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Pianeti all’APOGEO e al PERIGEO: IBN EZRA

Ibn Ezra, dalla cui eredità molti di noi usano le sue indicazioni per la determinazione del Signore della Genitura, quando spiega i cinque pianeti erranti (Mercurio Venere Marte Giove Saturno) in qualità di Signori della Natività, propone una ricorrente indicazione rispetto alla condizione di apogeo e di perigeo di un pianeta. Per esempio, nel caso di Saturno come Signore della Genitura dice che se Saturno ha buone condizioni di essenzialità, quando si mescola ai benefici e specialmente quando è prossimo o volge verso il suo “apogeo”, come in apogeo sono i benefici con esso mescolati, allora significherà che il nativo vedrà ogni sfortuna trasformarsi in fortuna.

La stessa questione la propone anche per gli altri pianeti candidabili a Signore della Genitura, dove la condizione di APOGEO pare essere quella migliore per un pianeta. Per quale motivo? La motivazione è legata ai “moti” dei pianeti che ci appaiono dalla terra, e quindi dipendono dal modello tolemaico degli epicicli.

L’Apogeo (geocentrico) di un pianeta è il punto dell’orbita di un pianeta dove raggiungerà la sua massima distanza dalla terra secondo quanto ci appare dalla terra.

Il Perigeo (geocentrico) di un pianeta è il punto dell’orbita di un pianeta dove raggiungerà la sua minima distanza dalla terra secondo quanto ci appare dalla terra.

Quando un pianeta è all’Apogeo il movimento del pianeta ci appare diretto e rapido.

Quando un pianeta è al Perigeo il movimento del pianeta ci appare retrogrado e lento.

Nei Giudizi agli Epicicli in effetti le due condizioni migliori di un pianeta sono il suo movimento diretto e la rapidità: queste condizioni significano la capacità, la sveltezza, l’ardire, l’acutezza, la prontezza, l’essere capaci di fare e agire. Mentre la condizione di movimento retrogrado e lentezza sono definite come condizioni che significano: cose recalcitranti, pigre, indisponibili, ambigue, non pronte a reagire, restie, indecise, cose vili e spregiudicate.

Ne consegue che la valutazione dell’apogeo e del perigeo evocata da ibn Ezra richiama la necessità dello studio degli epicicli che permettono di  studiare il pianeta non solo in base al segno che occupa ma anche in base ad altre condizioni astronomiche e di moto apparente che amplificherebbero la portata interpretativa finale.

 

 

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Significato delle 12 Case Celesti e relativi Signori del Trigono, secondo ibn Ezra

SIGNIFICATI DEI 12 LUOGHI E RELATIVI SIGNORI DELLA TRIPLICITÀ
secondo le indicazioni di ibn Ezra (XI secolo)

La prima casa è quella che sorge all’orizzonte orientale, significa la vita, il corpo, la parola e la conoscenza, la fertilità e l’inizio di ogni azione, è ciò che si trova nella mente dell’uomo; indica i primi anni di vita. Il primo signore della triplicità indica la vita stessa, la natura del nativo, i suoi appetiti e tutto ciò che accade nel bene e nel male all’inizio della sua esistenza. Il secondo signore della triplicità indica il corpo, la forza del corpo, e la fase intermedia della vita del nativo. Il terzo signore della triplicità riguarda la natura di chi si assocerà al nativo, e indicherà le qualità degli ultimi anni di vita.

La seconda casa significa denaro, proprietà, commercio, cibo, nonché quelli che assistono il nativo e coloro che si inchinano alla sua autorità, i testimoni, i tesori. E il primo signore della triplicità ha significato sul denaro nella prima vita del nativo. Il secondo signore significa il denaro nella parte centrale della vita del nativo. E il terzo signore la ricchezza nella parte finale della vita del nativo.

La terza casa significa fratelli, sorelle, parenti, suoceri, saggezza, umiltà, consigli, fede, epistole, voci, viaggi. Il primo signore della triplicità indica i fratelli più anziani del nativo, il secondo quelli di mezzo, il terzo quelli più giovani.

La quarta casa indica il padre, le proprietà terriere, le case, i campi, le città, gli edifici, i tesori sepolti, tutto ciò che è nascosto. E il primo signore della triplicità ha significato sul padre del nativo, il secondo sulle proprietà, il terzo significa il risultato delle imprese del nativo.

La quinta casa significa i figli, il piacere, i doni, i messaggeri, il grano e i tesori del padre. Il primo signore della triplicità significa i figli, il secondo il piacere, il terzo i messaggeri.

Il sesto luogo significa ogni malattia, gli schiavi, il bestiame di piccola taglia, la prigione, l’inganno e il pettegolezzo. Il primo signore della triplicità ha significato sulle malattie e le deformità del corpo, il secondo ha significato sugli schiavi, il terzo se gli schiavi saranno di beneficio o danno al nativo.

