Con il gruppo 2024 abbiamo affrontato una premessa importante, quella del Thema Mundi, che ci ha portato a viaggiare nella Allegoria della Genitura del Mondo. Questo ha portato una partecipante del corso a proporre una personale disquisizione sul Thema Mundi, frutto della suggestione che l’approfondimento le ha scaturito. Questo percorso di astrologia ha l’obiettivo di rendere i partecipanti “fulcro” del percorso stesso, ogni partecipante è un protagonista e tutti sono chiamati a porsi domande e condividere i propri pensieri e punti di vista in un processo dialettico e di confronto che, per quanto mi riguarda, è imprescindibile nella via della conoscenza. In questa occasione, Daniela Capone ci offre una riflessione sul Thema Mundi.

PRESENTAZIONE – Nasco a Napoli 66 anni fa. Chirurgo di trincea in un pronto soccorso pediatrico ho sempre cercato di ritagliarmi qualche momento per avere “la testa tra le nuvole”. Negli anni sono stata affascinata istintivamente da materie che sembravano tra loro tanto distanti, astronomia, archeologia, psicologia, astrologia, filosofie orientali ecc..  Poi  pian piano ho intuito che un filo conduttore le univa tutte.  Il detto “come in alto così in basso”, il macro ed il microcosmo, la fisica moderna che finalmente sa di non poter spiegare tutto e così facendo lascia aperta la porta al mistero, le conoscenze incredibili degli antichi perdute nel tempo, sono tutti fattori che possono dare spazio ad una ricerca del trascendente e del senso della vita.  Sono convinta che esistano infiniti modi per “sentire” il divino che è intorno a noi perché il divino si pone nella disponibilità di chiunque anche di colui che ha pochi “strumenti”.. Esistono certamente modi diretti per i più puri di cuori, ce ne sono altri per chi, come san Tommaso, per una  impostazione scientifica o razionale ha bisogno di farsi tante domande. Questa è certamente una via più tortuosa ma se si ha il cuore aperto anche al mistero si può giungere lo stesso sulla stessa Via. (Per contattare Daniela: d.capone810 [chiocciola] gmail [punto] it).

 

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MIE CONSIDERAZIONI SUL THEMA MUNDI

DI DANIELA CAPONE

Tema allegorico, archetipico, simbolico. Rappresentazione del pensiero divino.

Simboli e metafore come spiegazione e divulgazione di conoscenze esoteriche troppo spesso riservate a pochi.

Grande meraviglia nelle conoscenze degli antichi che sembrano essere il risultato di una coesistenza delle anime con il proprio creatore. Descrizioni di particolari della genesi che solo ora vengono confermate da scoperte scientifiche recenti.

Partiamo da: Distinzione di Ficino di “due tipi di Sole” quello inteso come LUCE e quello inteso come “sfera” e quindi stella.

Questa meravigliosa intuizione di Ficino dei due tipi di Sole, Luce e sfera, trova la sua conferma nel fatto che dopo il Big Bang, ipotizzato quando ci si è resi conto che le galassie tra loro si allontanano sempre più e che quindi, a ritroso, un tempo dovevano essere state molto più vicine, si sono strutturate le prime ipotesi sui “primi minuti dell’origine dell’Universo”( vedi libro “i primi 3 minuti “ di Steven Weinberg del 1994 o il più recente “Genesi” di Guido Tonelli del 2020). Se della fase della “singolarità” per l’assenza di tempo e spazio nulla può dire la scienza, (ma forse proprio questo è IL SEGNO che viceversa vi possa essere lo spazio per l’intuizione di una Coscienza Cosmica,) molto si è ipotizzato sulle primissime fasi dell’universo dopo il Big Bang. La temperatura era vicina a 4 miliardi di gradi Kelvin e la densità era altissima così come l’energia sviluppata. In queste circostanze non vi erano ancora gli atomi, non sarebbero potuti essere stabili. Vi erano solo particelle subatomiche, alcune prevedibili solo in quell’ambiente così estremo, altre come quark e fotoni che sarebbero rimaste anche nell’universo come lo conosciamo oggi, ma comunque tali particelle, per il continuo scontrarsi con così grande energia si creavano e si distruggevano in frazioni di tempo infinitesimo. Ma soprattutto l’universo era buio. I fotoni, trasportatori di luce erano continuamente catturati e separati dalle altre particelle e il tutto aveva una densità tale che nessun fotone poteva liberarsi portando luce. Solo quando l’espansione del primitivo universo fu tale che la temperatura scese fortemente, le forze che legavano i fotoni in un denso “brodo primordiale” vennero meno e “la Luce fu”, come giustamente descritto da tutte le genesi cristiane e non.

