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Categoria: ASTROLOGIA (Page 5 of 23)

Approfondimenti di astrologia tradizionale, indagine e ricerche, fonti e metodologie dell’astrologia a cura del sito almuten.it

LEONE

Segno Leone. Uno dei segni di fuoco, maschile, uno dei segni diurni, orientale. È uno dei segni dell’estate che rimane nello stesso schema perché in esso la stagione non cambia (ovvero è un segno solido o fisso). Le sue ore sono più lunghe delle ⟨ore⟩ uguali, e i suoi tempi di levata sono retti.

Natura del segno

La sua natura è ardente e distruttiva; all’inizio è un po’ calda, a metà è molto distruttiva e genera malattie, e alla fine genera venti. Quando è settentrionale è ardente e quando è meridionale è umido. Ha la forma di un animale con quattro zampe e zoccoli; è un predatore, le sue membra sono tagliate e ha mezza voce. La sinistra dell’est è nella sua porzione, come anche il vento dell’est. La sua natura è calda e secca, la bile gialla è nella sua natura, il suo sapore è amaro e pungente, e dei colori regge il giallo. Degli animali, leoni, leopardi, iene, orsi e lupi. Dei metalli, l’oro e l’argento; sotto la sua natura ci sono anche le pietre preziose, la pietra che trafigge le pietre preziose, chiamata al-mās [diamante], la pietra chiamata al-bazāri e ogni mestiere basato sul fuoco. Dei climi regge il quarto quindi Baghdad, la Persia, la terra dei Turchi fino alla fine dell’ecumene, e Nisbor [Nishapur] e Tarso. Ogni luogo difficile da scalare – è nella sua natura – e ogni terra che è rotta (arida), della sua natura sono i palazzi dei re e le fortezze, ogni montagna alta e ripida e ogni luogo ben ventilato. Delle lettere sua è heh e qof. I suoi anni sono 19, così come i suoi mesi, i giorni sono 47½ e le ore 13.

Primo volto o decano

Nel primo decano sorge un orso con un cane sul dorso, una prua, metà di una nave con i suoi marinai, la testa di un serpente nero, la testa di un cavallo e quella di un asino. Gli indiani dicono che lì sorge un grande albero, con un cane e l’uccello chiamato otarda sui suoi rami, un uomo che indossa bei vestiti (ma che sono sporchi) e che intende colpire suo padre; anche il proprietario del cavallo che guarda verso il nord. Secondo Tolomeo vi sorge il collo dell’Orsa Maggiore [Ursa Major], la sua zampa sinistra, la sommità della testa della costellazione del Leone, il collo del Guerriero [Idra] e la metà della Nave [Argo Navis].

Secondo volto o decano

Nel secondo decano sorge una statua con le mani alzate, che chiama a gran voce, suona uno strumento e danza; sorgono anche due vasi di vino, una coppa di vetro, uno strumento musicale fatto di corna di cervo, la seconda metà della nave, l’occhio del serpente, la metà del cavallo e la metà dell’asino. Gli scienziati indiani dicono che vi sorge un uomo dal naso sottile , con in testa qualcosa di simile a una corona di mirto bianco e un arco in mano; è irascibile come il leone e si avvolge in un mantello che ricorda il colore del leone. Secondo Tolomeo, vi sorge la spalla dell’Orsa Maggiore [Ursa Major], la sua gamba destra, il collo della costellazione del Leone, il centro del Guerriero [Idra] e la prua della Nave [Argo Navis].

Terzo volto o decano

Nel terzo decano si erge la figura di un giovane; la sua occupazione è guidare gli animali; in mano tiene una frusta e tiene le redini di ⟨gli animali che trainano⟩ un carro all’interno del quale siede un uomo insieme a un fanciullo; nella mano sinistra tiene una veste; vi si erge anche un corvo, e il centro del serpente nero, l’estremità del cavallo e l’estremità dell’asino. Gli scienziati indiani dicono che in questo decano sorge un etiope brutto e laborioso; è intelligente, ha frutta in bocca e carne in mano. Secondo Tolomeo, vi sorge la costellazione dell’Orsa Maggiore, il centro della costellazione del Leone, e una parte del Guerriero Combattente.

Giudizi sul Leone

Una persona nata in questo segno [ovvero che ha il Leone come ascendente della sua natività] avrà un bel corpo; sarà giallo, i suoi occhi saranno come quelli di un gatto, sarà dominatore e irascibile, con gli occhi d’aquila, gli stinchi sottili, sarà un uomo di inganno, lussurioso, generoso, arido, fedele alla parola data, pieno di dolore, che si mette in pericolo, sfiduciato, la sua natura sarà quella delle iene, un goloso che ama ogni cibo; nella natività femminile indica la modestia. Chi nasce nel primo decano del Leone [una persona che ha il primo decano del Leone come ascendente della sua natività] avrà un bel viso e un bel corpo e un colorito rubicondo; i suoi occhi saranno di colori misti, il suo petto sarà dritto, così come i suoi stinchi, avrà un dolore nella parte superiore dell’addome, sarà famoso tra la gente, umile e si mescolerà con i re. Chi nasce nel secondo decano avrà un bel corpo, un petto largo, cosce e stinchi sottili; sarà calvo, soffrirà di dolori alle arterie; sarà onorato dal suo popolo e altezzoso. Chi nasce nel terzo decano sarà piuttosto basso, pallido e rubicondo; ha una voce forte, ama le donne, ha molti amici, molti nemici e molti disturbi. Chi nasce alla fine del segno sarà brutto e pieno di macchie.

Nelle parti del corpo governa petto, cuore, parte superiore dell’addome, arterie, schiena, fianchi, costole, nuca; indica anche il colore degli occhi e il fondo dell’intestino superiore. Le malattie che colpiscono le suddette parti del corpo sono nella sua porzione. Tra gli esseri umani, i re sono nella sua natura, come anche i ministri, i nobili, gli orafi, gli argentieri, i gioiellieri e i praticanti di ogni fine mestiere. È la casa del Sole e la casa del detrimento (esilio) di Saturno; nessun pianeta vi ha l’esaltazione o la caduta [in Leone]; l’apogeo di Marte è a 12° [del Leone] in questo periodo. I signori della triplicità sono il Sole e poi Giove di giorno, e Giove e poi il Sole di notte; Saturno è il loro partner di giorno e di notte.

Il primo decano, secondo gli Egizi e i Babilonesi, è ⟨assegnato a⟩ Saturno, il secondo a Giove e il terzo a Marte; secondo gli scienziati indiani, il primo ⟨decano è assegnato⟩ al Sole, il secondo a Giove e il terzo a Marte.

Questi sono i termini secondo gli Egizi e gli astrologi: Giove 6°, Venere 6°, Mercurio 6°, Saturno 7° e Marte 6°; e secondo Tolomeo: Saturno 6°, Mercurio 7°, Venere 6°, Marte 6° e Giove 5°.

La prima nona parte è assegnata a Marte, la seconda a Venere, la terza a Mercurio, la quarta alla Luna, la quinta al Sole, la sesta a Mercurio, la settima a Venere, l’ottava a Marte e la nona a Giove.

La prima potenza della dodecatemoria è assegnata al Sole, la seconda a Mercurio, la terza a Venere, la quarta a Marte, la quinta a Giove, la sesta e la settima a Saturno, l’ottava a Giove, la nona a Marte, la decima a Venere, l’undicesima a Mercurio e la dodicesima alla Luna.

Dall’inizio del segno fino alla fine dei sette gradi, ⟨ i gradi sono⟩ luminosi, poi ⟨seguono⟩ tre ⟨gradi misti⟩, poi sei ⟨gradi⟩ scuri, poi cinque ⟨gradi⟩ vuoti, e poi nove ⟨gradi⟩ luminosi.

Dall’inizio del segno fino alla fine dei cinque gradi, i gradi sono maschili, poi vengono due gradi femminili, poi sei ⟨gradi⟩ maschili, poi dieci ⟨gradi⟩ femminili, e poi sette ⟨gradi⟩ maschili. Le fosse delle stelle: 6°, 13°, 15°, 22°, 23° e 28° grado. I gradi che aggiungono bellezza e onore: 2°, 5°, 7° e 17° grado. Lì [nei gradi del Leone], tra le stelle superiori, ⟨ troviamo⟩ il collo del Guerriero [Idra], ⟨alla longitudine Leone⟩ 16° al momento attuale, latitudine ⟨eclittica⟩ meridionale 20°, di seconda magnitudine, un misto di Saturno e Venere. Il cuore del leone si trova in questo momento a ⟨longitudine eclittica Leo⟩ 18°, a nord, di prima grandezza, un misto di Marte e Giove; è una delle stelle che causano la morte. La stella chiamata “dorso del leone” è lì, alla fine del segno [Leone] … di seconda grandezza, un misto di Saturno e Venere.

Gli altri segni zodiacali

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FONTE
Abraham Ibn Ezra 
Introductions to Astrology. A Parallel Hebrew-English Critical Edition of the Book of the Beginning of Wisdom and the Book of the Judgments of the Zodiacal Signs Abraham Ibn Ezra’s Astrological Writings, Volume 5, nella traduzione e annotazione di Shlomo Sela.

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Gersonide: influsso celeste, questione libero arbitrio e dal determinismo al finalismo hashgahah kelalit

Levi ben Gershon (conosciuto nell’Europa medievale col nome latinizzato di Gersonide, noto tra gli ebrei anche con l’acronimo di Ralbag, 1288 – 1344 filosofo, astronomo e matematico francese, teologo e talmudista ebreo) concepisce il Mondo come un’immagine integrata in cui coesistono, anche se su piani diversi, cielo e terra. Ovvero ogni cosa è per Gersonide una cosa sola, principio che se ci pensiamo è già ben radicato nella Tavola di Smeraldo di Ermete Trismegisto. Tuttavia, Levi va oltre dicendo che l’Astrologia è l’unica disciplina, o metodo, attraverso cui è possibile studiare l’interazione tra il mondo celeste e il mondo sublunare; l’astrologia per Gersonide è unica nella sua specificità deduttiva e cognitiva perché ha lo scopo di studiare le connessioni tra mondo immanente e mondo trascendente, tra alto e basso, tra cielo e terra, e come queste connessioni e relazioni agiscono sulla cosa vivente.

Gersonide

Sono numerose le opere di Levi, alcune filosofiche, altre commentari alla Torah, ma è interessante anche la letteratura che ha prodotto in ambito astronomico. In particolare Moritz Steinschneider (Prostějov, 30 marzo 1816 – Berlino, 24 gennaio 1907, ebraista e bibliografo ceco, considerato uno dei massimi esperti della letteratura ebraica medievale) identifica le opere astronomiche di Levi
nello Sefer Tekunah, suddivisa in 136 capitoli ricche di considerazioni astronomiche; in alcuni capitoli affronta i difetti del sistema astronomico di Tolomeo identificando numerosi errori di calcolo, e che lo portarono ad una prima forma di teoria della confutazione, in parte grazie alle sue determinazioni astronomiche. Faccio notare che l’opera di Levi fu apprezzata da Pico della Mirandola che la citava frequentemente nelle sue Disputationes in Astrologiam.

Gersonide è considerato uno dei primi astronomi ad accorgersi che il sistema tolemaico presentava numerosi errori e che non funzionava correttamente, a differenza dei “colleghi” del suo tempo. La “grandiosità” del modello Tolemaico era dovuta per lo più alla previsione dei moti planetari, ma un’osservazione di una eclisse lunare del 1335 e solare del 1337, fatta da Gersonide, portarono il ricercatore a confutarne i principi perché anche se il sistema permetteva di prevedere la posizione della Luna, sbagliava grossolanamente sulle dimensioni apparenti della Luna. Inoltre Gersonide ricalcolò le distanze stellari, che ai suoi tempi erano ritenute ferme in una sfera rotante sopra quella dei pianeti
esterni
, i suoi calcoli stimarono che le distanze delle stelle fisse dovevano essere maggiori miliardi di volte rispetto a quelle planetarie, evidenziando gli errori di Tolomeo al riguardo. Tuttavia Gersonide non riuscii a completare la confutazione del sistema tolemaico, infatti dopo Gersonide il sistema fu definitivamente superato dalle ricerche e scoperte di Copernico.

Secondo Levi i movimenti dei vari corpi celesti (quelli che chiamiamo pianeti, e ci riferiamo in ambito astrologico agli astri del settenario, quelli visibili a occhio nudo) evidenziano che essi sono mossi da principi motori diversi e che quindi la qualità di tale movimento identifica una evidente gerarchia. Per Gersonide i pianeti sono esseri dotati di anima e di intelligenza, e ogni astro emana uno spettro di Dio, potremmo dire le tante forme di intelligenza del demiurgo, ma che tutte riconducono ad una sola cosa, o ad un sono pensiero onnisciente.

Secondo Levi la sfera sublunare e quella celeste operano con due sistemi separati, ovvero ognuno si muove secondo una propria legge; ma tali sistemi anche se separati sono tra loro connessi e le due diverse “leggi” che le governano interagiscono in una sorta di linguaggio, di dialettica operante. Infatti dice che la legge dei cieli è nota solo a Dio, e ciò che noi percepiamo della volta celeste è quello che Dio intende comunicarci e dirci, ma cosa c’è dietro questa comunicazione, ovvero la profonda ragione del suo pensiero, è agli uomini sconosciuta e inaccessibile.

Nella visione astrologica di Levi, il ricercatore dice di aver dimostrato che esistono relazioni altamente specifiche tra luce (tipo la luce solare, la luce lunare, la luminosità di Mercurio, Venere, e via dicendo) e le qualità prime terrestri (caldo freddo, umido secco). La forza divina è responsabile di tale connessione e l’azione di Dio si muove attraverso un evento celeste che va a determinare connessioni con le qualità prime del mondo sublunare (i principi caldo, freddo, secco, umido) che a loro volta propagheranno questa sorta di “messaggio divino” sugli elementi complessi (fuoco, terra, aria e acqua), e che a loro volta trasmetteranno su ogni creatura vivente, su ogni oggetto animato o inanimato del pianeta, secondo la natura di ogni essere.

Ma attenzione, questo non contraddice il valore del Libero Arbitrio, infatti Levi identifica due tipi di intelligenza: una divina e una più terrestre. L’uomo è permeato, avvolto, penetrato dentro e fuori da una intelligenza divina che è quella che viene identificata comunemente e banalmente come “influenza celeste”, questa agisce sulle cose ma agirà in accordo con una intelligenza più terrea, legata alle leggi fisiche del pianeta che ospita la nostra esistenza, legata all’ecosistema, all’atmosfera, all’ambiente, dunque ogni messaggio celeste (o influenza celeste) sarà messa sempre in relazione all’intelligenza individuale terrea e sistemica (ovvero specifica in base al regno naturale di appartenenza). Come questo messaggio celeste sarà vissuto, espresso, compreso, e come esso si muoverà, e agirà, per esempio in un individuo, dipenderà dalla natura dell’essere ricevente, dalla sua composizione, temperamento, dal luogo in cui riceve tale messaggio, quindi dipenderà anche dalla natura ecosistemica e ambientale del luogo in cui è, e di conseguenza sarà soggetto a variabili anche culturali, sociologiche per intenderci. Come potete capire, Levi non ha assolutamente una visione deterministica, ma sta enunciando principi di finalismo.

L’influsso celeste è visto da Levi come una forma di intelligenza divina, che interagirà con l’intelligenza terrestre: nello specifico quando tale influsso tocca per esempio l’individuo umano, questa intelligenza (che possiamo immaginare come un linguaggio) parla e comunica con l’intelligenza personale, individuale, propria dell’essere umano. Tale relazione di linguaggi, produrrà poi risposte, soggette alla volontà individuale, dunque inclinazioni che dipenderanno anche da una propria indiscutibile natura. Levi supera in modo molto intelligente l’idea del determinismo e apre all’idea del finalismo-astrologico.

Levi arriva a congetturare la logica della Provvidenza Celeste: l’obiettivo principale delle influenze astrali è salvaguardare, proteggere, mantenere, l’ordine naturale delle cose. Questa scopo è ciò che Levi chiama hashgahah kelalit, la provvidenza generale è concepita come uno strumento nelle mani di Dio, che attraverso la sua azione nel mondo conserva l’opera del creatore, e lo fa secondo un piano preciso e conosciuto. In un certo senso l’opera di Dio avrebbe secondo questa idea uno scopo preciso, una ragione, e quindi ogni cosa accade in conformità della volontà del creatore affinché si adempi il suo fine.