Il settimo luogo indica il partner, i rapporti sessuali, i litigi, le guerre, le controversie, i ladri, le società e il commercio. Il primo signore della triplicità ha significato sul partner, il secondo le controversie, il terzo i soci.

L’ottavo luogo significa la morte, l’eredità, i depositi monetari, la separazione, la paura, tristezza e la perdita. Il primo signore della triplicità ha significato sulla natura della morte, il secondo su tutto ciò che è antico, il terzo sull’eredità.

Il nono luogo significa i lunghi viaggi, ogni persona che viene destituita dalla sua alta posizione, la saggezza, la fede, il culto divino, i messaggeri, le voci, i sogni, i giuramenti, i segni, i presagi, le leggi e le sentenze. Il primo signore della triplicità indica i viaggi, il secondo signore la fede, il terzo la saggezza.

La decima casa significa la madre, la regalità, la reputazione e tutti i mestieri umani. Il primo signore della triplicità ha significato sulla madre, il secondo sul rango del nativo, il terzo sulla natura del suo mestiere.

L’undicesimo posto indica l’onore, la bellezza, il buon nome, la speranza, gli amanti gli amici, i ministri del re, i tesorieri. Il primo signore della triplicità indica le speranze, il secondo gli amici, il terzo se sono buoni o cattivi per il nativo.

Il dodicesimo luogo indica la tristezza, la povertà, la gelosia, l’odio, la paura, l’inganno, il rancore, le prigioni, la prigionia, ogni tipo di disonore, gli animali che gli uomini cavalcano (o di grande taglia). Il primo signore della triplicità ha significato sulla tristezza, il secondo sulle prigioni e il terzo sulla natura dei nemici.

FONTE
Abraham Ibn Ezra 
Introductions to Astrology. A Parallel Hebrew-English Critical Edition of the Book of the Beginning of Wisdom and the Book of the Judgments of the Zodiacal Signs Abraham Ibn Ezra’s Astrological Writings, Volume 5, nella traduzione e annotazione di Shlomo Sela.

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GEMELLI

Gemelli. Di natura ariosa, maschile, uno dei segni diurni, occidentale. Di stagione primaverile e natura bicorporea. Le sue ore sono più lunghe, alla sua fine arriva il giorno più lungo di tutti i giorni dell’anno, e in tutti i climi i suoi tempi di levata sono curvi. Indica una natura equilibrata, che cresce, aumenta e si completa, e tutto ciò che è benefico per gli animali e le piante. Tutto il segno è temperato. All’inizio è umido, al centro è temperato e alla fine è mutevole. Ciò che viene generato da esso sul lato settentrionale dell’orizzonte produce tempeste e venti; a sud provoca pestilenze mortali.

Natura generale

Ha la forma di un essere umano, le sue membra sono complete, ma è sterile. La sua natura è calda e umida, e il sangue è nel suo segno. Il suo sapore è molto dolce e tra i colori governa qualsiasi colore che si trasforma in molti altri colori. Tra le creature viventi governa gli esseri umani, le scimmie e gli uccelli che cantano. Tra le piante gli alberi alti sono nel suo segno e in generale indica tutto ciò che è alto, come i cieli, l’aria e i venti. Tra i climi sottopone il sesto e la terra di Gurgān, l’Armenia e il Grande Azerbaigian, Gilān, Barqān, Ḥalon, Barqʾa, la terra di Israele, l’Egitto, Isfahān e Kirmān. Ogni montagna alta e ripida è nella sua natura, come anche i luoghi dei pescatori, dei giocatori d’azzardo e dei musicisti. Le sue lettere sono gimel e ʿayin. I suoi anni sono 20, e così i suoi mesi, i giorni sono 50 e le ore 4.

Primo volto o decano

Nel primo decano si alza la coda di una figura la cui testa assomiglia a quella di un cane e un uomo che tiene in mano uno scettro; sul lato meridionale – dell’orizzonte – si alzano due carri trainati da due cavalli, con un uomo seduto su di essi e che li dirige; si alza anche la testa di un serpente cornuto. Gli scienziati indiani dicono che sorge una bella donna in piedi e che sa cucire. Secondo Tolomeo sorge la testa di colui che tiene le redini in mano [Auriga], il suo piede destro, il corno della costellazione del Toro, la spalla del cane [Orione] e il suo piede sinistro, la testa e le zampe della lepre [Lepus].