Riporto da “I PRIMI 3 MINUTI” : l’UNIVERSO continuerà ad espandersi ed a raffreddarsi ma per altri 700 000 mila anni non accadrà molto di interessante. A quell’epoca la temperatura sarà scesa al punto in cui elettroni e nuclei possono formare atomi stabili; l’assenza di elettroni liberi renderà i materiali dell’universo trasparenti alla radiazione ed il disaccoppiamento di materia e radiazione consentirà alla materia di cominciare a strutturarsi in galassie e stelle. Questa descrizione scientifica e dei nostri tempi non sembra molto distante dalla traduzione di Conches in cui dice : all’inizio di quel giorno che brillò, primo tra tutti – cioè quella in cui lo splendore del cielo e gli elementi furono purificati…

 

 

Da notare che nel tema mundi, ( vedi immagine con l’uomo al centro ed i soli 7 pianeti in domicilio) sopra l’orizzonte, è posto un unico pianeta che è Saturno, che potrebbe essere considerato come il principio ordinatore, quel principio che ha purificato e regolato il caos permettendo la liberazione della luce e l’inizio di una manifestazione visibile.

A questo punto, un ipotetico osservatore avrebbe visto la luce per primo ma non ancora le galassie. Solo dopo il Sole, come “sfera” andrà a formarsi. Forse non è un caso che Franz ci parli di “ritorno” dicendo: … La letteratura antica ci riporta l’immagine di un segno che intende rappresentare il RITORNO al vigore di tutta la creazione….

Ed il Sole non si formerà nemmeno subito. Esso è infatti una stella di terza generazione la cui formazione sarebbe stata indotta dall’esplosione, circa 5 miliardi di anni fa, di una o più supernova/e nelle vicinanze di un’estesa nube molecolare del Braccio di Orione. ( wikipedia) Sarebbe tra l’altro questa sua origine da stelle molto più antiche la caratteristica che avrebbe permesso una certa abbondanza di elementi pesanti intorno ad essa necessari sia per la formazione dei pianeti rocciosi sia, sul nostro, lo sviluppo di atomi e molecole indispensabili alla vita.

In questo senso, dopo l’esplosione della supernova progenitrice del Sole, potremo immaginare un nuovo “caos” localizzato, seguito da un periodo “saturnino” di nuovo ordine che permette, ora sì, dalla Terra, di veder culminare l’Ariete come nuova energia primitiva di vita. E Saturno è ancora presente in Bilancia, in esaltazione insieme a Venere che è in domicilio, al Fondo cielo in 4° casa. Questa casa, misteriosa e profondissima considerata come “le fondamenta del mondo”, ove l’Intelligentia ( o forse potremo dire “la Coscienza Cosmica”) permea ogni cosa.

Ed è una Intelligentia che si pone proprio a fronte della Manifestazione arietina. Per certi versi potremo immaginare questi due opposti come Dualità nell’Ariete, Assenza degli opposti o Uno
nella Bilancia. Se postuliamo per un attimo come vera la visione o l’intuizione che dir si voglia che Platone ci racconta  ne La Repubblica, in conclusione del Libro X, (Vedi WiKipedia – Mito di Er) associate a filosofie orientali probabilmente anche in parte conosciute anche nell’antico mondo greco/mediterraneo, molte allegorie del tema mundi possono essere estremamente chiare.

Sappiamo che Platone credeva nella reincarnazione. (Riporto frammentariamente la descrizione fatta su Wikipedia). La persona giunta prima in casa 8° dove conosce le modalità della sua morte, arriva poi all’occaso, al tramonto, al discendente, casa 7°, quindi alla morte. Da qui la sua parte corporale è separata dall’anima. Qui vi è il taglio netto di Marte esaltato nella 6° casa. Qui le anime devono comprendere e liberarsi dai bisogni che in vita hanno condizionato le loro esistenze, devono farsi osservatori di se stessi e comprendere il peso e le limitazioni che tali bisogni, vissuti come limitazioni della condizione umana, hanno portato loro. Una sorta di liberazione dalle “malattie dell’animo” proprie di tutti noi.

Nella casa 5° ancora Marte nello Scorpione dà un secondo taglio, quello dei desideri. L’anima deve spogliarsi dai suoi desideri per essere finalmente libera, per perdere la necessità della dualità che le impediva il ritorno “tra le braccia del Padre” . L’anima si fa come seme ed humus nella casa scorpionica, pronta e disponibile per la volontà CREATRICE. Dio Padre ancora rappresentato in Saturno esaltato in Bilancia ma ora congiunto a Venere. Una sorta di Amore incondizionato e giusto che non dimentica alcun suo figlio neanche il più piccolo. Siamo nel punto più basso del tema, il punto in cui possiamo immaginare l’anima che si abbandona definitivamente alla Provvidenza, alla volontà del divino. Ma al tempo stesso la vita è qualcosa che richiama e, come il Sole dopo il tramonto non può fare a meno di sorgere il mattino dopo, così le anime ora diventate humus sentono l’impulso ad una nuova vita. Vita come esperienza, Vita come conoscenza che solo la dualità può concedere. Questa è la fase della scelta, la scelta della prossima esperienza da fare.