Dunque la provvidenza interverrà attraverso i suoi linguaggi, apportando ove necessario eventi che letteralmente influenzano l’uomo per dirigerlo verso uno scopo finale, pur mantenendosi nell’individuo quell’idea di libero arbitrio che è lo strumento attraverso il quale ci si confronta con una influenza tuttavia imprescindibile.

Gersonide supera quindi l’idea del determinismo, introducendo l’idea di un finalismo astrologico: ogni cosa ha un suo fine, o meglio una sua finalità, un suo obiettivo, che in un modo o in un altro dovrà essere raggiunto. Nei testi sacri del Talmud ci sono frequenti riferimenti di un Dio che conosce ogni cosa, e che ha previsto tutto; spesso è identificato come un archivista, nonché come colui che conosce la sorte di ogni cosa, perché è colui che ha progettato la Natura e le sue leggi, sia quelle celesti che quelle terrestri.

Ne consegue che la previsione astrologica non è per Levi un controsenso o un oltraggio al concetto di Libero Arbitrio. Prima di tutto perché la previsione in astrologia ha il senso di conoscere il moto naturale delle cose, e come i vari principi della natura terrestre si esprimeranno in correlazione all’azione dei fenomeni celesti. Questo permette di comprendere come una data natura, per esempio umana, si relazionerà a certe condizioni del cielo astronomico, all’interno di eventi che per semplificare possiamo definire temperamentali, umorali. Tutto ciò avviene lungo una linea ciclica, lungo un destino scritto naturalmente in ogni essere umano, che oggi rintracciamo per esempio nel DNA di ogni persona, genoma che informa su tutto, sulle malattie, sui colori dei capelli e degli occhi, sulla statura, sulle facoltà cerebrali, sull’organizzazione del corpo, e anche sulla morte.

La Providenza generale è quindi una sorta di provvidenziale attività naturale che in modo intelligente interviene per conservarci e per mantenerci, per poter proseguire nel corso del proprio progetto di vita, affinché si adempi il proprio destino naturale, biologico, oggi potremmo dire “genetico”.

Scrive Levi: attraverso la disposizione ordinata dei corpi celesti, è preservata l’esistenza inferiore che contiene bontà e perfezione … le azioni e i pensieri dell’uomo sono tutti ordinati dai corpi celesti… da un punto di vista religioso, immaginare o ritenere che gli astri erranti o le stelle fisse possano esercitare un’influenza non solo su questioni temperamentali e umorali ma anche sul pensiero, stride con il concetto di libero arbitrio. Ma Levi aggiunge che il libero arbitrio nell’uomo ha il compito di consentire all’individuo il controllo dei suoi pensieri.

Questo passaggio è molto delicato perché presenta una visione di libero arbitrio a cui non siamo probabilmente “abituati”: secondo Levi i pensieri sono prodotti o influenzati dalle stelle, questi pensieri arrivano alla nostra mente, possiamo cioè ascoltarli, percepirli; arrivano idee, pensieri, concetti, immagini, che sono generati da una azione celeste e dalla sua interazione con la natura organica e biologica dell’essere ricevente, ma il libero arbitrio non ha a che fare con la “generazione di un pensiero” ma piuttosto sul modo attraverso cui l’essere gestirà il “pensiero” che riceve.

Questo è per Levi il libero arbitrio che non presume dunque secondo la sua logica il fatto che gli esseri umani non possano subire “influenze celesti” o “pensieri influenzati dalle stelle”, anzi se siamo immersi in progetto di intelligenza divina, noi siamo in un certo senso galleggianti in un oceano di “pensieri e di idee”: il libero arbitrio è lo strumento attraverso cui noi ci confrontiamo liberamente con questi pensieri che comunque permangono, ci sono, e si presentano, volendolo o non volendolo, in noi.


Levi sostiene che la provvidenza generale interviene anche sulle sorti della società umana. Le stelle agiscono anche sul collettivo, sulle masse di persone, tale azione per esempio inclinerà e spingerà i vari sottogruppi sociali a perseguire certi percorsi, piuttosto che altri. Sulla previsione Levi è consapevole che l’Astrologia può essere spesso imprecisa e vaga. Levi scrive: in generale è impossibile che l’uomo conosca la verità… L’uomo può fare affidamento solo ai suoi sensi, non è in grado nemmeno di arrivare ad una completa comprensione delle vicende del mondo sublunare, figuriamoci se può riuscire a conoscere esattamente il messaggio del fenomeno celeste! Questo perché, sostiene Levi, l’umanità riceve l’Intelletto Agente in conformità del proprio Intelletto individuale, e poiché lo riceve e lo percepisce attraverso una natura (che nel caso dell’uomo è specificamente soggetta alle leggi terrestri) non potrà mai valicare completamente il mistero dell’Intelligenza Agente e certe cose rimarranno per sempre inconoscibili all’uomo.

Così l’astrologia diventa per Levi uno strumento e un metodo che cerca di comprendere l’azione delle leggi combinate del cielo e della terra, e come esse potranno esprimersi nella realtà vivente, all’interno comunque di certi limiti, e anche nell’evidenza che tutto non può essere conosciuto dall’astrologia non perché il metodo non lo permetterebbe, ma perché è l’uomo ad avere dei limiti all’accesso di certe informazioni, e non possiamo avere una visione onnisciente e onnicomprensiva dell’intera architettura della creazione e del suo scopo, o della sua finalità.

Rimane tuttavia una chiara evidenzia: per Levi l’Astrologia non è deterministica ma finalistica, il metodo astrologico ha lo scopo di identificare, studiare e comprendere, attraverso i suoi metodi, la “finalità delle cose”, ovvero comprendere l’andamento e l’orientamento del nostro essere secondo la sua natura e in accordo alle influenze celesti ovvero all’Intelletto Agente.

Nell’azione del cielo, secondo il pensiero di Gersonide, interverrebbe una Provvidenza Generale che è una actio æterna di Dio ovvero prescienza, nonché disposizioni naturali che hanno lo scopo di far adempiere la volontà dell’ente creatore; ci sarebbe poi una actio temporis ovvero l’attività dell’Intelligenza Agente (di provenienza divina) che agirà sulla preservazione e il mantenimento delle cose, nel tempo.

Questa è la dottrina della cura provvidenziale e del governo del mondo che non troviamo solo nella cultura ebraica ma anche in culture molto diverse come in Cicerone in De Natura Deorum e in Seneca in De Providentia. Non è dunque un’idea nuova!

Dal cielo l’Eterno guarda in basso; Vede tutti i figli dell’uomo (Sal xxxiii. 13, 14)

Nei cieli l’Eterno ha il suo trono, ma il suo governo abbraccia ogni cosa (Sal xi, 4)

La natura è costantemente oggetto della sollecitudine divina (Giobbe xxxvi. 27, xxxviii. 25)

FONTI

Gersonides’ Proofs for the Creation of the Universe
Feldman, Seymour
The American Academy for Jewish Research

The Astronomy of Levi ben Gerson: A Critical Edition
Springer‐Verlag.

Levi ben Gerson’s Contributions to Astronomy
In Freudenthal, Studies on Gersonides

Levi ben Gerson’s Prognostication for the Conjunction of 1345
Goldstein, Bernard R. and David Pingree
Transactions of the American Philosophical Society 80, pt. 6: 1–60.

Gersonides and Astrology
In Levi ben Gershom: The Wars of the Lord, edited by Seymour Feldman
New York: Jewish Publication Society of America

Studi preliminari sulla dottrina della conoscenza di Gersonide
Jacob Leon Teicher

Le guerre del Signore (Milḥamot ha-Šem)
Levi ben Gershom, Roberto Gatti

La filosofia ebraica medievale
Mauro Zonta

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Guido Bonatti, Introduzione all’Astrologia. Recensione del manuale tradotto da Benjamin N. Dykes

L’intera opera di Guido Bonatti, relativamente al suo Liber Astronomiae, è stata tradotta in inglese da Benjamin N. Dykes (allievo di Zoller e dottore in Filosofia presso l’Università dell’Illinois, si dedica alla traduzione in lingua inglese di opere astrologiche antiche che traduce dall’arabo, dal greco, dal latino).

Bonatti on Basic Astrology

Il manuale Bonatti on Basic Astrology, Guido Bonatti’s Book of Astronomy Treatises 1-3: Theory, Signs, Planets, Configurations è il primo passo che lo studioso od appassionato di astrologia deve compiere per avvicinarsi alla complessa opera di Guido Bonatti, astrologo del XIII secolo nonché il più autorevole trattatista di astrologia del medioevo italiano. L’opera di Bonatti è completa e affronta l’intera dottrina astrologica, nelle sue diverse branche, con l’approccio tipico dell’Astrologia medievale. Quindi, l’opera di Bonatti è imprescindibile per chi è interessato, oggi, a riesplorare gli approcci e le metodologie dell’astrologia medievale.

Difesa dell’Astrologia

Bonatti apre la sua opera con una corposa trattazione sul significato di Astrologia e su cosa intende rappresentare il metodo astrologico. Evidentemente anche nei tempi di Bonatti era necessario difendere l’arte dell’astrologia che è stata sempre, per diverse motivazioni, soggetta a critiche inevitabili perché spesso le sue metodologie possono scontrarsi con questioni etiche, morali, religiose. La difesa che fa Bonatti è totalmente rivolta al ruolo dell’astronomia, definisce infatti il livello astronomico come punto di partenza dal quale l’astrologo ricava giudizi e interpretazioni.

Bonatti vuole dimostrare che un metodo basato sul calcolo astronomico, o che ricava le sue interpretazione dai dati del cielo che sono fatti matematici, non può che essere un metodo corretto, giusto, nobile, razionale, scientifico. Che questa scienza, quella dell’arte astrologica, non può arrivare a conclusioni definitive è un fatto noto già a Claudio Tolomeo e che anche Bonatti considera. Proprio la grande varietà dei moti del cielo e le grandi varietà naturali a cui la natura è soggetta nel nostro mondo, possono a volte rendere i giudizi finali non del tutto precisi, o non del tutto assoluti, quindi l’interpretazione è soggetta ad alcune variabili che il metodo astrologico per ora non può controllare o non può dominare. Tali variabili sono culturali, politiche, sociali, territoriali, quindi essendo la vita del singolo come del collettivo complessa e articolata da tante variabili, l’astrologia non potrà arrivare a determinazioni assolute ma piuttosto potrà descrivere inclinazioni, predisposizioni e modi di essere attraverso cui il soggetto esprimerà sé stesso in senso intellettuale, spirituale e nelle sue azioni ed opere.

Per Bonatti l’Astrologia è deterministica. Tuttavia, come ho riscontrato in numerose occasioni, l’idea che abbiamo di determinismo non è identica a quella degli astrologi antichi. Determinismo non è inteso dagli astrologi antichi come un evento di causa ed effetto inappellabile, ovvero una certa posizione del cielo determina il mio futuro o il mio destino, al quale non posso sottrarmi. Anche per Bonatti il determinismo è inteso come fatto naturale ovvero l’Astrologia intende studiare tutti quei fenomeni che agiranno sul nostro essere e collegati ai soliti principi primi di caldo freddo secco e umido. Tali principi che noi percepiamo in diverso modo (per esempio attraverso la luce e l’assenza di luce, oppure attraverso le stagioni, o le qualità stesse degli ambienti, e attraverso le disposizioni del cielo nel momento della nostra nascita) andranno a determinare le nostre pulsioni, o meglio identificheranno le qualità delle nostre inclinazioni. Insomma “determinismo” è, per intenderci, un fatto naturale che agisce naturalmente sul mio essere: come può essere una giornata caldissima e afosa, tale condizione è dovuta ad un fatto fisico ovvero determinabile e tale fenomeno agirà sul mio essere, sul mio sistema vitale e biologico. Questo è “determinismo” per l’Astrologia. Le definizioni che alcuni oggi danno non sono assolutamente in linea rispetto al pensiero che si aveva di determinismo in antichità, vedi anche la lunga trattazione che fa al riguardo Gersonide relativamente ai concetti di determinismo e finalismo.

Bonatti sottolinea l’importanza dei dati astronomici e di quanto è necessario suddividere i vari approcci identificando quelli “seri” che sono basati su dati matematici e celesti da cui si traggono giudizi finali, rispetto a quelli “meno seri” che sono spesso frutto di superstizioni e di ingerenze culturali non proprie all’astrologia (probabilmente Bonatti non era tanto favorevole a quella parte di astrologia che produceva talismani, o che usava la dottrina per questioni magiche).

Influenza araba in Bonatti

Pare evidente che Guido Bonatti sia influenzato dal mondo arabo, infatti nella realtà islamica l’astrologia è sezionata in diverse categorie:

  1. una categoria è la prosecuzione dell’astrologia tolemaica del Tetrabiblos, ed è basata su una sperimentazione geometrica-spaziale dell’astrologia ovvero è lo studio della matematica celeste e dei diversi fenomeni del cielo e di come essi possono essere poi congetturati e tradotti in interpretazioni attraverso le metodologie astrologiche;
  2. un’altra è sperimentazione psicologica, ovvero l’astrologia diventa uno strumento di interpretazione degli stati d’animo della persona e del perché arriva a compiere certe azioni, opere o perché arriva a pensare in un certo modo;
  3. negli approcci arabi l’astronomia è centrale, dobbiamo proprio a molti astronomi islamici certe scoperte anche matematiche, gli arabi non si sottraggono alla scienza, all’astronomia e alla matematica e si rendono conto quanto sia importante il cielo e le sue manifestazioni;
  4. a tal punto che in piena età medievale è ormai dimostrato come gli astrologi islamici di al-Andalus fossero profondamente legati ai dati astronomici a tal punto che ritenevano “giudizi veri” solo quelli derivanti dal livello siederale, ovvero dicevano di tenere conto del giudizio delle stelle e del giudizio siderale, a dimostrazione di quanto le qualità del cielo sono fondamentali. E per conoscere le qualità del cielo non possiamo fare altro che appellarci all’astronomia e alla matematica celeste;
  5. c’è però un certo corpus nella dottrina dell’astrologia araba in cui non confluisce sapere astronomico proprio, ma piuttosto confluenza di credenze, superstizioni, frutto di culture del tempo o della religione dominante. La magia è una realtà strisciante nell’astrologia araba, ma striscia in modo disorganizzato, confuso, con sincretismi a volte imbarazzanti dove vengono uniti santi e demoni di un pantheon o di un altro pantheon, con pratiche che sono a volte un po’ fuori dal mondo, e in questo marasma affascinante il problema più evidente è la disomogeneità dei contenuti; un manoscritto dice una cosa, prendi un altro manoscritto di un altro autore e ne dice un’altra, procedure, tecniche, non propriamente genetliache, ma che hanno lo scopo di esorcizzare il cielo e i suoi influssi. Qui ci troviamo in una forma di astrologia che ha lo scopo di proteggere la persona attraverso atti di esorcizzazione. Ma tale dottrina è in ogni autore APOLOGETICA ognuno cioè propone la sua idea, il suo approccio, le sue tecniche, secondo proprie intuizioni o secondo proprie convinzioni religiose e culturali. Bonatti rifiuta categoricamente questa parte di “astrologia”.

Per il mondo arabo, e anche per Bonatti, l’Astrologia e le sue osservazioni sono come la Medicina: ovvero il medico esamina il paziente cercando di intuire quale sarà lo svolgersi della malattia o il processo di guarigione e ripresa, allo stesso modo l’Astrologo scruta il cielo e la carta di nascita della persona e cerca di intuire come la vita dell’individuo proseguirà, con quali caratteristiche e quali tendenze. In entrambi i casi, Medicina e Astrologia, sono due scienze non empiriche, ovvero i cui metodi non sono riproducibili, ma sono basati sull’arte dell’intuizione e della deduzione secondo tuttavia una serie di dati fisici e reali, in entrambi i casi abbiamo forme di scienza non assoluta o certissima perché dotate di numerose variabili.