Secondo volto o decano

Nel secondo decano sorge un uomo che tiene in mano uno strumento musicale d’oro, nell’atto di suonarlo; sorge un serpente che sta su un albero, nonché un lupo con un segno sulla zampa. Gli scienziati indiani dicono che sorge un etiope, la cui testa è legata con il piombo; tiene un’arma in mano. Ha un elmo di ferro sulla testa e una corona di seta sull’elmo. Tiene in mano un arco e delle frecce. Ama il riso e lo scherno. Cammina in un giardino pieno di fiori e alberi. Tiene in mano pesi da bilancia, li colpisce con la mano e fa musica, e raccoglie fiori dal giardino. Secondo Tolomeo, sorge la mano destra del Pastore che tiene le redini [Auriga] e uno dei piedi posteriori della ⟨costellazione⟩ del Toro, la mano dell’Eroe [Orione], la spalla, la testa, l’addome, le anche, le ginocchia e i piedi, il ventre e la coda della Lepre [Lepus].

Terzo volto o decano

Nel terzo decano sorge la figura di un uomo spaventato con un turbante in testa che tiene in mano uno strumento a corde d’oro; sorge un cane che abbaia e il pesce chiamato delfino, la figura di una scimmia, la corda del sarto, la prima metà dell’orso minore e la coda del serpente cornuto che è avvolta intorno alla parte inferiore di una vergine. Gli scienziati indiani dicono che vi sorge un uomo in cerca di un’arma, con un arco e una faretra, con una freccia in mano, con vestiti e un ciondolo d’oro; vuole suonare uno strumento, ridere e fare ogni sorta di scherzo. Secondo Tolomeo sorge la spalla del secondo Gemello con la mano, il dorso, il piede destro e le cosce, la coda della Lepre [Lepus], la bocca, le zampe anteriori e la zampa posteriore destra del Cane [Canis Major], il primo remo della Nave [Argo Navis] e parte del secondo remo.

Giudizi sui Gemelli

Una persona nata in esso [che ha i Gemelli come ascendente di natività] sarà di media statura; avrà un ventre largo, un bel corpo e una bella figura, una parlata piacevole e una voce forte; sarà generoso e avrà spalle larghe, begli occhi e capelli ricci, sarà veloce nel lavoro e abile in tutte le sue imprese.

Alcuni di loro [i nativi in Gemelli] saranno scribi, matematici e astronomi, grandi studiosi, persone fedeli e moderate nella loro fede religiosa. Colui che nasce nel primo decano dei Gemelli avrà un bel corpo, come belli saranno occhi e capelli, avrà un neo sulla testa o sulle guance e avrà lo sguardo d’aquila. Non sarà irascibile, sarà un gran lavoratore e non avrà fortuna con le donne. Chi nasce nel secondo decano sarà basso e bruno, con un neo nero sotto l’ascella, di parola gradevole, una persona morale, con una bella figura; sarà generoso e si mescolerà ai re. Chi nasce nel terzo decano avrà un viso magro e occhi piccoli; sarà altezzoso e promiscuo, parlerà in modo indecente, sarà un bugiardo. Gli occhi di chi nasce alla fine del segno non saranno sani.

Governa le scapole, braccia, mani e la spalla. Le sue malattie sono qualsiasi malattia del sangue e qualsiasi malattia che colpisca gli arti sopra menzionati. Secondo gli scienziati egiziani il dolore di Saturno ⟨in Gemelli⟩ è l’addome; il dolore di Giove, gli stinchi; Marte, le scapole; il Sole, gli stinchi; Venere, il collo; Mercurio, la testa; la Luna, i piedi.

Tra gli esseri umani dispone i re e i grandi eroi, i favolisti, gli stregoni, i fabbricanti di talismani, di immagini, di incisioni e di qualsiasi cosa divertente, i musicisti, gli esperti di manufatti e di qualsiasi mestiere delicato. È la casa di Mercurio, l’esaltazione della Testa del Drago è a ⟨Gemini⟩ 3°, la casa del detrimento di Giove, l’apogeo del Sole e di Venere a ⟨Gemini⟩ 27° in questo tempo, e il perigeo di Saturno a ⟨Gemini⟩ 12°. I signori della triplicità sono Saturno e poi Mercurio di giorno, e Mercurio e poi Saturno di notte; Giove è il loro partner di giorno e di notte.

Secondo gli Egizi e i Babilonesi, il primo decano è assegnato a Giove, il secondo a Marte e il terzo al Sole; secondo gli Indiani, il primo decano è assegnato a Mercurio, il secondo a Venere e il terzo a Saturno.

Questi sono i termini, secondo gli scienziati egiziani e gli astrologi: Mercurio 6°, Giove 6°, Venere 5°, Marte 7° e Saturno 6°; e secondo Tolomeo: Mercurio 7°, Giove 6°, Venere 7°, Marte 6° e Saturno 4°.

La prima nona parte del segno ⟨ assegnata⟩ è di Venere, la seconda Marte, la terza Giove, la quarta e la quinta Saturno, la sesta Giove, la settima Marte, l’ottava Venere e la nona Mercurio.