Siamo nella casa 3° dove Mercurio della Vergine ci fa da mediatore e ci aiuta nella scelta cercando la “vita” di cui maggiormente abbiamo bisogno come esperienza, perché la nostra evoluzione umana possa essere sempre più completa. Ovviamente dipenderà da noi se nella vita assegnata saremo capaci di imparare la lezione o se dovremo essere ripetutamente “ripetenti”

Platone ci dice:

Le figlie di Ananke ( la Necessità), le tre Moire, sedevano in cerchio poco distanti dalla madre: Cloto filava e cantava il presente, Lachesi, il passato; e Atropo, “colei che non può essere dissuasa” il futuro. Un araldo presentava le anime disposte in fila a Lachesi e, dopo aver preso dalle sue ginocchia un gran numero di sorti e modelli di vita, procedeva al sorteggio dell’ordine di scelta, avvertendo che ognuno sarebbe stato responsabile della sua scelta e che nessuno sarebbe stato troppo svantaggiato, poiché anche chi avesse scelto per ultimo avrebbe comunque avuto più modelli di vita tra cui scegliere. Dopo aver compiuto la scelta, ogni anima riceveva da Lachesi il daimon, il genio tutelare, che avrebbe sorvegliato che si compisse la vita prescelta; quindi l'anima doveva andare da Cloto, a confermare il suo destino, e infine da Atropo che lo rendeva immutabile. Le anime poi incamminavano attraverso la deserta e calda pianura del Lete.

Qui, alle sponde del Lete le cui acque portano alla dimenticanza di sé, perché l’esperienza avvenga senza interferire con il libero arbitrio, troviamo il Sole in casa 2, una casa inoperosa e buia perché il Sole qui è solo in potenza e senza coscienza di sé. D’altra parte siamo in un tema “notturno”. Il Sole deve ancora farsi strada per uscire all’orizzonte.

Ci dice Lachesi :

anime, che vivete solo un giorno (ephémeroi), comincia per voi un altro periodo di generazione mortale, portatrice di morte (thanotephòron). Non vi otterrà in sorte un dàimon, ma sarete voi a scegliere il dàimon. E chi viene sorteggiato per primo scelga per primo una vita, cui sarà necessariamente congiunto. La virtù (areté) è senza padrone (adéspoton) e ciascuno ne avrà di più o di meno a seconda che la onori o la spregi. La responsabilità è di chi sceglie; il dio non è responsabile.

Il Leone della casa 2 allora forse funge da soglia per l’anima perché se da un lato le dà coraggio per andare incontro alla vita, consapevole che l’anima comunque sarà esposta ad una sfida che sarà per lei sostenibile in ogni caso, dall’altro ne impedisce anche il ritorno indietro. Ormai la nuova vita è stata sancita da Anankè la Necessità.

Ci dice ancora wikipedia sull’interpretazione del mito di Platone:

il caso non assicura una scelta felice, mentre determinanti potranno essere i trascorsi dell’ultima reincarnazione. Scegliere, nella visione platonica, significa infatti essere coscienti criticamente del proprio passato, per non commettere più errori e avere una vita migliore. Le Moire renderanno poi la scelta della nuova vita immodificabile: nessuna anima, infatti, una volta operata la scelta, potrà cambiarla e la sua vita terrena sarà segnata dalla necessità. Le anime si disseteranno con le acque del fiume Lete, ma quelle che lo hanno fatto in maniera smodata dimenticheranno la vita precedente, mentre i filosofi, che, guidati dalla ragione, hanno bevuto poco o niente, manterranno il ricordo del mondo delle idee, di modo che, riferendosi ad esse, potranno ampliare la loro conoscenza durante la nuova vita ispirata e guidata dal proprio genio tutelare.

Da qui l’incarnazione. La gestazione e la nascita e quindi casa 1° l’Ascendente, dal grembo femminile della Natura e quindi lunare. Siamo alla PORTA DEGLI UOMINI.

Mi piace pensare che il tema natale di ciascuno di noi sia la rappresentazione di una sorta di “daimon” in grado di indicarci pregi e difetti della nostra natura e le atmosfere che attraverseremo
o che abbiamo attraversato più o meno consapevolmente per onorare la scelta fatta.

Di Daniela Capone

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