Cosa troviamo nel libro di Bonatti

Nel testo “Bonatti on Basic Astrology” tradotto in inglese da Benjamin N. Dykes, troviamo le prime questioni introduttive all’astrologia. L’autore fornisce una spiegazione sui segni zodiacali, sugli elementi e i principi primi, sulle case celesti e i loro significati, sulla natura delle varie componenti della sfera celeste e della sfera locale, risponde anche ad una domanda molto interessante ovvero perché i segni sono stati denominati nel modo che conosciamo, c’è poi una ricca descrizione sulla natura dei sette pianeti, lo studio della natura dei gradi, la definizione di alcuni termini propri dell’astrologia e definizioni di alcune elementari questioni astronomiche e sul loro valore poi in sede interpretativa.

Traduzione di un breve paragrafo dell’opera

A titolo dimostrativo, vi riporto un breve stralcio (che ho tradotto in italiano) relativo al concetto di case angolari, cadenti e succedenti, così come riportato da Bonatti e tradotto in inglese da Dykes nel suo manuale “Bonatti on Basic Astrology” pagina 94 “On the angles, cadents, and succedents”.

(…) Di tutte le metà e quarti … derivano le dodici case, di cui quattro sono chiamate angoli: la prima, la quarta, la settima e la decima casa. Queste quattro case sono le parti più forti e solide del cielo, e differiscono anche in forza tra loro. Infatti, la 1ª è più forte della 10ª (tranne che nelle dignità che riguardano la gloria secolare, come i regni, i ducati, le posizioni di autorità civile e simili, perché in queste la 10ª è preferita a tutte le altre), e la 10ª è più forte della 7ª, e la 7ª è più forte della 4ª.

La 2ª casa, la 5ª, l’8ª e l’11ª sono dette succedenti rispetto agli angoli, perché sono immediatamente vicine agli angoli e sono meno forti dei luoghi angolari (eccetto che l’11ª casa che è molto forte nelle questioni che riguardano la fortuna e per quelle questioni che si nutrono di speranze, perché è una casa di fortuna, di fiducia e di speranza …).

La 3ª casa, la 6ª, la 9ª e la 12ª sono chiamate case cadenti rispetto agli angoli. Sono case molto deboli e non promettono bene, né fermezza, né durata, né prolungamento di alcunché, se non che la 9ª casa è preferita nelle religioni e in esse è più gradevole di tutte le altre (e in quelle cose che riguardano le dignità clericali, come vescovati, abbazie, priorati e simili).

Per questo motivo, se un pianeta è il significatore di una questione e si trova in un angolo, promette bene e si dice che avrà successo. Ma se si trovasse in una posizione succedente o cadente, avrebbe meno successo che nell’angolo. Infatti, se si ritrova in una casa cadente rispetto all’angolo, si dice che il pianeta fallisce e che è debole e inutile – con l’eccezione di quanto vi ho detto a proposito della 9ª e dell’11ª. Ognuna di queste case ha un significato particolare nelle questioni e nelle condizioni degli uomini, come vi dirò in seguito. (…)

Conclusioni finali

Il manuale “Bonatti on basic astrology” tradotto da Dykes è un importante testo di introduzione all’Astrologia secondo i principi della tradizione, in particolare secondo l’esperienza dell’Astrologia medievale, e può essere un buon punto di partenza per assimilare definizioni coerenti nel rispetto della tradizione e della dottrina astrologica, attraverso la grande esperienza di Guido Bonatti. Il manuale è arricchito da numerose annotazioni del traduttore.

Dove trovare il manuale

Link del manuale QUI

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The nature of enemies in astrology, according to the indications of Ranzovius, a 16th-century astrologer.

Ranzovius (Steinburg, March 11, 1526 – Breitenburg, December 31, 1598, a German humanist astrologer ), in his treatise on nativity, describes in the Sixteenth Chapter of the Third Part how to determine the significators of a native’s enemies, that is, how to identify the quality of a person’s enemies, those who may cause harm or work against the native. He offers a brief general indication on accidental and natural significators. In the astrology of the 16th century (the period to which Ranzovius belonged), there was a habit of simplifying approaches with didactic methods, while still indicating schemes to identify both accidental and natural significators, with a series of references, aphorisms, and instructions to arrive at a final judgment (the most famous astrological manual by Ranzovius is “Tractatus astrologicus de genethliacorum thematum“; his treatise appeared in 1597 and was published in five editions by 1615. Rantzau was considered a generous patron of artists and writers in Lubeck, many of whom wrote memorials about his father. He was also a successful merchant with business interests in Husum and Lubeck).

The author suggests considering the significations of enemies from the Twelfth House and its Ruler. Then, he proposes the use of the “Part of Enemies” (which he calls “Pars Inimicorum” and is calculated with the formula Ascendant + Saturn – Mars for the day birth, and Ascendant + Mars – Saturn for the night birth). He also indicates a natural signifier of enemies without distinguishing between day or night births. In fact, he writes: “item Saturni nam is natura significat odia hominum,” which means Saturn is indicated as the natural signifier of enemies because it is in the nature of the planet to signify the hatred of men or anything contrary to life and, therefore, man. Then, it is necessary to consider the almuten of the indicated places:

  • the almuten of the Ruler of the Twelfth place,
  • the almuten of Saturn,
  • and the almuten of the Twelfth House.

It is necessary, he writes, to consider whether the planets and the almutens that indicate or are related to the native’s enemies are in good or bad conditions. In particular, he mentions if they are in “burned” places: probably meaning if they are planets under the rays (“sub radiis”) or worse yet, combust, or he may be referring to the visibility of the planet because being “burned” (or under the rays) indicates a planet undergoing a process of invisibility. This seems to suggest that the invisibility of the stars may indicate something about the enemies and their way of acting (an invisible, cunning manner?) especially when these planets have significance in the enemy’s places. Consequently, the eventual visibility does not necessarily mean the absence of enemies, but it could indicate visible enemies or those who clearly reveal themselves. Meanwhile, invisibility signifies enemies who act without our knowledge or appear in deceptive disguises.

Saturn generates the fiercest hatred, says Ranzovius. The author states that hatred and the fierce and violent actions of enemies occur in the same way when the fortune of the enemies (Part of Enemies) corresponds with their own fortune. As a result, it is necessary to verify the qualities or the situation related to the ruler or dispositor of the fortune and the fortune of the enemies, whether they are in tension with each other or if they have any particular characteristics or connections. The enemies of the native will then act upon the native’s substance or have an active impact on the native’s life (harmful action).

Ranzovius says that if the ruler of the Part of Enemies is angular, it will act strongly in the native’s life. He then cites some indications from Albubater and writes: if the sign of the Twelfth House, or the sign of its ruler, or the sign of the ruler of the Part of Enemies is in a common sign (Gemini, Virgo, Sagittarius, Pisces), then there will be many enemies to fear!

The nature of the Twelfth House sign can provide additional information about the nature of the enemies. But Ranzovius says that it is more important to judge the “ruler” of the Twelfth House, both its essential and accidental qualities, and the position it occupies, to understand the nature of the enemies or their acting ability or modus operandi. Therefore, he states that whatever the planet signifies in terms of social customs, professions, or descriptions of people, this will give an indication of the nature of the native’s enemies.

He then proposes another method of investigation, which he says “comes from various codes.”

The author writes about considering the planets in the Seventh and Twelfth House (because they will have significance on the native’s enemies), as well as the planets that oppose the luminaries (in this case, the author seems to indicate that the planets with the most tense aspect overall, specifically opposition to the luminaries, i.e., the Sun and Moon, can have significance on the native’s enemies; it logically follows that planets square to the luminaries may also have significance on the enemies).

Then, he again points out Saturn, which is necessary to be considered as a natural significator of hatred towards men.

A PRACTICAL EXAMPLE

THE NATURE OF ENEMIES OF EMANUELA ORLANDI

I tried to analyze the matter of enemies in Emanuela Orlandi’s natal chart. Who are the enemies of Emanuela Orlandi? What is the nature of those who have operated or acted to her detriment? The nativity is in the Regiomontanus system. The birth time is rated “A” (RR=A).

CONSIDERATIONS

  • Let’s identify the planet of life – We establish the Hyleg because it is important to verify if the accidental and natural significators of the enemies are related to the planet signifying life. The Hyleg (or Apheta, which is the predominator haylâj) is Jupiter. Jupiter is the ruler of the Ascendant and the Hyleg of the nativity, it is retrograde, and in its essential nature, it is weakened as it is in detriment.
  • Let’s identify the planets of the enemies – According to Ranzovius’ indications, we can use the Twelfth House as a reference point to identify the accidental significator of the native’s enemies. The Twelfth House is in Scorpio, so without a doubt, Mars is the accidental significator of the enemies. Mars is in the house of Jupiter (which is the sign where we find the domicile of the Hyleg, Jupiter). Moreover, since the nativity is nocturnal, the Moon is the first luminary. It separates from Mars, the planet representing the accidental significator of the native’s enemies, and then immediately applies to Saturn, the natural significator of the native’s enemies. Saturn is precisely in the house of Mars. This means that the Moon is besieged; even though it is in its domicile, it also occupies the eighth place, which is indicated in Ranzovius’ texts as another place of hostility for the native. The besiegement of the luminary can signify being prey to enemies.

Let’s take a moment to focus on some qualities of Mars (the accidental significator of the native’s enemies) and Jupiter (the Hyleg of the nativity).

  • MARS is visible, fast, direct, western, in its triplicity.
  • JUPITER is visible, slow, retrograde, eastern, in its detriment.
  • The planet of enemies is fast, visible, and direct, therefore it is hungry and acts promptly and swiftly.
  • Whereas the planet of life, Jupiter, is slow, retrograde, and also in detriment, therefore it is subjected to Mars, meaning that Mars is capable of prevailing over the planet that represents the native’s life.
  • This means that the enemies represented in Emanuela Orlandi’s nativity are capable of predation and getting the upper hand over the native.

It’s worth noting that Mars is in the Third House, and Jupiter is in the Ninth House. The dynamic of enemies vs. the native’s life occurs in cadent places (metakosmion), but since they are in communication with the Ascendant, they have an impact on the person’s life. Additionally, both the third and ninth houses are, by definition, places of the goddess and god, i.e., places of religion, rituals, cults, temples, and sacred or consecrated places.

Mars identifies the nature of the native’s enemy: who are the enemies that will cause harm to the native? It could be a police officer or someone associated with the military or wearing a uniform, a soldier, or military personnel of all kinds, but also doctors, pharmacists, surgeons, alchemists, gunners, butchers, officers in general, bakers, butchers, armorsmiths, watchmakers, barbers, carpenters.

Let’s consider Ranzovius’ indication; he says that if the Ruler of the Twelfth House is in a common sign (as in this case, Mars is in Pisces), and if the Ruler of the Part of Enemies is also in a common sign (we will see this later, but in any case, Venus, as the Ruler of the Part of Enemies, is in the sign Sagittarius), there will be many enemies to defend against! In this case, with both Mars and Venus in common signs, the first being the accidental significator of enemies, and the second governing the fate of enemies, it means that the native will have many enemies, indicating not just one but a multitude.

It is also necessary to examine the nature of the sign: Mars is in Pisces. Therefore, since Pisces is the house of Jupiter, the enemy can also be related to Jupiter’s significations. However, the face of a planet will tell us the role that Mars plays, the guise it takes on: the face belongs to Saturn.

The enemies identified in Emanuela Orlandi’s nativity have a Mars nature (like a soldier or acting as a predator) and natures associated with Jupiter and Saturn. Jupiter signifies people of high rank, religion, nobles, government, goldsmiths, bankers, kings, viziers, magnates, jurists, and the wealthy. Saturn signifies property owners, administrators of kings, religious figures from various sects, malicious men, devotees, thieves, sorcerers, and farmers.

The determining factor is the sign occupied by Mars, which is Pisces, signifying “the abodes of angels, saints, priests, and magicians, as well as places of lamentation.” The enemies of Emanuela Orlandi are now fairly well defined.

THE PART OF ENEMIES

The Part of Enemies in the last degree of Libra, so its ruler is Venus in Sagittarius. Since Venus is in the first house, it means that the enemies act upon the native, and being Jupiter the Hyleg and ruler of the Ascendant hindered by retrograde motion, slowness, detriment, and being in a cadent place, it is weaker than Venus, the ruler of the Part of Enemies, who is fast, direct, in an angular house, and not being peregrine as it is in its own term. Venus is in antiparallel with the Part of Fortune, and the enemies act upon the native’s substance, taking away from it. Both the Part of Fortune and the Part of Enemies are both ruled by Venus, but the Part of Fortune is in the Sixth House, while the Part of Enemies is in the Eleventh House. Therefore, the Part of the native is weaker compared to the Part of Enemies, which is thus advantaged.

FINAL OBSERVATIONS

I observe that the accidental significator of enemies (Mars) and the ruler of the Part of Enemies (Venus) have some connection to Jupiter, the Hyleg planet, and the ruler of the Ascendant. Mars acts in opposition to Jupiter. Furthermore, Saturn is in Mars’ house and in detriment, so it acts destructively. The destructive ability of the enemies is also given by the aspect of the Moon to Saturn, which is applying, an aspect that is highly detrimental for this nocturnal nativity. This aspect always indicates harm and injury to the one who is born, and if this aspect involves Saturn, ruled by Mars, the accidental significator of enemies, the injury and harm come precisely from them. The native is, therefore, subject to the harmful actions of the enemies, who are numerous and have a quite eloquent nature, as emerged from this analysis. Equally important is the movement of the Moon calculated in the NYCHTEMERON path, which creates an opposition to the second luminary, the Sun. Oppositions or squares between the luminaries, especially when the significators of enemies act harmfully on the significators of life, amplify the enemies’ capacity for harm and their acting ability.

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Carl Gustav Jung: analisi della sua Carta di Nascita. Opere, Azioni, Animo.

La nascita di Carl Gustav Jung è avvenuta in una città della Svizzera il 26 Luglio 1875 alle ore 19:24 orario indicato dalla figlia e ricostruito secondo i racconti della sua famiglia: Jung nasce quando con gli ultimi raggi del Sole. La sua, dunque, è una nascita crepuscolare tuttavia da considerare a tutti gli effetti diurna.

Cosa possiamo dire dal punto di vista astrologico? Partirei con alcune affermazioni riferite a diversi autori antichi che esordiscono dicendo che chi è pianeti buoni in VI casa, può diventare un buon medico. La VI casa ha significato anche sulle opere essendo in trigono alla X, e proprio perché la VI casa è la casa della malattia, può per assurdo diventare per una persona che sceglie la professione medica o sanitaria una grande risorsa.

I medici sono significati da Marte. Notiamo che Marte è governatore della X casa, è occidentale, inoltre è con Mercurio in ireceptio una ricezione “negativa” che tuttavia ha significato sulle modalità delle opere (Marte è nel detrimento di Mercurio; Mercurio nella caduta di Marte). Mercurio è orientale al Sole. Mercurio è in relazione nel mondo con la X casa.

Mercurio e Marte concorrono nel definire le azioni del nativo. Tolomeo dice che Mercurio Marte fanno (tra le varie cose) i medici e i chirurghi. Non sottovalutiamo Mercurio, è in levata eliaca! Mercurio perfeziona la congiunzione a Venere, inoltre vi è mutua ricezione benigna tra Luna e Venere (Luna nella casa di Venere, Mercurio nella casa della Luna). Abbiamo figure molto potenti rispetto alle azioni del nativo (ma anche sulle questioni del’animo e della mente).

La questione opere è chiara: il nativo ha predisposizione per le azioni connesse ai significati di Marte Venere, l’ireceptio per le questioni lavorative può anche significa una incapacità del nativo di adattarsi alle regole comuni, ovvero l’irricevibilità di adattarsi a un costume operativo comune, predispone quindi a tutte quelle azioni od opere che sono o incomprese, oppure controcorrente, o che sfidano un pensiero dominante e comune.

Tuttavia, la proficuità delle opere è data da Mercurio che si unisce alla buona stella di Venere, anche se la nascita è diurna comunque rimane un benefico che in VI casa non è debilitata se tale congiunzione sarà utilizzata per le questioni delle opere! In ambito lavorativo, Jung è stato controcorrente, discepolo (inizialmente) di Freud, poi acerrimo rivale e competitore, promotore di una nuova idea di psicologia e fautore della psicanalisi junghiana.