La prima potenza della dodecatemoria è assegnata a Mercurio, la seconda alla Luna, la terza al Sole, la quarta a Mercurio, la quinta a Venere, la sesta a Marte, la settima a Giove, l’ottava e la nona a Saturno, la decima a Giove, l’undicesima a Marte e la dodicesima a Venere.

Dall’inizio del segno fino alla fine dei sette gradi, ⟨i gradi sono⟩ luminosi; poi ⟨vengono⟩ tre ⟨gradi misti⟩, poi cinque ⟨gradi vuoti⟩, poi sei ⟨gradi luminosi⟩, poi sei ⟨gradi misti⟩.

Dall’inizio del segno fino alla fine dei sei gradi, i gradi sono femminili, poi undici ⟨gradi maschili⟩, poi sei ⟨gradi⟩ femminili, poi quattro ⟨gradi⟩ maschili, e poi tre ⟨gradi⟩ femminili.

Gradi delle fosse (posizioni) delle stelle: il 2°, il 12°, il 17°, il 26° e il 30° grado. Il grado che aggiunge bellezza e onore è l’11°.25. Lì [nei gradi dei Gemelli], ⟨troviamo⟩ una stella ⟨che è⟩ la gamba sinistra della ⟨ costellazione⟩ dei Gemelli, a ⟨longitudine⟩ 5° di essa [Gemelli], a sud latitudine 31° 40′, di prima grandezza, un misto di Marte e Venere. La stella ⟨che è⟩ la spalla sinistra ⟨della costellazione dei Gemelli⟩ si trova a ⟨longitudine⟩ 5° di essa [Gemelli], meridionale latitudine 17½°, di seconda grandezza, una miscela di Marte e Mercurio. La stella ⟨nel Pastore⟩ con le redini in mano [Auriga] è a ⟨longitudine Gemelli⟩ 10°, latitudine settentrionale 16°; ⟨di prima magnitudine, mista a Giove e Saturno. La grande stella ⟨chiamata⟩ al-ʿayyūq si trova alla ⟨longitudine dei Gemelli⟩ 11°, alla latitudine nord 22½°; è di prima grandezza ed è un misto di Saturno e Giove. La ⟨stella⟩ al centro della cintura si trova a ⟨longitudine Gemelli⟩ 15°, a sud latitudine 24° 45′; è di seconda magnitudine e un misto di Giove e Saturno. La spalla destra del gemello si trova a ⟨longitude Gemini⟩ 16°, a sud latitudine 17°; è di prima grandezza e una miscela di Marte e Mercurio. La gamba destra del gemello, ⟨longitude Gemini⟩ 24°, latitudine meridionale 11½°; è di prima grandezza e un misto di Marte e Venere. Il cane chiamato al-shiʿrā al-ʿabūr è lì. Tra le stelle fioche, la nebulosa alla testa dell’eroe [Orione] si trova a ⟨longitudine Gemelli⟩ 12°, a sud latitudine 13° 50′; è una delle stelle che causano la morte.

Gli altri segni zodiacali

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FONTE
Abraham Ibn Ezra 
Introductions to Astrology. A Parallel Hebrew-English Critical Edition of the Book of the Beginning of Wisdom and the Book of the Judgments of the Zodiacal Signs Abraham Ibn Ezra’s Astrological Writings, Volume 5, nella traduzione e annotazione di Shlomo Sela.

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Anima e sue funzioni. Partendo da Ibn Ezra. Considerazioni di filosofia naturale e astrologia.

Ibn Ezra non è stato solo un astrologo e astronomo, è stato anche un importante poligrafo erudito di cultura ebraica. Vissuto tra XI e XII secolo, voglio portarvi una interessante riflessione di ibn Ezra sul concetto di Anima, che troviamo in alcuni suoi Commenti alla Tanak o Bibbia Ebraica, ovvero in insieme di testi sacri alla cultura ebraica. Vi leggerò la traduzione che Leon Stitiskin ha fatto in riferimento all’introduzione alla Ecclesiaste proprio di ibn Ezra, il traduttore l’ha riportata in inglese e io ho provato a ritradurla in italiano. Subito dopo questa lettura un commento personale sull’Anima, evocando altri autori come Filopono e Plutarco, e concludendo con alcune considerazioni astrologiche relative alle funzioni dell’anima, provenienti da Plutarco. Subito dopo la sigla… BUONA VISIONE E BUON ASCOLTO.

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La virtù più alta nella vita è la ragione. Il suo raggiungimento salverà dagli inferi. Come il prigioniero desidera ardentemente tornare alla sua terra natale e ricongiungersi con la sua famiglia, così l’anima razionale si sforza di ascendere ai limiti superiori della sfera finché non si eleva alla sfera più alta del Dio vivente che è completamente priva di materia terrena. Questo poiché i corpi umani sono carne deperibile e somigliano a case le cui fondamenta sono di argilla.

