sgr, and ζ Sgr
  21. (Arabic: البلدةAl-Baldah (The empty area) is the area where there are no stars (between al-Naayem and Saad al-Thabih)
  22. (Arabic: سعد الذابح) Saʿd al-Dhābiḥ (The lucky star of the Slaughterer) composed of the 3 stars: α1 Cap (Algedi), β Cap (Dabih), and ν Cap
  23. (Arabic: سعد بلع) Saʿd Bulaʿ (The lucky star of the swallower) composed of the 3 stars: ν Aqr, μ Aqr and ε Aqr (Albali)
  24. (Arabic: سعد السعود) Saʿd al-Suʿūd (The luckiest of the lucky stars) composed of the 3 stars: β Aqr (Sadalsuud), ξ Aqr and λ Cap
  25. (Arabic: سعد الأخبية) Saʿd al-Aḫbiyah (The lucky stars of the tent dwellers) composed of the 4 stars: γ Aqr (Sadachbia), π Aqr, ζ2 Aqr and η Aqr
  26. (Arabic: المقدم) Al-Muqaddam (The front bucket mouth) composed of the 2 stars: α And (Alpheratz) and γ Peg (Algenib)
  27. (Arabic: المؤخر) Al-Muʾaḫar (The rear bucket mouth) composed of the 2 stars: β Peg (Scheat) and α Peg (Markab)
  28. (Arabic: الرشاء أو الحوت) Al-Rishāʾ or al-Ḥūt (The rope of the well bucket or The Fish) composed of the star β And (Mirach) and two arcs of stars making a figure of a fish

Alcune particolarità sulla lista delle mansioni lunari di Stellarium

Il super leone e le figure della dimora lunare al-Ǧawzāʾ dell’antica tradizione stellare araba – Dai nomi delle stazioni lunari dalla settima alla quindicesima si può notare che fanno parte di una figura di leone. Questa figura araba del leone copre circa 100 gradi, un po’ più della metà della cupola del cielo. Dai nomi di queste stelle si può costruire una figura di leone.

Due delle stazioni lunari, al-Haqʿah e al-Hanʿah, fanno parte delle stelle al-Ǧawzāʾ. al-Ǧawzāʾ è la figura che copre Orione più alcune stelle intorno – Gli antichi arabi immaginavano queste stelle come una figura di donna con arco e freccia puntata sul leone (un’immagine probabilmente influenzata dall’Egitto romano: si veda la raffigurazione sullo zodiaco di Denderah che mostra tracce babilonesi e greche di costellazioni). Roland Laffitte ha parlato di queste due figure e ha offerto una rappresentazione di ciascuna di esse nel suo articolo: Our Arab Heritage in the CelestialVault. Una discussione più dettagliata dell’antica tradizione stellare araba si trova nel suo libro: “Le Ciel des Arabes“.

Fonte principale delle mansioni lunari su Stellarium

La fonte principale è Khalid al-Ajaji con documentazione aggiuntiva da parte di Susanne M. Hoffmann.

Conclusioni

Le mansioni lunari in Stellarium seguono dunque una logica siderale, la suddivisione si appella ai 28 asterismi propri di ogni dimora lunare che sono largamente descritti da una corposa letteratura.

NOTE FINALI
Il contenuto di questo articolo proviene dalla descrizione delle mansioni lunari di Stellarium, tradotto in italiano, con alcune integrazioni.

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Le immagini del Sole in Alhamel e in Alazet dal Liber De Imaginibus – Liber Solis – De nomine Solis

Testo in latino, stralcio dell’immagine del Sole in Ariete (Alhamel) e in Leone (Alazet). Tratto da “Liber de imaginibus planetarum ex sciencia Abel iusti filii Ade primi patris scientiarum” “LIBER SOLIS” Capirtolo 6 “De nomine Solis per quemlibet signum desi[g] no, quia habeo in alia parte […]”

[…]

Prima igitur ymago fit Sole in Alhamel, id est in Ariete manente ut infirmitas alicui homini in membrum quod volueris immitatur. Fiat ergo ymago hominis, ut superius diximus, et sit hominis. Quod si pro muliere fuerit, fiat ymago feminea. Hoc tamen previso, ut illud membrum in quo infirmitatem mittere volueris, de propio statu torqueatur et in pectore anuli Solis sculpantur et in capite nomen signi et nomen Solis in signo morantis et in ventre sculpantur hec sigilla:

Et postea suffumigetur et exorcizetur secundum quod superius diximus. Ostendatur ymago prefata illi quem infirmare vis. Et dixerunt philosophi quod Noe filius Lamech mutavit faciem filii sui Cham cum hoc prestigio. Generaliter potest infirmus sanari: si volueris infirmus sanare a quolibet morbo scribe in mense Alhamel, Sole in ipso existente, hec quatuor sigilla:

in pergameno de ariete nato die dominico facto, et eciam illud nomen Dei magni, primum nomen domini Solis libro Solis pertinens et in carta scribatur Snissoth. Hoc interim dicto et in eadem carta scripto, scilicet ille pro quo istut facio a qualicumque morbo gravatur sanetur. Postea fumigetur cum fumigationibus prefatis et circa collum infirmi ligetur et sanabitur.

[…]

Quinta ymago fit Sole in Alazet, id est, in Leone morante, ut homo quilibet sive mulier ab infirmitate custodiatur. Fiat ergo ymago hominis in cuius pectore anuli Solis sculpantur et in capite nomen signi et nomen Solis in signo morantis. In facie vero sculpa[n]tur hoc nomen: Bafria. Et in ventre vero sculpantur hec sigilla:

Fumigetur et exorsizetur et in curia illius pro quo facta est sepeliatur dicendo istut prestigium: «Socratem Sofronicum ab omni infirmitate custodeat et liberet.» Et dixerunt philosophi quod quidam sapientes per hoc prestigium ante diluvium multos ab infirmitatibus custodiebant, qui non moriebantur donec totus eorum naturalis complectionis cursus transieret.

BIBLIOGRAFIA

Consultata la seguente ricerca: Cahiers de recherches médiévales et humanistes – Journal of medieval and humanistic studies 33 | 2017 Textes et savoirs scientifiques et magiques – The Liber Lune and the Liber Solis attributed to Hermes in the MS Vatican, B.A.V., Barb. lat. 3589

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Stelle Fiduciarie e Incensi delle 28 Mansioni Lunari secondo Šams al-maʿārif

Secondo le traduzioni del Šams al-maʿārif, testo attribuito ad Al Buni, curate dal professor Daniel Martin Varisco (1951, Strongsville, Ohio, antropologo e storico americano ricercatore in storia dell’orientalismo, antropologia dell’Islam, storia dell’agronomia e dell’astronomia islamiche, attualmente professore di ricerca presso l’Università del Qatar) seguono le attribuzioni degli incensi e delle spezie relative alle suffumicazioni di ogni mansione lunare. Osservo da questo elenco quanto la letteratura sia diversificata su questo argomento, e non esistono attribuzioni concordi e uniformi. I numeri che seguono sono relativi alla mansione di riferimento, seguiranno poi le indicazioni delle spezie, incensi, o elementi naturali associati alle relative suffumicazioni. Successivamente l’elenco delle 25 stelle fiduciarie riportate dal ricercatore, e provenienti sempre dal suo studio del Šams al-maʿārif.

Sarcocolla, un ingrediente della Venticinquesima Mansione Lunare

INCENSI

mansione 1 – pepe, cumino nero
2 – legno aromatico, zafferano, mastice
3 – semi di lino, cumino nero
4 – buccia di melograno, incenso orientale

COMMENTO: per incenso orientale ci si riferisce di solito a incensi composti da più elementi naturali, tutti contraddistinti da elevata fragranza. Per esempio la base più comune di incenso orientale è un miscuglio di fragranze derivanti da vaniglia, ambra grigia, sandalo, patchouli, resine di piante dolci come labdano e benzoino, spezie profumate come cardamomo, pepe rosa, coriandolo, cannella, chiodo di garofano.

mansione 5 – incenso nadd, incenso di giava, mastice,
6 – costus, semi di assenzio
7 – semi di ortica, semi di lino
8 – costus, buccia di melograno
9 – nadd incenso, zafferano
10 – semi di mirto, steli di zafferano