Inoltre Marte è lento di moto, comunque diretto e libero dai raggi del sole, ma occidentale. L’occidentalità di Marte significa per le questioni delle opere una posizione mediocre nell’esercito, quando è orientale una posizione onorevole nell’esercito, tipica di chi conduce battaglie, nonché il comando degli eserciti. Con questa analogia, Albiruni cosa vuole intendere? Che Marte orientale è più adatto nelle questioni delle opere per azioni belliggeranti, quindi sarà ottimo per chi svolgerà lavori in ambito militare, mentre un Marte occidentale è più tipico, dice lo stesso Albiruni, per un macellaio, un chirurgo, un medico. Quidni l’occidentalità di Marte ci sta tutta nella natività di Jung perché va proprio a identificare la “forza e la determinazione” di Marte di Jung che è una determinazione diciamo più medica che militare!

L’onorabilità del nativo è data dalla angolarità del luminare del tempo, il Sole. Tuttavia l’onorabilità deve essere confermata da altre testimonianze, una delle più importanti è quella legata alle stelle di prima e seconda magnitudine. Per l’onorabilità dobbiamo caloclare il signore della genitura. In questo occasione tengo in considerazione alcune indicazioni di William Lilly, vi leggo questo breve passaggio: lettura.

Allora, Lilly non dice di rivolgersi al metodo di ibn Ezra, che è l’approccio alla ricerca del signore della genitura più gettonato in questi tempi, che ormai possiamo apprenderlo semplicemente facendo una ricerca google. Lilly va un po’ oltre. Dice che il signore della genitura è quel pianeta che ha il più alto numero di dignità essenziali e accidentali. Questo è un principio alla base del metodo di ibn Ezra che tuttavia non tiene in considerazione molte variabili di accidentalità. Con il metodo di ibn Ezra non possiamo tenere conto di variabili accidentali improtanti come il moto retrogrado, il pianeta lento, il pianeta invisibile, che sono tre variabili molto importanti in ambito valutativo. Il signore della genitura è per Lilly un pienata che deve avere le più alte quantità di variabili positive, sia per essenzialità, sia per accidentalità. Non cita i cinque luoghi vitali che incontriamo in ibn Ezra, tuttavia aggiunge un parametro che ho incontrato anche in Ranzovius un autore che è stato preso come fonte da Gadbury e nulla vieta pensare che anche Lilly avesse avuto modo di consultare i testi di Ranzovius, ovvero per il signore della genitura Lilly introduce il parametro dell’Altezza dell’astro. Ovvero l’astro più alto potrebbe essere il signore della genitura, oppure concorrere a tale definizione. Infatti Lilly dice che non è detto che il signore della genitura è un solo pianeta, a volte possono essere anche più pianeti a concorrere a questo titolo.

Inoltre Lilly presenta nella sua opera, come tanti altri suoi colleghi, una tabella di Fortuna e Sfortuna essenziale ed accidentale, per calcolare il “peso” di ogni astro, un peso specifico che ne identificherà la capacità di azione.

Quindi detto questo ho calcolato:

il signore della genitura secondo il metodo comune di ibn Ezra: il risultato è SATURNO.

Poi ho valorizzato il pianeta più alto della genitura, che è GIOVE. Questo pianeta notiamo che ha una grande dignità accidetnale, ovvero la congiunzione a Spica. Notiamo poi che vi è una relazione tra Giove-Saturno di trigono,  poi vediamo che entrambi i pianeti governano la triplicità di aria, che incontriamo nel segno dell’Ascendente, Giove poi è nell’esaltazione di Saturno, e Saturno indossa gli abiti di Giove essendo nel volto di Giove. Insomma secondo la mia valutazione, Saturno è signore della genitura unitamente a Giove. Proprio la posizione di Saturno in casa uno conferma la rigidità analitica del nativo, essendo retrogrado la sua propensione all’esplorare, all’indagine, alla ricerca, ma anche alla riottosità nei confronti delle regole comuni e delle tradizioni comuni, unitamente però all’intervento di Giove ci parla anche di una visione cosmopolitca, molto sperimetnale, la ricerca analitica è gioviale, Giove è con Spica una stella molto importante per le questioni della mente, dell’intelletto in genere, notiamo poi che Marte Saturno Giove formano una figura chiusa, i signori della genitura quindi si associano o collaborano anche con uno dei pianeti delle opere, Marte. Mercurio poi è nell’esaltazione di Giove, Giove nella triplicità di mercurio. Insomma notiamo una incredibile sinergia, armonia tra i punti del tema di Jung che concorrono tutti all’idea di una visione di ricerca, pragmatica, ma anche profondamente riottosa nei confronti dei perimetri e delle tradizioni comuni. La condizione dei signori della genitura, il fatto che il sole è in VII casa, il fatto che Giove è con spica, concorrono poi all’onorabilità del nativo.

Ma per concludere vorrei dire qualcosa sulle inclinazioni dell’animo e della mente di Jung.

Banalmente possiamo dire che Luna Mercurio comunicano tra loro nello zodiaco e nel mondo, quindi la connessione tra animo e mente è presente in Jung, e questa configurazione predispone il nativo all’introspezione, alla meditazione, alla capacità di ascoltare sé stessi e gli altri, ma predispone anche ad una buona dialettica, ad un buon ragioanmento, ad una buona intellettualità e capacità di apprendimento, acciungiamoci poi che la Luna è in mutua ricezione a Venere e quindi le qualità dell’animo sono aggraziate, estetiche, c’è un profondo bisogno di essere notati e apprezzati, la congiunzione Mercurio-Venere per le questioni della mente predispone anche alla ricerca del bene e del bello, tuttavia non possiamo non considerare che Mercurio Venere in VI casa sono anche precursori dei mali dell’animo, ovvero ad una sensibilità nei confronti dei malesseri e delle fragilità. A mio avviso Jung ha gestito questa posizione intanto curando i malesseri degli altri, e guarda caso ha curato le schizofrenie, le depressioni, le manie dei suoi pazienti, e Venere è anche significatrice del medicamento unitamente a Giove, però è anche vero che Mercurio in VI può abilitare nel nativo delle fragilità, delle inquietudini, Mercurio poi è in ireceptio a Marte e questo fatto per le questioni dell’animo e della mente significa inquietudine, irrequietezza, orgoglio, competizione; notiamo poi che Giove è in doriforia alla Luna (questioni dell’animo); inoltre il Sole si trova presso l’ammasso alveare o M44 ovvero Ammasso del Presepe nella costellazione del Cancro, questa luce è una minaccia per la testa, per la vista, per gli occhi, in senso simbolico significa offuscamento, annebbiamento, smarrimento, paure ancestrali, questo ammasso non ha avuto a mio giudizio un effetto sul corpo, ma piuttosto sui moti dell’animo, la VII sono anche i nemici noti o il luogo della competizione, il Sole che tramonta insieme all’ammasso alveare può indicare una intelligenza (poiché il sole significa anche l’intelligenza) a volte annebbiata da paure ancestrali che portano l’animo a smarrirsi nel tramonto della mente e della ratio. Jung è stato un animo molto inquieto e da lui stesso ammesso spesso vittima di vere e proprie crisi esistenziali e trascendentali, mometni di tormento che tuttavia sono stati per lui necessari al fine di comprendere i misteri della psiche. Discesa nelle tenebre che nel caso di Jung gli ha concesso il titolo di padre della psicanalisi.

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Definizione del termine “ASTROLOGIA”

Hubner Wolfgang (Hannover 1939, filologo classico) nel suo “Die Begriffe Astrologie und Astronomie in der Antike” fa notare che il titolo dell’Ottavo Libro di Marziano Capella (IV-V secolo, grammatico romano) è passato da “De Astrologie” a “De Astronomie” nelle edizioni uscite tra la fine del XV secolo e del XIX secolo (l’opera più celebre di Marziano è la “De nuptiis Philologiae et Mercurii” dove in un misto di prosa e versi allegorici presenta le discipline delle arti liberali suddivise in diversi tomi: De Nuptiis Philologiae et Mercurii libro uno e due, poi volumi sulle sette arti ovvero da libro tre a libro nove De arte grammatica, De arte dialectica, De rhetorica, De geometria, De arithmetica, De astronomia, De harmonia.

Morte del Sole, della Luna, e caduta delle stelle (Cristoforo de Predis, XV sec.)

Termini greci riferiti all’Astrologia

Ma i termini greci che si usavano per riferirsi all’Astrologia, come “pratica scientifica”, erano per lo più i seguenti:

genethliaki, che si riferiva specificatamente a tutte quelle pratiche finalizzate allo studio della natività secondo le disposizioni del cielo

apotelesmatikí, che intende riferisci all’efficacia ovvero alla capacità di una data disposizione celeste di produrre un effetto, chiaramente è un termine che si ricollega agli effetti apotelesmatici del cielo sulle cose del mondo sublunare.

Wolfgang Hubner, attraverso le sue ricerche, pare indicare che i termini astrologia e astronomia fossero intercambiabili. Nella Tetrabiblos di Tolomeo l’astrologia è un tipo di prognosi ovvero uno dei mezzi attraverso cui il popolo arriva a predizioni che sono tuttavia il frutto di disposizioni astronomiche.

Due sono le dottrine più importanti e più valide che ci consentono di giungere al fine della previsione astronomica. L’una di esse, prima in ordine e in efficacia, ci offre la comprensione delle configurazioni dei moti del Sole, della Luna e degli astri sia nel loro mutuo rapporto, sia rispetto alla terra, che si verificano in ogni tempo. L’altra è quella mediante la quale investighiamo, in virtù dei caratteri naturali di queste medesime configurazioni, i mutamenti che occorrono nei corpi che esse abbracciano.

Claudio Tolomeo, Tetrabiblos, Libro Primo, Proemio.

Dalla versione italiana tradotta da Giuseppe Bezza.

Tolomeo e le precisazioni nella Tetrabiblos

Tolomeo definisce due modalità di approccio alla realtà celeste, le chiama dottrine e dice che:

  • una è la più importante in ordine di efficacia e serve per comprendere la figurazione dei moti degli astri (e non può che essere quella che chiamiamo astronomia, attraverso la quale noi possiamo stabilire la posizione di una luce nel cielo, di un pianeta, o di una stella, il suo colore, la sua altezza, il suo orientamento, la qualità del suo moto, secondo l’esperienza che arriva all’osservatore nella sua sfera locale);
  • l’altra dottrina è quella che l’osservatore usa per investigare i mutamenti che le nature di queste configurazioni suscitano (ovvero quella che chiamiamo astrologia).

Nel Libro Uno della Tetrabiblos, al capitolo due (Ove si dimostra che la previsione astronomica è possibile e fino a qual punto), Claudio Tolomeo spiega l’Arte astrologica e la fondatezza di tale arte se associata all’astronomia, tuttavia definisce anche i limiti dell’interpretazione. L’autore parla di elementi, e di nature che provengono dal cielo in base alle disposizioni di queste luci: sul pianeta terra notiamo o percepiamo sulla nostra pelle dei cambiamenti ciclici dell’aria, delle temperature, dell’umidità, del caldo, secco, freddo, umido, tali cambiamenti avvengono in corrispondenza di certi fenomeni astronomici; per esempio le stagioni sono un prodotto del cielo, in particolare del Sole.

La particolare e specifica posizione del Sole rispetto ai movimenti e inclinazioni della terra determina l’esplicitazione delle stagioni (o semplicemente delle diverse temperature delle aree del mondo) che oggi sappiamo sono dovute al Sole ma anche a come la sua luce e la sua attività reagiscono con l’atmosfera terrestre.

Le stagioni per esempio ci portano ad osservare che esse sono causa di fenomeni naturali specifici:

  • cambiamenti della natura;
  • nascita e morte delle piante;
  • nascita e morte dei frutti;
  • tali cambiamenti sono alla base della sopravvivenza, senza frutti non ci sarebbe nutrimento, non ci sarebbe agricoltura, non ci sarebbe cultura e tradizioni nate anche dai fenomeni stagionali e dai prodotti e primizie specifici che tali fenomeni causano in base al luogo geografico di riferimento;
  • inoltre, già ai tempi di Tolomeo si evidenzia come la qualità della luce, quindi le qualità del caldo, freddo, umido, secco, nei vari luoghi del mondo, determinavano civiltà e società diverse attraverso le loro tradizioni e folclori che dipendono anche da una questione ambientale ed ecosistemica.

Non a caso è nella Tetrabiblos che Tolomeo classifica i diversi popoli del mondo e dei diversi loro costumi e tradizioni, diversità che dipendono dalle condizioni naturali dei vari ambienti geografici di riferimento. Altresì allude anche agli effetti della Luna che oggi sappiamo ha un importante ruolo nell’espressione del clima, nel regolare le attività della terra; la Luna non causa solo l’alta e la bassa marea, ma causa anche l’innalzamento e l’abbassamento della crosta terrestre secondo il suo ciclo, inoltre è oggi dimostrato che le fasi della luna suscitano impulsi in certi animali, ma è stato anche dimostrato che la diversa luminosità della luna nelle sue varie fasi causa produzioni ormonali nell’uomo diverse, stessa cosa è causata anche dalle stagioni; quindi i periodi caldi alternati da quelli freddi suscitano cambiamenti nel corpo degli animali e degli esseri umani, corpi che reagiscono alle variazioni del tempo, del clima, delle temperature, che sono un prodotto del cielo. Senza stelle, senza il Sole e la Luna, senza le luci della sfera celeste, senza l’ordine con cui è regolato il meccanismo celeste, non ci sarebbe la vita come la vediamo in questo momento sul nostro pianeta. Tolomeo dunque offre una spiegazione razionale alle interpretazioni celesti, e cerca di bandire tutto ciò che invece è superstizione e banale magia.

Aggiunge poi che l’arte interpretativa è congetturale e dipende dall’indagine e dall’osservazione, afferma infatti che una certa configurazione si ripeterà ciclicamente nel tempo, ma una stessa configurazione non avrà mai lo stesso significato. Questo è il principale motivo per il quale a volte le interpretazioni falliscono perché ci si riferisce a indicazioni “precedenti” che sovente presentano delle sottili divergenze; comunque sia, Tolomeo quando parla di interpretazione e congettura si riferisce ad un approccio di “indagine”: pare riferirsi all’Astrologia non come ad una forma di arte della “congettura precostituita” da riportare di volta in volta, ma piuttosto come “metodo di elaborazione” dei dati astronomici e delle qualità del cielo, dal quale è necessario trarre di volta in volta giudizi deduttivi e che possono risultare non certi, non assoluti, o di volta in volta da adattare al nesso storico-ambientale-sociale-culturale di appartenenza.

Astronomia e Astrologia dipendono l’una dall’altra

In epoca antica l’Astronomia era frequentemente intercambiata con l’Astrologia. Era abbastanza naturale che un calcolo delle posizioni celesti, delle coordinate dei pianeti, il loro comportamento nella sfera locale e celeste, giudicare la loro luce e il loro spettro colorato, portava poi in modo “naturale” ad una interpretazione congetturale sulle questioni del mondo. Per quale motivo?

  1. Perché il mondo antico riteneva l’alto collegato al basso, il basso collegato all’alto, non in senso esoterico, simbolico, o archetipico, ma in senso fisico e letterario. Ogni fenomeno naturale è dovuto ad una connessione celeste non magica ma fisica.
  2. Il concetto di “determinismoè infatti oggi molto frainteso: per il pensiero antico determinismo significa un qualcosa che è stabilito dalle leggi fisiche e naturali. In un certo senso il tramonto è un fatto deterministico, come il sorgere del Sole. Deterministico è il fatto che il Sole in un certo momento dell’anno causa cambiamenti nei cicli naturali degli ecosistemi, in quelle che chiamiamo “stagioni” dove la quantità di luce, la sua specificità, la qualità del calore, dell’umidità, del freddo e della secchezza, suscitano eventi naturali nelle realtà vitali del mondo. Deterministico è dunque ciò che le disposizioni del cielo “determinano” sul piano terrestre e naturale, con cambiamenti nella natura delle cose.
  3. Ne consegue che la disposizione del cielo nel momento della nostra nascita descrive un “momento naturale”. Potremmo paragonarla ad una mappa celeste che intende dirci le qualità del caldo, del freddo, del secco, dell’umido, elaborate attraverso diversi criteri e metodologie. Queste disposizioni indicheranno dunque il modello naturale in cui l’individuo nasce, e ne consegue che tale modello porterà a congetturare una serie di possibili interpretazioni per le questioni pratiche della vita del singolo individuo: ovvero ciò che il nostro sistema vitale e biologica può e non può elaborare nei suoi diversi sistemi, animici come cognitivi.