Questo processo di ascesa può essere realizzato se lo spirito si purifica e viene purificato dalle contaminazioni dei desideri corporei che lo trascinano negli inferi. L’anima deve inoltre sforzarsi di conoscere la propria origine e comprendere la propria natura, con l’aiuto della Sapienza i cui occhi non sono offuscati, portando i luoghi lontani e remoti vicino a noi e facendo apparire la notte come il giorno.

L’anima sarà allora preparata a conoscere la verità che sarà impressa in essa in modo indelebile e non scomparirà anche quando si separerà dal corpo. Il Signore decretò che l’anima facesse la sua apparizione qui (nel corpo) e rimanesse rinchiusa in un recinto per un tempo assegnato per il proprio beneficio e benessere. Se ha sopportato molta angoscia durante la sua vita, allora godrà della beatitudine eterna senza fine. Perché ogni esperienza di vita può essere suddivisa in quattro: o è tutta buona, o parzialmente buona e parzialmente cattiva, o totalmente cattiva, o parzialmente cattiva e parzialmente buona.

La prima divisione è un dono di Dio; la seconda rappresenta la vita media sulla terra. Le restanti due sono inesistenti, perché il Signore Dio può fare solo del bene. Tutto nel mondo è buono, come dice la Scrittura: “E Dio vide tutto ciò che fece ed era molto buono e giusto”. E se qualche male prevaleva, esso era solo ai margini, che non può prescindere dall’abbondante bontà di Dio.

La radice del male sta nella deficienza di colui che la riceve. Per quanto riguarda Dio, non abbiamo altro modo di confrontare le Sue opere nel mondo se non con la Sua stessa opera, poiché in effetti tutto è opera Sua. Così, per esempio, quando vediamo che il sole, che è opera di Dio, lascerà che le vesti bianche esposte ai suoi raggi rimangano bianche e allo stesso tempo colorerà il viso del lavandaio, dobbiamo supporre che gli effetti del Sole varino con le differenze nella natura dell’oggetto o soggetto destinatario.

Perché, in verità, solo una forma di attività può essere emanata da una fonte. Quindi i cambiamenti sono dovuti alla natura specifica degli oggetti. Allo stesso modo i pensieri delle persone sono governati dalla varietà della loro natura fisica e i cambiamenti nella natura degli oggetti sono due, soggetti ai moti dei corpi celesti, alla posizione del sole e quindi ai destinatari delle loro influenze. Allo stesso modo, gli eventi del mondo sublunare, e le sue leggi, sono governati dallo stesso processo.

Il Signore, il Dio d’Israele, ha stimolato lo spirito del suo amato Salomone (terzo re d’Israele, successore e figlio di Davide) a sondare questioni importanti e ad istruirci sui sentieri della giustizia. Perché tutto il lavoro dell’uomo è vano e non può resistere (nel tempo). L’uomo non può né creare una sostanza né annientare nulla finché non si riduce al nulla. Tutta la sua attività consiste solo nel combinare e separare gli incidenti (o gli eventi), così come nel muoversi e nel riposare.

Quindi, le azioni dell’uomo sono vane e vuote. L’unica cosa di valore è il timore di Dio. Ma nessuno può raggiungere questo stadio del timore del Signore finché non sale la scala della saggezza e non ha acquisito la comprensione.

IBN EZRA PROCEDE CON UNA DESCRIZIONE DELLA COMPONENTE ANIMICA DELL’UOMO

I medici hanno già indicato che l’uomo possiede tre anime.

Una è l’anima vegetativa; vale a dire, proprio come nel regno vegetativo (come nell’erba, nelle piante e negli alberi) là è un potere che chiamiamo anima, responsabile della crescita e della riproduzione, quindi l’uomo possiede dentro di sé un potere simile. Quest’anima cresce in forza per un tempo specificato. Il suo attributo principale è il desiderio corporeo e richiede l’assunzione di cibo per la sua realizzazione.

La seconda anima è l’anima animale. Usa le facoltà dei cinque sensi ed è responsabile del potere del movimento, spostando l’animale e l’uomo da un luogo all’altro.

La terza anima, che solo l’uomo possiede, è chiamata “neshamah” (definizione: è l’anima divina nel senso più elevato e sublime ovvero una scintilla interna divina). Questa presiede la facoltà della ragione in grado di distinguere verità e menzogna.