COMMENTO: per incenso nadd ci si riferisce ad un incenso molto costoso che divenne popolare tra i ricchi arabi in epoca medievale, costituito principalmente da legno di aloe, ambra grigia, muschio, legno di Boswellia sacra, benzoino. Per incenso di giava ci si riferisce solitamente al benzoino, ovvero ad un incenso ricavato dalla resina di una pianta ovvero l’arbusto Styrax benzoin. Ancora oggi dall’isola di Giava troviamo in vendita grani molto pregiati di questo incenso, chiamato kemenyan. Per costus ci si riferisce alla radice e ad altre parti della pianta Saussurea costus. In particolare l’olio essenziale ha un odore specifico, pungente, ovvero ha una fragranza di “odore animale” che ricorda il cuoio, con sottofondo legnoso e note di muffa.


mansione 11 – buccia di melograno
12 – noce moscata
13 – incenso orientale
14 – incenso orientale, semi di indaco
15 – incenso orientale
16 – seme di assenzio, camomilla
17 – pepe, zafferano, legno aromatico
18 – foglie di mirabolano bianco

Commento: le foglie di mirabolano bianco sono le foglie di un albero da cui si ricava anche un frutto commestibile. La pianta emana un gradevole profumo, non so se anche le foglie hanno fragranze particolari quando essiccate, ma sicuramnete il legno emana fragranze fruttate.

mansione 19 – buccia di melograno, mastice
20 – incenso orientale
21 – nardo, nadd incenso
22 – cartamo
23 – camomilla, cumino
24 – legno aromatico, mastice

Commento: il nardo è una pianta da cui si ricava un olio essenziale dotato di una importante profumazione, le sue fragranze sono dolci e legnose. Per cartamo ci si riferisce alle parti della pianta zafferanone (da non confondere con lo zafferano…), le note olfattive sono calde, intense e floreali.

mansione 25 – incenso orientale, pepe, sarcocolla
26 – incenso orientale, cumino nero, zafferano
27 – pepe, cannella
28 – cumino nero

Commento: per sarcocolla ci si riferisce con molta probabilità all’Astragalo sarcocolla (greco σαρκοκόλλα, da σάρξ “carne” e κόλλᾰ “colla”; arabo anzarūṭ, ʿanzarūt, kuḥl fārisī, kuḥl kirmānī; persiano anzarūt, ta sh m (< ča sh m ), kan dj ubā è un arbusto storico della Persia, da cui si ricava anche un balsamo. Alcune parti di questa pianta oggi sono state classificate come LETALI.

Stelle Fiduciarie e Mansioni Lunari

Come già affrontato nella sezione relativa alle Mansioni Lunari (LINK), quando si parla di dimore lunari non abbiamo come riferimento solo il Picatrix anche se oggi è il testo più gettonato e usato. Al contrario, abbiamo manoscritti e testi che affrontano le mansioni lunari ponendo l’attenzione sul ruolo delle stelle fiduciarie. Secondo le traduzioni del Šams al-maʿārif, testo attribuito ad Al Buni, curate dal professor Daniel Martin Varisco, riporto le Stelle Fiduciarie indicate da questo manoscritto. E’ lo stesso autore di questa ricerca a indicare come gli asterismi e quindi le stelle fiduciarie non intendono identificare “una porzione di longitudine eclittica” ma piuttosto dei “punti astronomici” di riferimento, per orientarsi nella ricerca delle mansioni nella associazione tra Luna con i 28 asterismi ovvero con le 28 stelle fiduciarie di ogni mansione. Infatti come si evince da questi autori non è presente l’elenco di nessuna longitudine eclittica (cosa che invece rintracciamo nel Picatrix), e sono semplicemente indicate le posizioni delle stelle fiduciarie. Superfluo dire che altri autori propongono per alcune mansioni posizioni diverse o asterismi diversi. Insomma la letteratura sulla questione mansioni lunari non è affatto omogenea!

FONTE

Illuminating the Lunar Mansions (manāzil al-qamar) in Šams al-maʿārif. Di Daniel Martin Varisco, ricerca pubblicata nell’opera “Arabica” ed edita da BRILL.

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