Conclusioni: definizione finale

Quindi, cos’è l’Astrologia? Con cognizione e ragionamento non possiamo escludere l’astronomia dall’astrologia, le due dottrine dipendono l’una dall’altra. La diversificazione delle due materie, che si fa più evidente a partire dalla fine del X secolo, per poi subire una dicotomia totale in epoca illuministica, è per l’astrologo impropria.

Infatti, l’Astrologia dipende prima di tutto dallo studio del cielo: sono le disposizioni della volta celeste e il modo in cui tali disposizioni sono percepite dall’osservatore nella sua sfera locale a determinare o a classificare certe nature, la matematica celeste è per l’Astrologo un importante “decreto” da cui partire, perché nulla è lasciato al caso o all’intuizione personale, e ogni disposizione ha una sua corrispettiva espressione naturale.

Compresa la natura del cielo che stiamo osservando, passeremo alla parte interpretativa che ha lo scopo di definire come le nature del cielo intendono esprimersi sull’oggetto di nostro interesse (per esempio sul corpo di una persona e sulle sue inclinazioni). Tale congettura intende tradurre le nature proprie degli eventi celesti propagate nell’atmosfera terrestre e come tali nature agiranno sull’individuo. Per congetturarle è necessario conoscere la natura delle cose terrestri, quella che un tempo rientrava nella filosofia naturale, sapere cioè il caldo cosa causa nel corpo, cosi il freddo, così l’umido e il secco, è necessario comprendere come certe nature agiscono nei vari settori dell’esistenza individuale, come agiscono nel modo di esprimere le nostre opere, le nostre azioni, le attività lavorative e sociali, le relazioni, il nostro rapporto con gli altri, il nostro carattere eccetera.

L’astrologia è, in conclusione, quel modello congetturale attraverso cui l’astrologo interpreta i fenomeni del cielo relazionati alla vita di un individuo (per esempio nello studio del tema natale) con lo scopo di definire come le nature del cielo, che agiscono su quelle ambientali ed ecosistemiche, interagiranno con il sistema biologico e vitale dell’individuo definendo temperamento e inclinazioni dell’animo e della mente, da cui si generano tutte le nostre predisposizioni sociali, individuali, caratteriali, relazionali. Ne consegue che la congettura e l’interpretazione devono tenere conto anche del nesso storico di appartenenza, e dei modelli sociali e culturali a cui ogni persona è relazionata.

I limiti dell’astrologia sono ancora oggi gli stessi indicati da Tolomeo:

  1. l’interpretazione astrologica poiché è arte congetturale può fallire nel suo processo interpretativo, perché si limita esclusivamente ad una interpretazione naturale dei fenomeni celesti e di come essi interagiscono con l’Essere e con le sue strutture animiche e cognitive;
  2. l’astrologia nel suo modello genetliaco non può evidentemente “prevedere ogni cosa” perché molte cose non sono congetturabili nei modelli astrologici, per esempio gli eventi di epidemia o tutti quegli eventi che in un preciso momento coinvolgono tantissime persone nello stesso istante, non possono essere congetturate nell’astrologia genetliaca o nello studio del tema natale, perché tali eventi dipendono da questioni collettive e che riguardano un territorio intero o un ambiente molto ampio, in tal senso interviene nella dottrina astrologica la branca dell’astrologia mondiale (o cattolica) che attraverso lo studio delle sizigie, delle eclissi, delle grandi medie piccole congiunzioni secondo la teoria delle congiunzioni Giove Saturno, possono darci indicazioni più generali su eventi che possono riguardare la politica, la società, l’aria che respiriamo, le guerre, le epidemie, le questioni agricole e industriali, eventi che poi agiranno nel nostro mondo individuale di riflesso;
  3. inoltre applicare interpretazioni astrologiche senza una padronanza minima della dottrina e dei suoi metodi, ed escludendo da tale pratica l’astronomia e i suoi criteri di valutazione delle luci del cielo, rischia di portarci a interpretazioni e congetture prive di fondamento, o basate sul solo intuito personale.

Se consideriamo l’Astrologia come un “modello” che intende rappresentare qualcosa di fisico e di calcolabile astronomicamente, stiamo di fronte a una scienza a tutti gli effetti, ma che rientra non nelle scienze empiriche ma piuttosto in quelle interpretative, figurative, di elaborazione creativa ma che parte comunque da input di matematica astronomica. Il modello astrologico non è un modello assoluto, e non è detto che tutti debbano percepirlo come attendibile, ma è piuttosto un modello di indagine, che tenta attraverso i suoi principi di tradurre la natura delle cose celesti e terrestri in principi che attivano, disattivano, predispongono, inclinano, inibiscono o impediscono, certe inclinazioni naturali, in quel principio più che di buon senso ove per ognuno di noi non c’è un “destino precostituito e immutabile” ma piuttosto ci sono “potenzialità e limiti”, entrambe dettate dalle leggi intrinseche del nostro sistema biologico, connesso alla Terra che a sua volta è in connessione al Cielo e alle sue disposizioni e nature.

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Le Mansioni Lunari nel programma astronomico STELLARIUM

Il Programma Stellarium è un software liberamente scaricabile di tipo astronomico, un atlante celeste nonché un programma potente per lo studio dei fenomeni luminosi celesti corredati di importanti dati astronomici. Il programma prevede l’utilizzo di diversi atlanti stellari, tra i quali appare anche la suddivisione del cielo nelle 28 mansioni lunari. Nel video che segue vediamo come attivare le mansioni lunari nel programma Stellarium (scaricabile dal seguente link).

COME ATTIVARE LE MANSIONI LUNARI SU STELLARIUM SOFTWARE

Definizioni generali

Le stazioni o dimore lunari secondo la tradizione araba descrivono le 28 aree del cielo scelte nell’antica Arabia per definire la posizione giornaliera della luna durante il suo viaggio mensile intorno al cielo.

Originariamente le Manāzil al-Qamar, ovvero le dimore lunari, erano un sistema di 28 stelle, o meglio gruppi di stelle, vicino alle quali la luna compie il suo movimento orbitale (quello che è stato definito per esempio da Ornella Pompeo Faracovi come “eclittica lunare” nel suo approfondimento dal titolo “Le Mansioni Lunari” pubblicato nel Volume 13 No.2 del 2007 pp 703-709 in “Bruniana & Campanelliana” pubblicato da Accademia Editoriale). Questo sistema era stato già adottato nel periodo pre-islamico, ovvero prima del VII secolo dell’era comune.

Uso agricolo e non solo delle mansioni lunari

Gli asterismi ovvero le varie stelle (chiamate fiduciarie) di ogni stazione lunare servivano a divedere l’anno siderale e solare di 365 giorni in 28 periodi ognuno di 13 giorni, ad eccezione di un periodo “speciale” a cui venivano attribuiti 14 giorni.

Questi 28 periodi sono chiamati Anwāʾ, plurale di nawʾ. Ogni nawʾ è determinata da una stella (a volte più di una) caratteristica: quando questa stella sorge al mattino durante l’alba (a est, quindi poco prima del Sole), è l’inizio della nawʾ successiva. Il nome del nawʾ dà il nome alla dimora lunare. Un ciclo completo di tramonto e sorgere per ciascuna delle 28 dimore lunari, una dopo l’altra, va a costituire un anno solare tuttavia “visto e osservato” attraverso una metrica lunare.

Questo sistema era utilizzato per determinare in particolare il tempo, per esempio i periodi di pioggia o di siccità (fonte di riferimento: Helaine Selin, Encyclopaedia of the History of Science, Technology, and Medicine in Non-Western Cultures, Lunar Mansions in Islamic History, Kunitzsch P. p 520) Gli arabi dicevano: ogni nawʾ (ovvero ogni periodo di 13/14 giorni) è caratterizzato da un modello meteorologico distintivo di pioggia, vento e temperatura (fonte di riferimento: Ibn Qutaybah (b. 828 d. 884 or 889), Kitab al-Anwā’, pp 6,7; Arabic print of the original book in 1956 in India Hydarabad/Deccan).

Una descrizione dettagliata delle stelle di ogni mansione lunare, dei tempi della loro levata eliaca e una compilazione delle conoscenze astronomiche e meteorologiche degli antichi arabi, si trova nel Libro della meteorologia (arabo: Kitāb al-anwāʾ), scritto da Ibn Qutaybah (nato nell’828 – morto nell’884 o 889). Di questo libro sono sopravvissute copie manoscritte ed è stato stampato in India nel 1956 (fonte di riferimento: Helaine Selin, Encyclopaedia of the History of Science, Technology, and Medicine in Non-Western Cultures, Ibn Qutayba, Kunitzsch P. p 429).

Le mansioni avevano un uso particolare nelle attività agricole quindi avevano lo scopo di programmare i tempi relativi alla semina, al raccolto, oppure alla manutenzione o al lavoro della terra per scopi di coltivazione. Inoltre erano utilizzate per scopi di viaggio, per propiziare per esempio una spedizione commerciale, una ambasceria, o ancora per scopi di medicina, cura, terapia.

Anche recenti ricerche filologiche (riferimento: C. Philipp E. Nothaft “Sideral Astrology in Medieval Europe (XII-XIII sec.), traces of a forgotten tradition“, pubblicata nell’International journal of divination and prognostication, volume 3 pagine 45-84) hanno dimostrato che nell’Europa medievale del XII e XIII secolo gli astrologi islamici specialmente di al-Andalus (da dove nascono le prime pubblicazioni del Picatrix di cui non esiste nessuna copia originaria, se non ri-trascrizioni dal presunto originale) operavano l’Arte Astrologica attraverso un frequente uso delle stelle, tanto che in numerosi manoscritti di questo periodo, gli astrologi di al-Andalus consigliano di dare “giudizi siderali” anche sulle questioni della natività. A parte questa importante testimonianza che dimostra l’apertura di questi astrologi nei confronti dei livelli siderali del cielo, esiste una ricchissima letteratura di brevi trattati e poesie che descrivono gli asterismi delle 28 dimore.

Un poema dedicato alla descrizione delle stelle delle dimore lunari è stato pubblicato da Gustave-Adolphe de Calassanti-Motylinski nel 1899 nel suo libro Les mansions lunaires chez les Arabes, attribuito a Muḥammad al-Maqri (1578-1638) (fonte di riferimento: Ta̕rīf manāzil alkamar, Les mansions lunaires des Arabes; Muhammad al-Mukrī.; A de Calassanti-Motylinski published in Alger, Imprimerie orientale, 1899).

Segue un esempio di una poesia in arabo (purtroppo non sono riuscito a trovare traduzioni in inglese o in altra lingua) di un poema riferito a Muḥammad al-Maqri dove secondo le fonti consultate sono descritte, con uno stile narrativo e poetico, le 28 mansioni lunari (link).

Gli almanacchi agricoli basati sulla levata eliaca delle stazioni lunari sono ancora oggi in uso. Il calendario ufficiale dell’Arabia Saudita include questi orari (vedi qui: Official Calendar of the Kingdom of Saudi Arabia). Si dimostra che l’uso delle dimore lunari specialmente per questioni agricole è focalizzato sul ruolo delle stelle, specialmente sulle 28 stelle o asterismi connessi alle 28 stazioni lunari, e specialmente quando queste stelle sono in levata eliaca (visibili) e in relazione alla Luna. Questi comportamenti delle luci davano in passato, ma ancora oggi, descrizioni del tempo, o indicazioni da almanacco per le questioni agricole.

Riporto un bollettino del 2002 che dimostra come ancora oggi le dimore lunari sono usate nei territori dell’Arabia per questioni agricole, in questo caso ci riferiamo alla levata eliaca della stella fiduciaria della Terza Dimora Lunare al-Thurayya (il cui asterismo fiduciario sono le Pleiadi) relativamente al 7 giugno 2002 [fonte di riferimento: Moon stations and Agriculture seasons. A bulletin by the Agriculture Administration of the Chamber of Commerce in Riyadh, Saudi Arabia. 2002]: Il clima diventa più caldo e il vento più forte. Le erbe selvatiche si seccano. L’acqua dei pozzi diventa meno profonda. Le piogge sono rare in questo periodo. Gli insetti primaverili iniziano a scomparire. I datteri delle palme iniziano a prendere colore. Si raccomanda di irrigare gli alberi con le giuste quantità e di interrompere l’irrigazione delle viti quando l’uva inizia a colorarsi.

Descrizione dettagliate delle stelle fiduciarie

Ibn Qutaybah (nato nell’828 – morto nell’884 o nell’889) nel suo libro Kitāb al-anwāʾ fornisce una descrizione dettagliata delle stelle di ogni stazione lunare, mentre un’identificazione accurata può essere ricavata dal Libro delle stelle di al-Sufi (morto nel 986). Nel suo libro, al-Sufi mappa le stelle conosciute dagli antichi arabi con quelle delle Costellazioni tolemaiche. Segue un esempio delle definizioni di al-Sufi delle stelle delle dimore lunari al-Ġafr dove incontriamo un complesso asterismo composto non da una sola stella ma da più stellle (fonti di riferimento: Book of the Stars by al-Sufi (died 986): Critical edition with commentary by Khalid AlAjaji, digital edition, 2021 AD, كتاب الكواكب لأبي الحسين عبد الرحمن بن عمر الرازي المعروف بالصوفي (291-376)، تحقيق خالد بن عبد الله ; Schjellerup, Description des etoiles fixes, 1874, p. 163): La ventiduesima [stella della Vergine] e la ventitreesima che è sulla coda [orlo della veste] con la venticinquesima sul piede sinistro [della Vergine] sono chiamate [dagli arabi] al-Ghafr che è la quindicesima dimora lunare.

Mansioni lunari nel software Stellarium

Su stellarium l’attivazione dell’atlante delle mansioni lunari secondo la tradizione araba segue l’eredità di questi autori che identificano per ogni dimora lunare una o più stelle fiduciarie. Chi ha competenze astronomiche, esordisce lo stesso approfondimento di Stellarium, non avrà alcuna difficoltà nel rintracciare queste stelle. Inoltre ogni stella viene inserita all’interno di uno “spazio lunare” che convenzionalmente ha una ampiezza compresa tra 12-13 gradi (esattamente 12,857°): come per le costellazioni, le suddivisioni delle dimore lunari non possono essere considerate “nette e precise”, ma marginali e solo identificative di un’area siderale dove tuttavia il riferimento a cui rivolgerci non può che essere uno solo: la luce delle stelle fiduciarie!