La seconda anima è a metà strada tra le altre due anime. Dio ha dotato l’uomo di una facoltà razionale per realizzare a tempo debito il potenziale di ogni anima. Gli ha anche fornito le mitzvot (ovvero i 613 precetti alla base di un corretto stile di vita ancora oggi seguiti nell’ebraismo ortodosso) per mantenere tutto nella giusta proporzione.

Ora, sebbene in alcune parti dell’anima si alluda ad una origine onnicomprensiva, distingueremo i tre diversi poteri dell’anima con tre nomi specifici: neshamah, ruach, nefesh.

DEFINIZIONI: neshamah, scintilla divina; ruach, forza vitale; nefesh, il soffio e l’esalazione, per semplificare l’anima mossa dalla pulsione vivente.

Ciò eviterà un’elaborazione eccessiva sulle varie qualità associate a ciascuna delle tre anime. Così il termine nefesh si riferisce al desiderio dell’uomo di mangiare, di essere allegro e di indulgere nei piaceri sessuali. Il nome ruach allude alle nostre sensazioni che suscitano sentimenti di padronanza e autoglorificazione. Neshamah denota la nostra facoltà razionale. Saʿadya ben Yōssef (rabbino egiziano di fede e cultura ebraica 882-942) ha fatto una classificazione simile sulle facoltà delle tre anime.

È inoltre evidente che quando il nefesh aumenta di potenza, il neshamah diventa più debole e non ha la forza di resistere al potere del nefesh, rinforzato com’è da tutti gli altri organi del corpo. Quindi chi esagera nel mangiare e nel bere non può mai acquisire saggezza. E quando neshamah e ruach si uniscono, sopraffanno nefesh e aprono la strada a un’apertura parziale degli “occhi” di neshamah per comprendere le discipline fisiche ma non ancora metafisiche.

La ragione di questa limitazione è dovuta al potere di ruach che si sforza di dominare e dà origine alla sensazione di rabbia. Ecco dunque l’implicazione del versetto: «Meglio l’afflizione che il riso, perché mediante la tristezza del volto il cuore è reso migliore» (Ecclesiaste 7,3). La tristezza del volto si riferisce alle vessazioni e il “cuore” allude alla nostra facoltà razionale.

Successivamente, quando neshamah finalmente prevale su nefesh con l’aiuto di ruach, diventa necessario per neshamah essere preoccupato esclusivamente della saggezza in modo che con l’aiuto di quest’ultima, neshamah possa vincere ruach e renderla sottomessa a neshamah. Questo è il significato del versetto: ” “Non esser facile a irritarti nel tuo spirito, perché l’ira alberga in seno agli stolti” (Ecclesiaste 7,9). Con gli stolti riposa per sempre l’ira, ma con i saggi solo temporaneamente e quando è necessario.

Poiché molta saggezza accresce l’indignazione per le meschine vanità del mondo e dei suoi abitanti così le apparenti contraddizioni che appaiono nel libro dell’Ecclesiaste dove l’autore sembra dire una cosa in un caso e il suo contrario in un altro tempo sono solo in superficie. Lo stesso vale per il Libro dei Proverbi dove è scritto: “Non rispondere allo stolto secondo la sua stoltezza” (26,4) e nel versetto seguente: “Rispondi allo stolto secondo la sua stoltezza” (26:5). Nei Profeti e nella Torah, la nostra principale fonte, troviamo contraddizioni simili, per esempio, “Anche se in verità non ci sarà nessun povero tra di voi” (Deut. 15,4) e più avanti: «Poiché i poveri non cesseranno nel paese» (ibid., 15,11). In realtà sono simili purché si applichino ad essi le giuste nozioni filosofiche.

COMMENTO PERSONALE

Queste brevi indicazioni di Ibn Ezra, che in realtà sono la punta dell’iceberg sulle sue considerazioni filosofiche e naturali relative alla natura umana e alla natura dell’esistenza stessa, rimandano ad un filo conduttore che possiamo rintracciare in quasi tutti gli autori antichi, in riferimento a coloro che hanno trattato la Filosofia Naturale. Per esempio, quando Ibn Ezra parla di diverse tipologie di Anime presenti nell’umana complessione, possiamo rintracciare la stessa considerazione in Cornelio Agrippa che suddivide l’anima in vari livelli, alcuni di questi livelli riguardano le funzioni biologiche dell’uomo, altri le funzioni razionali e intellettuali, altre quelle animali e pulsionali. L’impressione dunque è che ogni attività umana, biologica, animica, psicologica, passionale, irrazionale e razionale è disposta da un’Anima specifica.

Sicuramente possiamo paragonare le indicazioni di ibn Ezra a quelle di Giovanni Filopono (490-570) nato prima di ibn Ezra è stato un filosofo, teologo, scienziato e grammatico bizantino, e guidò per un  lungo periodo la Scuola Filosofica di Alessandria. L’anatomia dell’anima secondo Filopono rimanda ad una certa logica-astronomica e astrologica.