Elenco delle mansioni lunari identificate da Stellarium

  1. (Arabic: الشرطان) Al-Sharaṭān (The two signs) or (Arabic: الأشراط) “al-Ashrāṭ” (The signs) composed of the 3 stars: α Ari (Hamal), β Ari (Sheratan) and γ2 Ari (Mesarthim)
  2. (Arabic: البطين) Al-Buṭayn (The small belly [of the little ram]) composed of the 3 stars: ε Ari, δ Ari (Botein), and ρ3 Ari
  3. (Arabic: الثريا) Al-Thurayyā (Pleiades) composed of the star cluster of the Pleiades
  4. (Arabic: الدبران) Al-Dabarān (The Follower [of the Pleiades]) composed of the single star α Tau (Aldebaran)
  5. (Arabic: الهقعة) Al-Haqʿah (The mark on the horse side) composed of the three stars on the head of Orion: λ Ori (Meissa), φ1 Ori and φ2 Ori
  6. (Arabic: الهنعةAl-Hanʿah (The bend in the neck of a camel) composed of the 2 stars: γ Gem (Alhena) and ξ Gem
  7. (Arabic: الذراع) Al-Dhirāʾ (Retracted arm [of the lion]) composed of the 2 stars: α CMi (Procyon) and β CMi (Gomeisa)
  8. (Arabic: النثرة) Al-Nathrah (The tip of the nose of the lion) composed of the Praesepe cluster and the 2 stars: γ Cnc (Asellus Borealis) and δ Cnc (Asellus Australis)
  9. (Arabic: الطرف) Al-Ṭarf (The eyes of the lion) composed of the 2 stars: ε Leo and ο Leo (Subra)
  10. (Arabic: الجبهة) Al-Ǧabhah (The forehead of the lion) composed of 4 stars: ζ Leo (Adhafera), γ1 Leo (Algieba), η Leo and α Leo (Regulus)
  11. (Arabic: الزبرة) Al-Zubrah (The mane of the lion) composed of the 2 stars: δ Leo (Zosma) and θ Leo (Chertan)
  12. (Arabic: الصرفة) Al-Ṣarfah (The change to colder weather) composed of one star: β Leo (Denebola)
  13. (Arabic: العوا) Al-ʿAwwā (The bend) composed of 5 stars: β Vir (Zavijava), η Vir (Zaniah), γ Vir (Porrima), δ Vir and ε Vir (Vindemiatrix)
  14. (Arabic: السماك) Al-Simāk (The unarmed high one) composed of the star α Vir (Spica)
  15. (Arabic: الغفر) Al-Ġafr (The cover) composed of 3 stars: ι Vir (Syrma), κ Vir and λ Vir
  16. (Arabic: الزبانى) Al-Zubānā (The claws of the scorpion) composed of the 2 stars: α2 Lib (Zubenelgenubi) and β Lib (Zubeneschamali)
  17. (Arabic: الإكليل) Al-Iklīl (The ornamented headband, The diadem) composed of the 3 stars: β1 Sco (Acrab), δ Sco (Dschubba) and π Sco.
  18. (Arabic: القلب) Al-Qalb (The heart of the scorpion) composed of the star α Sco (Antares)
  19. (Arabic: الشولة) Al-Shawlah (The sting of the scorpion) composed of the 2 stars: λ Sco (Shaula) and υ Sco (Lesath)
  20. (Arabic: النعائم) Al-Naʿaʾim (The Ostriches) 8 stars: γ2 Sgr, δ Sgr, ε Sgr, η Sgr, σ Sgr, φ Sgr, τ Sgr, and ζ Sgr
  21. (Arabic: البلدةAl-Baldah (The empty area) is the area where there are no stars (between al-Naayem and Saad al-Thabih)
  22. (Arabic: سعد الذابح) Saʿd al-Dhābiḥ (The lucky star of the Slaughterer) composed of the 3 stars: α1 Cap (Algedi), β Cap (Dabih), and ν Cap
  23. (Arabic: سعد بلع) Saʿd Bulaʿ (The lucky star of the swallower) composed of the 3 stars: ν Aqr, μ Aqr and ε Aqr (Albali)
  24. (Arabic: سعد السعود) Saʿd al-Suʿūd (The luckiest of the lucky stars) composed of the 3 stars: β Aqr (Sadalsuud), ξ Aqr and λ Cap
  25. (Arabic: سعد الأخبية) Saʿd al-Aḫbiyah (The lucky stars of the tent dwellers) composed of the 4 stars: γ Aqr (Sadachbia), π Aqr, ζ2 Aqr and η Aqr
  26. (Arabic: المقدم) Al-Muqaddam (The front bucket mouth) composed of the 2 stars: α And (Alpheratz) and γ Peg (Algenib)
  27. (Arabic: المؤخر) Al-Muʾaḫar (The rear bucket mouth) composed of the 2 stars: β Peg (Scheat) and α Peg (Markab)
  28. (Arabic: الرشاء أو الحوت) Al-Rishāʾ or al-Ḥūt (The rope of the well bucket or The Fish) composed of the star β And (Mirach) and two arcs of stars making a figure of a fish

Alcune particolarità sulla lista delle mansioni lunari di Stellarium

Il super leone e le figure della dimora lunare al-Ǧawzāʾ dell’antica tradizione stellare araba – Dai nomi delle stazioni lunari dalla settima alla quindicesima si può notare che fanno parte di una figura di leone. Questa figura araba del leone copre circa 100 gradi, un po’ più della metà della cupola del cielo. Dai nomi di queste stelle si può costruire una figura di leone.

Due delle stazioni lunari, al-Haqʿah e al-Hanʿah, fanno parte delle stelle al-Ǧawzāʾ. al-Ǧawzāʾ è la figura che copre Orione più alcune stelle intorno – Gli antichi arabi immaginavano queste stelle come una figura di donna con arco e freccia puntata sul leone (un’immagine probabilmente influenzata dall’Egitto romano: si veda la raffigurazione sullo zodiaco di Denderah che mostra tracce babilonesi e greche di costellazioni). Roland Laffitte ha parlato di queste due figure e ha offerto una rappresentazione di ciascuna di esse nel suo articolo: Our Arab Heritage in the CelestialVault. Una discussione più dettagliata dell’antica tradizione stellare araba si trova nel suo libro: “Le Ciel des Arabes“.

Fonte principale delle mansioni lunari su Stellarium

La fonte principale è Khalid al-Ajaji con documentazione aggiuntiva da parte di Susanne M. Hoffmann.

Conclusioni

Le mansioni lunari in Stellarium seguono dunque una logica siderale, la suddivisione si appella ai 28 asterismi propri di ogni dimora lunare che sono largamente descritti da una corposa letteratura.

NOTE FINALI
Il contenuto di questo articolo proviene dalla descrizione delle mansioni lunari di Stellarium, tradotto in italiano, con alcune integrazioni.

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Doriforia: figura di dignità. Come individuarla?

DORIFORIA è la disposizione di un pianeta rispetto ad un altro. Generalmente la Doriforia intende riferirsi al rapporto dei pianeti con i due luminari, secondo orientazioni di essenzialità ed accidentalità come la dignità propria, la fase, il moto, l’aspetto, il luogo, l’hairesis. La figura della doriforia è ampiamente citata da Tolomeo e ripresa da tutti i commentatori e autori successivi.

Avere pianeti doriforici è un’indicazione favorevole specialmente nei giudizi riguardanti i genitori, la fortuna in genere, gli onori, il successo, nonché indicatore di animo nobile o di capacità empatiche, emotive, di sensibilità e di comprensione delle cose. Possiamo dire che avere un pianeta doriforico, in generale, è come avere una protezione speciale, non ci preserva dal male o dalla sfortuna, ahimè, ma piuttosto potrebbe indicarci la capacità del nativo di emergere dalle difficoltà o di affrontarle con capacità, strategia, pragmatismo.

Un pianeta doriforico è come un Cavaliere sul suo Cavallo, tiene una lancia, avanza facendo strada al nativo, proteggendolo contro le avversità della vita e dando coraggio e determinazione.

La doriforia: regole generali

Distinguiamo prima di tutto la doriforia dei pianeti al Sole e la doriforia dei pianeti alla Luna, selezioniamo poi dei criteri di selettività per la definizione della figura.

La regola generale da tenere in mente è la seguente: sono doriforici al Sole i pianeti Giove Saturno Marte quando orientali al Sole e i pianeti Mercurio Venere quando occidentali al Sole. Sono doriforici alla Luna i pianeti Giove Saturno Marte quando occidentali alla Luna e i pianeti Mercurio Venere quando orientali alla Luna.

Un pianeta è “orientale” al Sole o alla Luna quando sorge prima rispetto al Sole o alla Luna. Un pianeta è “occidentale” al Sole o alla Luna quando sorge dopo rispetto al Sole o alla Luna.

Tuttavia non basta la disposizione… il pianeta può anche sorgere prima o dopo il Sole o la Luna, ma potrebbe avere condizioni che “inabilitano” la doriforia, quindi deve anche rispettare altri criteri.

I pianeti che esprimeranno doriforia al Sole sono Saturno Giove Marte quando sorgono prima del Sole, e Venere Mercurio quando sorgono dopo il Sole, unitamente a:

  1. al moto diretto
  2. ad un passo veloce
  3. alla presenza nello stesso emisfero del Sole
  4. alla presenza di qualche dignità essenziale
  5. inoltre più efficienti ed efficaci saranno in particolare Giove Saturno perché pianeti diurni
  6. aspetti Sole pianeta doriforico rafforzano il legame
  7. personalmente considero anche le mutue ricezioni e gli aspetti di declinazione

I pianeti che esprimeranno doriforia alla Luna sono Saturno Giove Marte quando sorgono dopo la Luna, e Venere Mercurio quando sorgono prima della Luna, unitamente a:

  1. al moto diretto
  2. ad un passo veloce
  3. alla presenza nello stesso emisfero della Luna
  4. alla presenza di qualche dignità essenziale
  5. inoltre più efficienti ed efficaci saranno in particolare Marte Venere perché pianeti notturni
  6. aspetti Luna pianeta doriforico rafforzano il legame
  7. personalmente considerato anche le mutue ricezioni e gli aspetti di declinazione

Possiamo avere diversi livelli di doriforia, ma sono più variabili e più testimonianze a permettere di identificare tale figura. Più variabili rispettate più efficace risulta essere la testimonianza della doriforia. La condizione perfetta è ovviamente la visibilità del pianeta doriforico al Luminare, la giusta distanza dal luminare, l’aspetto con il luminare, l’essere di moto diretto e veloce, l’essere in hayz. Ovviamente è frequente riscontrare che tutte le variabili non risulteranno rispettate, e questo renderebbe molto “rara” la figura doriforica. Quindi le condizioni imprescindibili sono: l’orientazione dell’astro rispetto al luminare che stiamo considerando (quindi il rispetto della disposizione orientale / occidentale in base al caso), la visibilità dell’astro. Poi concorrono a fortificare la figura: la presenza di dignità essenziali, di mutue ricezioni importanti, la condizione di moto diretto, pianeta veloce, il rispetto dell’hairesis, gli aspetti tra pianeta e luminare. All’interno dell’approccio valutativo dobbiamo quindi vedere l’insieme… e giudicare caso per caso.

L’interpretazione dei pianeti doriforici

Come interpetriamo la doriforia? Possiamo intanto definirla in modo generale distinguendo l’area di azione della doriforia. Quindi:

  1. I pianeti doriforici al Sole sono significativi sull’onore, sulla fama, sull’onorabilità, sulla socialità del nativo, ovvero sulla capacità del nativo di emergere, di portare avanti i propri progetti, ha significato anche sul bene famigliare e genitoriale, sulla capacità di conservazione, di autorità e autorevolezza, possono indicare anche la capacità di superare gli ostacoli con determinazione.
  2. L’assenza di pianeti doriforici al Sole non indicano un destino avverso, perché devono esserci testimonianze ulteriori: l’eventuale assenza della doriforia può essere compensata da altre figure che aiutano la natività, ma in genere l’assenza di questa figura potrebbe indicarci un soggetto che ha più difficoltà nell’emergere, nell’affrontare le attività della vita, o una maggiore difficoltà nell’investire sulla propria autorevolezza sociale, nonché essere un indicatore di possibili situazioni instabili legate ai contesti famigliari o ereditari o ambientali (ripeto… unitamente ad altre testimonianze, non basta la sola assenza della doriforia).
  3. I pianeti doriforici alla Luna sono significativi sull’animo del soggetto, quindi possono indicarci amabilità, capacità percettiva, di comprensione, di analisi, di elaborazione, di meditazione, di ponderazione, empatia, capacità di elaborare le emozioni anche negative e rialzarsi dalle sfide emotive, capacità di vincere le frustrazioni o i mali dell’animo (anche in questo caso è bene specificare che non basta avere un pianeta doriforico alla Luna, devono esserci più testimonianze).
  4. L’assenza di pianeti doriforici alla Luna possono significare una maggiore vulnerabilità emotive, ai sentimenti, alle sensazioni, essere più fragili dal punto di vista emotivo, può portare a sentimenti decadenti, oppure in presenza di mali dell’animo fortificano la vulnerabilità del nativo (invece in presenza di mali dell’animo con un pianeta doriforico alla Luna, questo può aiutare il nativo ad affrontarli e gestirli).

Insomma, come capite l’interpretazione della doriforia è complessa e dipende da più variabili, va poi analizzato caso per caso. Nello spazio di un articolato è impossibile trasmettervi la complessità dell’argomento, che richiederebbe più tempo e la necessità di aprire diversi capitoli dell’astrologia importanti da conoscere e capire (come il complesso discorso sulle dignità, fasi, visibilità, eccetera). Possiamo però dedurre da quanto indicato che un pianeta sotto i raggi del Sole o combusto ad esso… non potrà mai essere doriforico al Sole o alla Luna. Infatti il criterio essenziale per la definizione di un pianeta doriforico è la sua “giusta” distanza dal Sole, e quindi condizione imprescindibile è proprio la visibilità dell’astro.

Esempio doriforia sulla natività di Sergio Mattarella

Propongo un esempio pratico sulla natività dell’attuale Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nato il 23 Luglio 1941 alle ore 11:40, a Palermo (Rodden Rating AA Collector Astro DataBank Bordoni).

La natività di Sergio Mattarella è diurna. Parto nel considerare l’eventuale doriforia al Sole considerando in particolare i pianeti diurni Giove e Saturno.

  1. Giove sorge prima del Sole.
  2. Giove è libero dai raggi del Sole, è visibile.
  3. Giove è in detrimento (debilità essenziale) tuttavia è anche in triplicità (governa i segni di aria secondo i signori della triplicità della tradizione araba), quindi non ha una essenzialità fortissima, ma comunque la detiene nonostante il detrimento.
  4. Inoltre Giove è di moto diretto e il suo passo è veloce.
  5. Si trova nello stesso emisfero del Sole.
  6. Secondo le valutazioni di hairesis è in hayz.
  7. Non vi è aspetto tra Sole e Giove.

Giove possiamo considerarlo doriforico al Sole, nonostante comunque la presenza del detrimento (condizione di debilità essenziale) e nonostante l’assenza di un aspetto diretto Sole-Giove, il motivo è legato alla sua posizione nel mondo, Giove è trigono all’Ascendente che è un punto vitale (Cardano dice che l’Ascendente si assimila al Sole), inoltre ha numerose qualità e comunque reagisce al detrimento poiché nella sua triplicità.

  1. Saturno sorge prima del Sole.
  2. Saturno è libero dai raggi del Sole, è visibile.
  3. Saturno è nel suo confine e se vogliamo considerare anche la dignità dei volti, è nei suoi volti.
  4. Inoltre Saturno è di moto diretto e il suo passo è veloce.
  5. Si trova nello stesso emisfero del Sole.
  6. Secondo le valutazioni di hairesis non possiamo considerarlo comunque in hayz poiché il segno che occupa è femminile.
  7. Nel mondo il Sole è in sestile a Saturno.

Saturno possiamo considerarlo doriforico al Sole, rispetta molte condizioni imprescindibili alla doriforia, incluso un aspetto di sestile nel mondo con il luminare.

La posizione dei pianeti Giove-Saturno non è angolare, Giove tuttavia è in trigono nel mondo all’Ascendente. Teniamo in considerazione che Giove ha una mutua ricezione con Mercurio (infatti Giove è nel domicilio di Mercurio, Mercurio è nell’esaltazione di Giove). Per ora possiamo dire che i pianeti doriforici al Sole sono Saturno e Giove, tra i due ritengo che Giove è quello posizionato meglio e che detiene maggiore capacità doriforica specialmente per il suo aspetto all’Ascendente. Anche Saturno è sicuramente doriforico, e comunica con il Sole quindi ha comunque un peso nel concedere virtù doriforiche al nativo. Tuttavia Giove è in congiunzione per grado di passaggio alla luminosa Rigel (Beta Orion) dotata di una elevata luminosità, tutte le stelle luminose (di prima e seconda magnitudine) concorrono a significare l’onore e l’onorabilità del nativo e comunica con l’Ascendente significatore per eccellenza del temperamento e del corpo, quindi Giove pur non avendo aspetti secchi o precisi con il Sole, agisce sull’Ascendente che – come indicato dal Cardano – si assimila al Sole (infatti affinché un pianeta doriforico possa esprimersi nella natività, deve in qualche modo agire sui punti vitali della natività stessa, sul luminare che stiamo prendendo in considerazione oppure sui punti vitali come può essere l’Ascendente ma personalmente considero anche il Governatore dell’Ascendente come anche il Signore della Genitura, come vedremo più avanti per la doriforia lunare).

Passiamo a considerare la doriforia alla Luna.

  1. Osserviamo immediatamente che Mercurio sorge prima della Luna, quindi è un pianeta potenzialmente doriforico alla Luna.
  2. Mercurio non ha molte dignità, l’unica è il volto che possiamo considerare come presupposto nell’impedire la condizione peregrina (anche se Tolomeo pare non considerasse molto i volti, mentre nell’astrologia medievale e rinascimentale, nonché nella letteratura araba, sono fortemente considerati perché il volto è come “l’abito indossato dal pianeta” i vestiti che indossa).
  3. Mercurio tuttavia è lento.
  4. Comunque è un Mercurio libero dai raggi del sole e risulta visibile.
  5. La visibilità di Mercurio non è così scontanta!
  6. Mercurio è dotato di moto diretto.
  7. Inoltre occupa la decima casa, casa angolare.
  8. Inoltre è il pianeta più alto.
  9. Poi è signore della Genitura secondo il metodo di William Lilly.
  10. Mercurio è un importante significatore delle opere perché è in decima casa e congiunto alla cuspide della decima casa.

Mercurio pur non avendo tutte le condizioni, rispetta molte situazioni di doriforia e possiamo considerarlo quindi doriforico alla Luna. Mercurio conferisce una buona empatia, nonché una buona capacità di elaborazione emotiva, sensibilità, tranquillità, essendo poi Mercurio nella casa della Luna significa disponibilità, amabilità, dedizione nei confronti del prossimò, un’animo indagatore e sensibile.

Giove doriforico al Sole. Mercurio doriforico alla Luna.

Concludo considerando in particolare Giove doriforico al Sole e Mercurio doriforico alla Luna. Inoltre Giove-Mercurio sono in mutua ricezione. Giove è unito per grado di passaggio alla stella Rigel stella appartenente alle stelle di grande luminosità che possono conferire onore e onorabilità; mentre Mercurio è congiunto per grado di passaggio alla stella Sirio, molto luminosa più di Rigel, ulteriore testimonianza di onorabilità e di animo nobile. Giove comunica con l’Ascendente come anche Mercurio, quindi questi due pianeti doriforici agiscono o intervengono almeno su un punto vitale della natività, l’Ascendente.

La presenza di Giove-Mercurio doriforici il primo al Sole e il secondo alla Luna, concorrono nel testimoniare onori, autorevolezza etica, morale, intellettuale, strategia, capacità di lungimiranza, possibilità di raggiungere elevati gradi di successo in ambito professionale come sociale, protegge la natività nei confronti delle vessazioni o delle sfide della vita, nelle quali il nativo saprà reagire con dignità e nobiltà d’animo. Inoltre poiché in mutua ricezione, le proprietà doriforiche di Giove e di Mercurio “lavorano in sinergia” per garantire al nativo onori e dignità, e poiché Mercurio è Signore della Genitura, la figura è portata ad esplicitare i suoi caratteri e le sue virtù nelle inclinazioni generali del nativo.

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Melothesia Zodiacale e le indicazioni del Liber Physiognomiae

La relazione tra segno zodiacale e organo / apparato umano è uno dei capitoli più importanti dell’Astrologia genetliaca. La teoria della melothesia è alla base della convinzione, in ambito astrologico, di una connessione tra sfera celeste e corpo umano. Ovvero, la melothesia mette in correlazione la sfera del cielo con il nostro corpo, ci parla non solo di quali organi o funzioni biologiche sono in relazione a certe nature zodiacali, ma ci indica anche come alcune parti del nostro corpo subiscono influenzate da specifiche parti della sfera celeste. Seguono: l’associazione dei 12 segni zodiacali con le diverse parti del corpo e un relativo commento; poi le interessanti indicazioni dei 12 segni secondo Liber Physiognomiae da intendere come “segno che sorge all’Ascendente”.

Curiosità sul Liber Pysiognomiae – Il Liber Physiognomiae è una raccolta di testi di astrologia, divinazione e medicina . Il manoscritto fu scritto e miniato in Veneto intorno al 1440. Generazioni dopo, gli fu dato un titolo un po’ fuorviante: sebbene si consideri l’effetto delle stelle e dei pianeti sulle caratteristiche fisiche umane, il libro si occupa in modo più pervasivo dell’influenza dei corpi celesti sul carattere, sulle malattie e sui destini di uomini e donne . È famoso soprattutto per le sue dodici raffigurazioni di personificazioni dei pianeti. Il Liber Physiognomiae testimonia la cultura medievale della previsione secondo i moti dei corpi celesti . Tra i testi c’è una cronaca mensile del mangiare e del bere sano di Pietro d’Abano († ca. 1315), e Pietro potrebbe essere stato responsabile dell’assemblaggio di questi testi più di un secolo prima che fossero scritti nel manoscritto di Modena. Troviamo poi l’elenco dei segni, con relative descrizioni, segni che si riferiscono al segno ascendente e non al segno del Sole o della Luna. L’edizione rinascimentale era senza dubbio destinata a qualcuno che potesse leggerne il testo latino e, sebbene non di lusso, è un bel libro. Si è ipotizzato che sia stato creato per un membro della famiglia Este di Ferrara. Tuttavia, non ci sono prove sicure della proprietà del libro prima che compaia nella biblioteca di Tommaso Obizzi († 1803). Obizzi lasciò le sue collezioni d’arte e libri a Ercole III d’Este (1727-1803), duca di Modena e Reggio , ma rimasero al Castello del Catajo vicino a Padova. Il manoscritto fu trasferito alla Biblioteca Estense di Modena nel 1817.

ARIETE come testa

Per testa nell’associazione astrologica si intende tutto ciò che è presente in questa zona: cranio, cervello, occhi, naso, bocca, orecchie. Questo è importante ricordarlo perché in effetti l’Ariete come segno dispone la testa non solo perché è la prima parte del corpo che emerge nel parto, ma anche perché è la parte dove trovano sede gli organi deputati al primo impatto valutativo. Ovvero in questa parte dell’organismo c’è tutto ciò che serve per scelte impulsive o ragionate, per scelte immediate di discernimento, c’è tutto ciò che serve per agire, difendersi, valutare. La testa è la parte prima del corpo e la più importante perché da essa dipende tutto: ogni altra funzione è stabilita dal cervello che ha sede nel cranio, gli occhi valutano, vedono, guardano gli spazi e gli anfratti e possono decidere dove proteggersi riparandosi o dove attaccare il nemico; le orecchie fanno sentire, percepire, suoni pericolosi o armoniosi; naso e bocca permettono la valutazione di altri sensi. Insomma abbiamo un vero e proprio laboratorio valutativo-immediato. Inoltre l’Ariete posto nella sommità del corpo, la testa, rievoca la sua stessa sommità nella Disposizione del Mondo (Thema Mundi) dove ci viene ricordato che l’Ariete è nel cuore del cielo della genitura mundi perché è Pastore di tutti gli altri segni. Nella iatromatematica, tutti gli organi connessi al segno sono in analogia alla Casa Uno.

TORO come collo

Nella parte anatomica dove ha disposizione il Toro troviamo complessi e articolate fasce muscolari deputate alla statica e alla dinamica della testa, nonché muscoli che sono responsabili della deglutizione e della fonazione; il muscolo più evidente è lo sternocleidomastoideo che ha origine dalla mastoide e si inserisce sulla clavicola e sullo sterno, nel profondo di questo muscolo hanno sede grossi vasi sanguigni arteriosi e venosi deputati alla irrorazione della testa. Il Toro regge la stabilità e la dinamicità della testa, quindi la possibilità implicita di orientazione e di determinazione degli spazi. Il segno Toro è comunemente definito territoriale proprio perché ha una natura legata a territori ristretti e limitati, recintati, in cui valutare attività personali. Questo spazio taurino è spesso chiamato spazio sacro proprio in esso hanno luogo funzioni di nutrizione quindi un luogo di estrema importanza, non a caso il collo presenta muscoli importanti per deglutire, quindi questa parte del corpo è messa in analogia al Toro perché rappresenta le funzioni prime e principali di questa energia zodiacale. Il Toro in analogia al collo ci rievoca la staticità e la pesantezza, la valutazione dei territori, i processi di nutrizione. Nella iatromatematica, tutti gli organi connessi al segno sono in analogia alla Casa Due.

GEMELLI come braccia

Il segno Gemelli è in analogia alle braccia. Oggi dobbiamo estendere questa associazione al concetto di arti superiori. Il segno è quindi in analogia a spalle, braccio, gomito, avambraccio, polso, mano, dita. La prima cosa che possiamo notare nell’osservazione della natura fisiologica di questa sede è che gli arti superiori sono molto diversi da quelli inferiori. Infatti essi non sono deputati alla locomozione ma hanno un’altra funzione: le braccia sono associate alle attività manuali, alla scrittura, al dare e prendere, sollevare e respingere, accogliere e abbracciare, toccare, gettare, tirare, avvicinare e via dicendo. L’analogia alle braccia è chiaramente legata alle attività quotidiane, di scrittura e arte perché attraverso le braccia si compiono la pittura, la scultura, e sono arti utilizzate per far suonare uno strumento, per far vibrare un’arpa o una chitarra. Tuttavia, come già detto, questi arti differiscono di molto da quelli inferiori perché non sono deputati alla locomozione e al movimento. I Gemelli non rappresentano dunque una energia di movimento fisico, ma piuttosto una energia dinamica che crea, produce, genera attraverso la dinamica manuale. Nella iatromatematica, tutti gli organi connessi al segno sono in analogia alla Casa Tre.

CANCRO come petto

Più che petto, il Cancro è associato al torace quindi ad una zona centrale del corpo che fa da contenitore a importanti organi e apparati. Il segno del Cancro preside la cavità toracica in cui troviamo la sede di alcune parti dell’apparato circolatorio (cuore e grandi vasi sanguigni), del sistema linfatico (dotto toracico), dell’apparato respiratorio (trachea, bronchi, polmoni), digerente (esofago), nervoso (nervo vago), endocrino (timo). Esternamente al torace troviamo annessi cutanei e le mammelle. In questa parte anatomica c’è poi la cassa toracica, il sistema osseo che contiene tutti questi organi comunemente definitivi organi vitali e quindi molto delicati e, se messi a rischio, responsabili della vulnerabilità della vita. Il Cancro qui posto intende rappresentare il centro del corpo nelle sue parti più importanti e vitali, ovvero segno che raccoglie e racchiude gli organi vitali e che protegge all’interno della cassa toracica. In tal senso possiamo ricavare nell’analogia zodiacale i concetti di contenitore, contenere, racchiudere, raggruppare, proteggere; il Cancro è difesa interna delle funzioni vitali principali, è posto come scudo e come contenitore delle attività biologiche e fisiologiche più importanti. Nella iatromatematica, tutti gli organi connessi al segno sono in analogia alla Casa Quattro.

LEONE come cuore

Il segno Leone è associato al cuore come organo specifico; la sua funzione è quella di portare sangue ricco di ossigeno al resto del corpo. L’ossigeno è l’alimento principale degli organi e tessuti necessario affinché funzionino. Allo stesso modo il cuore pompa anche il sangue carico di anidride carbonica che è lo scarto che deve essere espulso dall’organismo perché velenoso e dannoso. Il cuore permette il ciclo continuo del sangue, e batte incessantemente in un ritmo al minuto di 70-80 battiti. L’attività del cuore rievoca molto il battito incessante di un tamburo, è in analogia al ritmo della vita, al suo ciclo. Non si ferma mai, le sue contrazioni sono continue e incessanti fintanto che è presente lo spirito vitale nel corpo. Per questo rintracciamo nel segno Leone analogie alla vita imperante, all’orgoglio e all’incessante necessità di essere primeggianti e centrali. Questi concetti trovano interessanti connessioni al ritmo del cuore, che orgogliosamente batte senza mai sosta e riposo, continuamente, garantendo la vita. Nella iatromatematica, tutti gli organi connessi al segno sono in analogia alla Casa Cinque.

VERGINE come ventre

A questo segno è associato il ventre ovvero l’addome dove si trovano altri organi vitali e di estrema importanza come quelli del tubo digerente, in questo luogo hanno sede i processi di assorbimento e di digestione del cibo. La Vergine che ha dominio sul ventre comprende anche altri organi addominali come fegato, pancreas e milza. Tutte queste strutture, organiche ed endocrine, compartecipano alla trasformazione del cibo in elementi essenziali e semplici, processati affinché possano essere poi assorbiti a livello dei villi intestinali. I muscoli addominali sono inoltre deputati al movimento, alla respirazione, alla funzione posturale, sono necessari per la funzione della tosse, della minzione e defecazione, del parto, del vomito, del canto. I muscoli del ventre sono i responsabili della postura. La Vergine può essere dunque definito segno posturale che intende rappresentare la corretta posizione e il corretto allineamento del corpo. In tal senso il segno è in analogia ai processi elaborativi che da cose complesse ottengono sintesi armoniche e perfette per essere assorbite e valorizzate nel loro pieno potenziale, è anche ordine, postura, rettitudine, allineamento, serietà. Anche in questo segno vi è un meccanismo di difesa, la fascia muscolare addominale protegge gli organi interni e la Vergine è infatti anche segno di protezione delle attività finali dell’uomo, le sue elaborazioni finali sono soggette alla potenza della conoscenza e quindi alla tetragonia del sapere. Nella iatromatematica, tutti gli organi connessi al segno sono in analogia alla Casa Sei.

BILANCIA come reni

Si è soliti vedere i reni come sistema di filtraggio delle tossine, che poi sono espulse con l’urina. Tuttavia un’altra funzione dei reni è di elaborare la vitamina D nella sua funzione attiva affinché possa essere utilizzata dall’organismo in modo efficace. La vitamina D non fissa solo il calcio nelle ossa, ma ha una funzione fondamentale di regolatore di vari organi e sistemi, ovvero modulante nei confronti dell’infiammazione e del sistema immunitario. Nella Bilancia ha sede l’esaltazione di Saturno, un importante difensore e rappresentate non solo dello scheletro e delle ossa, ma anche difensore nei processi del sistema immunitario in collaborazione a Marte. In queste analogie fisiologiche rintracciamo nella Bilancia il concetto di equilibratore, modulatore, energia che cerca o tenta di ristabilire un ordine e un equilibrio-fisiologico, come fa la vitamina D processata e attivata proprio in sede renale, luogo della Bilancia. Nella iatromatematica, tutti gli organi connessi al segno sono in analogia alla Casa Sette.

SCORPIONE come genitali

Da sempre questo segno è connesso ai genitali, intanto perché in questi organi, deputati alla riproduzione, è molto forte l’umidità e la viscosità. Nell’utero è elevato il grado di umidità, nel seme maschile la viscosità. Altro elemento da tenere in considerazione è la freddezza, il segno è umido e freddo, i genitali sono organi dove la temperatura è piuttosto bassa rispetto a tutti gli altri luoghi. In particolare nei testicoli la temperatura è in genere inferiore a quella corporea di 2-8°. Temperature al di sopra dei 35° in area testicolare causa l’inibizione della sintesi degli spermatozoi. Tuttavia, questi organi sono deputati anche al piacere, non solo quindi alla riproduzione sessuale: lo Scorpione è nella Disposizione del Mondo (Thema Mundi) collocato proprio nel luogo in cui ha sede il piacere e la riproduzione, la Casa Cinque di cui è cosignificanza nella visione ellenistica. Per questo il segno è anche connesso al piacere, alla sessualità, alla sensualità. Inoltre è il segno migliore in cui può trovarsi Marte che qui è infiltrato di istanze fredde e umide che placano i suoi eccessi caldi e secchi, irosi e collerici, rendendolo in un certo senso più disponibile al piacere. Nella iatromatematica, tutti gli organi connessi al segno sono in analogia alla Casa Otto.

SAGITTARIO come anca

L’anca è la più importante articolazione dell’organismo, consente di camminare, correre, saltare, supporta il peso del corpo, potenzia e moltiplica la capacità muscolare dei fianchi e delle gambe, è molto flessibile. Intanto questa indicazione fisiologica ci rimanda all’associazione comune di Sagittario come colui che cammina, ma tale indicazione è da ampliare. L’anca in particolare sopporta il peso dell’intero corpo che altrimenti non sarebbe possibile dalla sola ossatura delle gambe. Il segno è posto nel Misero Declivio del Thema Mundi, casa sei, in analogia al concetto di sforzo e fatica, e solo questo è il segno capace di sopportare le più elevate sollecitazioni che il corpo compie nelle fatiche del quotidiano. Per questo nel segno Sagittario è rievocata anche la forza centaurica un’energia incredibilmente autentica e determinante, capace di sopportare i grandi pesi della vita e di spostare pesi che in apparenza sembrerebbero impossibili da gestire. Nella iatromatematica, tutti gli organi connessi al segno sono in analogia alla Casa Nove.