Per Filopono la Parte Razionale e Immortale dell’Anima non è soggetta ad influenze esterne ma è soggetta alle sole scelte individuali e collettive, auto generate e non determinate da qualche ipotetico influsso extra umano, ovvero è quella parte di noi che “decide” in autonomia e senza alcun dominio di un determinismo o di un influsso, quello che poi sarà chiamato “libero arbitrio”. Per Filopono un’altra parte della nostra anima è irrazionale non separabile dalla parte razionale. Poi Filopono introduce la Parte dell’Anima Corporea, quell’anima cioè che alberga i nostri organi. E per concludere, la Parte Vegetativa soggetta alla potestà e al dominio della Terra, il nostro pianeta.

Pitagorici, orfici e platonici ritenevano che l’anima possedesse una sorta di veicolo chiamato OCHEMA, Platone descrive nel Fedro l’Anima come qualcosa dotato di splendore e luce, ci si riferisce spesso all’anima come una sorta entità luminosa trasportata da un carro. Plutarco nel testo De sera numinis vindicta descrive l’anima come un involucro di fuoco, e dice che alcune anime sono dotate di luce di plenilunio, altre di colori sfumati, altre di macchie pallide a altre di graffi e lacerazioni. Anche in questo caso si rimanda ad una idea di anima connessa alla Luce e alle cose quindi dotate di  una emanazione luminescente.

Molti autori concordano nel ritenere che il nostro corpo biologico, gli organi, i tessuti, siano presieduti da una sorta di anima transitoria, una specie di ninfa o guardiano del corpo, e all’evento di morte questo guardiano si discioglie improvvisamente mentre un’altra parte di questa anima vegetativa rimarrebbe nel corpo, e verrebbe disciolta insieme alla dissoluzione della materia organica. Mentre ci sarebbe in noi una parte razionale, irrazionale e dotata di passione, che permarrebbe anche dopo la morte, ed è quella parte di noi che salirebbe verso le sfere celesti, verso le stelle e l’infinito, ritornando in un certo senso nel luogo originario, ove tutto ha avuto origine.

Nell’ottica astrologica la struttura dell’anima e del corpo può essere ricavata da Proclo secondo il quale noi siamo la rappresentazione di un microcosmo dove è riprodotto e contenuto il tutto, in scala umana. Quindi in noi c’è intelletto, ragione, in un corpo divino e mortale, dunque siamo divinità all’interno di un corpo mortale.

Per questo possiamo ricavare da Proclo che:

  • La natura intellettuale corrisponde alle stelle fisse.
  • La ragione a Saturno.
  • L’aspetto sociale a Giove.
  • La parte razionale e passionale a Marte.
  • L’eloquenza a Mercurio.
  • Il desiderio a Venere.
  • La facoltà percettiva al Sole.
  • La vita vegetativa alla Luna.

In Liber de lunaticis Paracelso ritiene che al momento della morte una parte di noi rimane presente, come espressione di uno spettro che sarà gradualmente assorbito dalla terra, mentre un’altra parte di noi raggiungerebbe le stelle, ritornando in una dimensione ultraterrena e infinita, ritornando nel luogo originario.

di Francesco Faraoni

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Il significato delle dodici case e dei loro signori delle triplicità, secondo Ibn Ezra

Ibn Ezra ci offre una descrizione pratica sulle dodici case celesti che in una natività possiamo utilizzare per comprendere le “tracce” o le linee guida generali del nostro destino: i signori delle triplicità delle dodici cuspidi dei dodici luoghi celesti, indicheranno o daranno informazione sulla “natura” di un certo destino (la relativa tabella dei signori delle triplicità la troverete a fine articolo).

La prima casa indica la vita, il corpo la parola, la mente, la fecondità, l’inizio di ogni azione e di ogni pensiero, ha valore in particolare sui primi anni di vita. Il primo signore della triplicità indica la vita, il carattere del neonato, i suoi desideri, e tutto ciò che gli accadrà di buono o cattivo all’inizio della sua vita. Il secondo sovrano della triplicità indica il corpo e la sua forza, e la parte mediana della vita. Il terzo sovrano della triplicità si relaziona agli altri due, e dalla loro relazione avremo informazioni riguardo alla parte finale della vita.

La seconda casa indica denaro, possedimenti, commercio, cibo, i propri assistenti, coloro che obbediscono al proprio comando, i testimoni, le chiavi che danno accesso alle cose, i tesori. Il primo signore della triplicità indica il denaro nei primi anni di vita, il secondo lo indica negli anni centrali, il terzo nella parte finale della vita.

La terza casa indica fratelli, sorelle, parenti, suoceri, la conoscenza delle regole o delle leggi, l’interpretazione dei sogni, la modestia, la capacità di consiglio, la fede, le lettere, i viaggi di breve distanza. Il primo signore della triplicità dà informazioni sui fratelli maggiori, il secondo sui mediani il terzo su quelli più piccoli.

La quarta casa indica il padre, la terra, le case e i campi, le regioni, l’edificazione, o l’edificio stesso, i tesori nascosti e tutte le cose nascoste ma anche la fine di ogni cosa. il primo signore della triplicità indica il padre, il secondo significa la terra nativa, il terzo la fine di tutte le cose.

La quinta casa indica i figli, o i bambini in generale, il gioco d’azzardo, il cibo, le bevande, i vestiti, i piaceri, i doni, gli emissari, i raccolti, i tesori. Il primo signore della triplicità indica i figli e le ricchezze dei propri antenati, il secondo il piacere e cosa piace al nativo, il terzo gli emissari ovvero quelle persone che il nativo usa come “trasmittenti” o mediatori di qualcosa.

La sesta casa indica le malattie croniche, gli schiavi (o sottoposti), i piccoli animali, la prigione, le menzogne, le calunnie. Il primo signore della triplicità dà informazioni sulle malattie e sui difetti generali, il secondo il rapporto tra nativo e i propri sottoposti (ovvero chi deve sottostare a certe regole o richieste del nativo), mentre il terzo signore della triplicità indicherà se quest’ultimi risulteranno utili o dannosi al nativo.

La settima casa indica le donne, i rapporti e le relazioni in generale, le dispute, le guerre, i processi in corso o le questioni legali e amministrative, i ladri, la collaborazione ma anche la lotta. Il primo signore della triplicità indica il rapporto tra nativo e donne (se è un uomo, aggiungo tra nativo e uomini se il nativo è una donna), il secondo signore della triplicità indica le dispute, quindi anche le questioni legali o amministrative, mentre il terzo signore dà informazioni sulla relazione sia col partner (di qualsiasi sesso) sia intensa come relazione di collaborazione, nel bene o nel male.

L’ottava casa indica la qualità della morte, ma anche l’eredità e i prestiti, la separazione, tutto ciò che fa paura al nativo, nonché il suo rapporto con il dolore e la perdita. Il primo signore della triplicità darà informazioni sulla morte del nativo (sulle sue qualità); il secondo su tutto ciò che è primitivo, antico, ancestrale quindi le paure, le cose che inquietano e che hanno una ragione radicata molto profonda, il terzo parlerà delle eredità.

La nona casa parla di viaggi lontani, ma anche di filosofia, religione, rapporto con Dio e la preghiera, gli ambasciatori, i sogni, i giuramenti, la divinazione, le leggi morali e generali, il giudizio sulle cose. Il primo signore della triplicità parlerà specificatamente dei viaggi o delle capacità di astrazione della persona, il secondo della fede quindi del rapporto con la religione e con Dio, il terzo sull’educazione, la conoscenza, la sapienza e l’erudizione.

La decima casa indica la madre, l’autorità governativa quindi chi ha autorità sul nativo anche in ambito professionale ma anche come tutore legale o giudice naturale, la reputazione del nativo e la professione in genere. Il primo signore della triplicità indica la madre del nativo, il secondo indica la propria autorevolezza, il terzo la qualità della professione.

L’undicesima casa indica onore, grazia, buon nome, speranza, amici, compagni, ministri del re quindi per il nativo indicherà anche i propri superiori ma che non rappresentano il capo, i tesorieri ovvero chi deve curare i nostri interessi. Il primo signore della triplicità indicherà i pensieri di speranza del nativo, il secondo gli amici e i compagni, il terzo se questi sono buoni o cattivi con il nativo.

La dodicesima casa parla di dolore, povertà, gelosia, odio, paura, frode, prigione, ogni disgrazia e ogni afflizione, ma anche gli animali che servono per guidare o trainare oggi potremmo dire gli animali utili all’uomo nel suo lavoro o nel suo sostentamento. Il primo signore della triplicità indica il rapporto del nativo con il dolore della vita ovvero con le prove della vita, il secondo la prigione ma anche il rapporto del nativo con i luoghi di isolamento o di eremitaggio, mentre il terzo signore della triplicità darà informazioni sulla natura dei nemici del nativo.

SIGNORI DELLA TRIPLICITA’
dei segni di fuoco Sole (diurno) Giove (notturno) Saturno (cooperante)
dei segni di terra  Venere (d) Luna (n) Marte (c)
dei segni di aria Saturno (d) Mercurio (n) Giove (c)
dei segni di acqua Venere (d) Marte (n) Luna (c)

FONTE
IBN EZRA Reshit Hokhma ovvero THE BEGINNING OF WISDOM nella versione di Meira B Epstein e Robert Hand

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