CAPRICORNO come ginocchia

Gli ultimi segni (Sagittario Capricorno Aquario Pesci) sono molto comuni nella loro funzione fisiologica. Al Capricorno sono associate le ginocchia dove troviamo la confluenza del femore, della tibia, della rotula. L’articolazione è molto resistente, permette insieme all’anca di sostenere il peso del corpo, è indispensabile per camminare, correre ma specialmente per mantenere la posizione eretta del corpo. Questa posizione è centrale nell’analogia del segno Capricorno che potremmo definire come segno dritto.  La posizione eretta è in analogia al concetto di imperante dominio, essere eretti significa essere protesi verso l’alto, sollevati, inclinati verso l’altezza e la vetta, è anche similitudine di tumescenza e turgidità. La posizione eretta è similitudine di struttura edificata, fondamento, ritto, costituito, costruito, di conseguenza il segno è associato alla rettitudine. Nella iatromatematica, tutti gli organi connessi al segno sono in analogia alla Casa Dieci.

AQUARIO come gambe

Anche il segno Aquario ha una attinenza con gli altri due segni precedenti. Tuttavia in questo segno troviamo un concetto più ascrivibile alla generalizzazione degli arti inferiori, nella loro complessiva struttura. Questa parte dell’organismo, in ottica astrologica, la osserverei anche come “struttura mediana” che collega la parte alta del corpo con le fondamenta della terra, è la via di intermezzo tra alto e basso, tra cielo e terra. È quindi luogo di comunicazione tra due estremi. L’Aquario rappresenta quindi tutti i movimenti fondamentali per la locomozione, a differenza del segno Sagittario e Capricorno che rappresentano punti specifici di tipo tessutale. L’Aquario è in analogia ai movimenti di plantarflessione, dorsiflessione, estensione gamba, estensione piede, flessione gamba, flessione dita dei piedi, eversione piede, inversione piede. In un certo senso mette in comunicazione le strutture del Sagittario e del Capricorno, con quelle dei Pesci (piedi): nell’Aquario queste strutture diventano movimento dinamico e reale. Per analogia in questo segno troviamo i concetti di portatore e conduttore, ovvero colui che veicola qualcosa, in questo caso è il veicolo attraverso cui si esprime il movimento reale del corpo. Nella iatromatematica, tutti gli organi connessi al segno sono in analogia alla Casa Undici.

PESCI come piedi

I piedi sono definiti da alcuni testi di anatomia “capolavori di architettura e biomeccanica”, infatti i piedi in uno spazio tutto sommato ristretto, concentrano ventisei ossa, trentatré articolazioni, centoquattordici legamenti, venti muscoli, duecentocinque mila ghiandole sudorifere. Il piede stabilizza la posizione eretta, è propulsione del movimento, adattamento al movimento, marcia, coordinazione posturale. I piedi rientrano in molte metafore anche bibliche, come in quella di chi conduce un cammino spirituale per raggiungere o ritrovare Dio. È quindi similitudine del cammino nella fede, e per questo nel segno Pesci incontriamo parole come compassione, fede, desiderio, emozioni, ricerca amorevole. Tuttavia il cammino spirituale può essere anche ostacolato da false vie o da sentieri tortuosi e difficili, dove facilmente si può inciampare, i piedi sono le strutture del corpo che causano principalmente la nostra caduta: mettere un piede in un punto sbagliato può improvvisamente compromettere l’equilibrio e la struttura eretta, facendo barcollare o precipitare. Anche in tal senso rintracciamo le similitudini associate al segno riguardanti, in senso disarmonico, la facile suggestionabilità, l’inganno autoinflitto, le paure e gli improvvisi crolli emotivi. Nella iatromatematica, tutti gli organi connessi al segno sono in analogia alla Casa Dodici.

ARIETE secondo Liber Physiognomiae

L’uomo nato sotto il segno dell’Ariete sarà laborioso e costante nell’amore, ne troppo ricco ne troppo povero, sarà facilmente irascibile ma altrettanto capace di calmarsi; avrà molta fortuna ma dovrà sopportare varie discordie; di abile eloquenza sarà a volte mendace, di animo variabile tenderà a vendicarsi degli avversari. Grande fornicatore. Presenterà cicatrici sul corpo, soffrirà danni da parte di animali e sarà simile all’ariete che ogni anno perde la lana ma sempre la recupera. A 23 anni sarà gravemente malato, ma riuscirà a guarire, avrà una aspettativa di vita fino a 85 anni. La donna nata sotto il medesimo segno sarà di carattere iroso, spesso mentirà; perderà il proprio uomo. A cinque anni sarà gravemente malata (infanzia) a 25 rischierà di morire; se riuscirà a guarire allora vivrà molto a lungo, ma la sua vita sarà in forse fino a quarantatré anni; nonostante una cicatrice in faccia e in testa e intensi mali di capo vivrà fino a ottant’anni. I giorni di Saturno e Marte sono favorevoli sia all’uomo che alla donna, ma il giorno di Giove sarà infausto per qualsiasi affare.

Il geroglifico dell’ariete è la stilizzazione dell’animale che rievoca l’immagine di un fallo con i suoi testicoli, altri lo vedono come l’immagine di una spiga di grano, personalmente ci vedo la gemma che spunta dalla corteccia di un albero appena destata dal torpore dell’inverno. Ma anche la spellatura di un baccello nel cui contenuto troviamo il seme. È associato alla stagione primaverile. La parola chiave della prima decade è Ardore. Della seconda decade è Carisma. Della terza è Passione. L’etimologia dell’Ariete può essere legata al sanscrito Uranah che significa energia originaria, prime scintilla della creazione, fuoco caotico che infonde la base all’ordine delle cose. Mentre la forma passiva del verbo latino Arieto ovvero Arietor trova una analogia alla simbologia ariete: questo lemma significa urtare, caricare contro, assalire scuotere, aspetti di quello che la veemenza arietina rappresenta. Concetto chiave del segno è creazione.

TORO secondo Liber Physiognomiae

L’uomo nato sotto il segno del Toro sarà forte, audace e litigioso. Lascerà i suoi e condurrà la propria vita con estranei. Raggiungerà una buona posizione e tramite il consorte o la propria attività diventerà ricco. Tuttavia sarà ingrato. Dall’età di 36 anni arriverà ad una buona condizione di vita, avrà vittoria sui suoi nemici e sarà morso da un cane. A 23 anni si ammalerà e soffrirà per veleno; sarà come il toro che lavora la terra, semina il grano, così avrà beni e vedrà crescere la propria fortuna. Vivrà 85 anni. La donna nata sotto il segno del Toro sarà laboriosa e mendace, si compiacerà dell’infamia del pudore, godrà dei beni ereditati. Avrà più mariti e figli, spesso sarà malata e se guarirà vivrà 76 anni. I giorni della Luna e di Giove saranno favorevoli agli affari, quello di Marte sarà nefasto.

Il geroglifico del Toro rievoca la faccia dell’animale, testa e corna; alcuni ci osservano il seme da cui nasce la radice, oppure il seme che germoglia. Nel suo simbolo si può vedere anche l’associazione al Sole che emette i suoi primi raggi. Rievoca l’animale, ma anche la forza germinativa della vita, quindi il seme che spezza le sui cuticole facendo emergere i primi germogli di una esistenza complessa e che vuole emergere dalle tenebre della terra. È associato alla stagione centrale della primavera. La parola chiave della prima decade è Buonsenso. Della seconda decade è Fertilità. Della terza è Realismo. L’etimologia è legata al sanscrito Ge e al greco Gea, Genos. Tutti questi termini si riferiscono al concetto di terra come nutrimento, in questo segno è forte l’immagine del ruminante che si nutre dei frutti della terra. Il processo di masticazione è lento e prolungato, lungo quello della digestione. La parola chiave del segno zodiacale è nutrizione.

GEMELLI secondo Liber Physiognomiae

L’uomo nato sotto il segno dei Gemelli avrà cicatrici all’inguine, sarà bello, pietoso e tratterrà il denaro con criterio; condurrà una vita pubblica, viaggerà per luoghi sconosciuti e non resterà nel luogo ove è nato. Sarà negligente in ogni sua azione, avrà ricchezze sufficienti e godrà fino a 35 anni di denaro crescente. Il consorte si concederà raramente ed egli sarà tentato al tradimento. Sperimenterà il morso di un cane sulla testa o sul braccio sinistro, si troverà in difficoltà nell’acqua, sarà ricco o spenderà volentieri. Vivrà 100 anni. La donna nata sotto il segno dei Gemelli andrà a grande onore, ma sarà accusata di falsi crimini, scamperà a tutti i pericoli, abbonderà di sufficienti ricchezze. Vivrà 60 anni. Il giorno di Mercurio è sempre favorevole, infausti quelli del Sole e di Marte.

Il geroglifico del segno Gemelli rievoca il concetto della specularità o della simmetria, due linee parallele e identiche sovrastate da una semicirconferenza convessa. Alcuni ritrovano in questo simbolo la rievocazione dell’immagine che si riflette su di uno specchio. Altri il seme germogliato che diventa fusto alto e comincia a fiorire. Presiede la parte finale della primavera. La prima decade ha come parola chiave Intuizione. La seconda la parola Idealizzazione. Mentre la terza decade ha come parola chiave il concetto di Discernimento. L’etimologia del segno Gemelli è legata alla parola latina Geminius e alla parola greca Gamos, entrambe evocano l’immagine del matrimonio alchemico, è riferita ad una parte importante del compimento della Grande Opera nell’uomo, l’unione degli opposti per ricostituire l’unicità primordiale, alla scoperta del Lapis (pietra filosofale). Altre interessanti etimologie potrebbero essere legate ai concetti Gemino ovvero diventare doppi, Gemitus ovvero lamentazione; entrami i lemmi evidenziano la dualità del segno e la sua tendenza polemica e critica. La parola chiave del segno intero è consapevolezza.

CANCRO secondo Liber Physiognomiae

L’uomo nato sotto il segno del Cancro sarà umile e ilare, famoso, saggio, soffrirà per invidia, avrà liti con il prossimo, avrà una ferita e un segno causato dal fuoco o da spada, soffrirà per veleno, troverà denaro nascosto, soffrirà molto a causa del consorte. A 30 anni vedrà crescere il suo patrimonio, vivrà 70 anni. La donna nata sotto il segno del Cancro sarà facilmente irascibile ma si placherà in modo veloce, sarà servizievole, prudente, gioviale, sopporterà molti pericoli e scamperà da molti di essi. Sarà laboriosa fino a 30 anni, poi avrà quiete e buona fortuna. Si sposerà molto giovane, perverrà ad onori, avrà cicatrici ma sarà curata bene, avrà paura nell’acqua, da piccola cadrà dall’alto, sarà morsa da un cane, giungerà a pericoli ma ne verrà fuori, vivrà 73 anni. I giorni di Giove e di Venere sono felici, quello di Marte sfavorevole.

Il simbolo utilizzato per il segno rievoca l’animale con le sue chele, tuttavia nella sua stilizzazione è visto anche come movimento orbitale del pianeti, o del ciclo lunare; similmente al ciclo lunare, il geroglifico rievoca anche l’immagine della gestazione, ovvero dell’utero della donna che accoglie nuova vita. Rievoca l’immagine dell’ovocita fecondato, ha una stilizzazione che lo fa assomigliare ad una nebulosa, nonché alla struttura di un atomo. È il segno che apre alla stagione estiva. La parola chiave della prima decade è Emozioni. Della seconda è Rivelazione. Della terza decade è Conservazione. Dal punto di vista etimologico, la simbologia Cancro è associata al termine greco Karikinos che ha chiara derivazione dal sanscrito Karkas, Karkata ovvero radice, Kra-Non ovvero corno, e Karakara ovvero duro, e Karanka guscio. Tutti lemmi che descrivono la corazza del segno, il guscio protettivo che rievoca l’oscurità in cui avviene il miracolo della vita. La parola chiave del segno intero è proteggere.

LEONE secondo Liber Physiognomiae

L’uomo nato sotto il segno del Leone sarà audace e bello, parlerà apertamente, premuroso con chi piange, a 33 anni riceverà ricchezza, ma dopo i 38 tenderà a disperderle per insidie varie, sarà molto onorato, ma tante saranno le avversità da affrontare. Qualunque cosa inizierà la otterrà e quanto sarà perduto riuscirà a recuperarlo; soffrirà di dolori e preoccupazioni per i suoi figli, cadrà dall’alto, troverà denaro nascosto. A 8 anni si ammalerà, sopporterà dolore, vivrà 84 anni. La donna sarà audace, forte, bella, elegante nel suo eloquio, caritatevole, feconda. Non conserverà il primo consorte, soffrirà di dolori allo stomaco, a 17 anni riceverà insidie da persone care e vicine, giungerà a grandi ricchezze, avrà figli da tre uomini, sarà amichevole, morsicata da un cane, cadrà dall’alto. Vivrà 67 anni. I giorni di Mercurio e Marte saranno propizi. Quello di Saturno sarà infausto.

Il simbolo usato per il segno Leone rievoca la coda dell’animale. Tuttavia la sua stilizzazione richiama anche l’immagine di uno spermatozoo. Rappresenta la seconda parte dell’estate. La prima decade ha come parola chiave Estremismo. La seconda la parola chiave Orgoglio. Mentre la parola chiave della terza decade è Potere. L’etimologia del segno Leone è legata ai concetti Leo e Slei. Leo è legato non solo all’animale leone ma anche alla sua pelle, ad una serie di piante e ad una specie di granchio. I leonis, invece, erano sacerdoti del Dio Mitra, non a caso adoratori del Sole, pianeta (luminare) del segno. Il termine greco Slei si riferisce invece all’idea di staccare la pelle o la criniera del leone, come forma di potere sull’altro, ma anche come simbolo di trofeo, quindi di vittoria sulla lotta. Nel geroglifico zodiacale, il Leone evoca una lettera che comunica vita, ritmo, lotta, ovvero sopravvivenza. La parola chiave del segno è indipendenza.

VERGINE secondo Liber Physiognomiae

L’uomo nato sotto il segno della Vergine sarà intelligente, sollecito, riservato, coraggioso, desidererà qualsiasi cosa, e facilmente si arrabbierà; a fatica conserverà il primo consorte. A 31 anni avrà fortuna, si troverà in balia di acque di fiume, avrà cicatrici da spada. Vivrà 70 anni ne ricco ne povero. La donna nata nello stesso segno sarà riservata, intelligente, laboriosa ma disordinata. Si sposerà molto giovane, non conserverà il primo consorte, e il primo figlio non avrà lunga vita. Avrà benefici tramite un’altra donna. Si troverà in balia di un fiume. Cadrà dall’alto. A 10 anni soffrirà di disturbi alle arterie, se guarirà vivrà fino a 53 anni. I giorni di Mercurio e del Sole sono buoni, il giorno di Marte è sfavorevole per qualsiasi attività.

Il glifo della Vergine è una M stilizzata, con un incrocio delle ultime stanghette verso l’interno. Questo simbolo rievoca l’immagine del materno. La sua stilizzazione rievoca anche l’attività dello scriba che prende nota e calcolo. La curvatura finale rievoca l’immagine della sacca piena di grano. È il segno che presiede alla parte finale dell’estate. La prima decade ha come parola chiave il concetto di Abilità. La seconda decade il concetto Diplomazia. Mentre la parola chiave della terza decade del segno Vergine è Altruismo. Nei testi di astrologia l’etimologia simbolica della vergine è quasi sempre legata al concetto di Mater. Tuttavia trovo una maggiore correlazione alla parola latina Materia che oltre a significare qualcosa di materiale è legata ai concetti di nutrimento, viveri, alimento, cibo. È ciò che la Vergine evoca come simbologia: nutrimento del corpo e dell’anima, raccolto, conservazione, opulenza, il tutto con lo scopo del mantenimento dei bisogni corporali. La parola chiave dell’interno segno è mantenere.

BILANCIA secondo Liber Physiognomiae

L’uomo nato sotto il segno della Bilancia sarà potente, si distinguerà e viaggerà per luoghi sconosciuti e da una terra straniera otterrà guadagno, sarà abile parlatore, offeso da chi gli sta più vicino soffrirà del danno derivante da ingiuria, sperimenterà sorte varia, molti richiederanno il suo consiglio. Vivrà 77 anni. La donna nata sotto il segno della Bilancia sarà coraggiosa, amichevole, viaggerà in luoghi sconosciuti, sarà ilare, dal primo compagno non avrà figli, a 33 anni riceverà onore. Sarà inferma e subirà il morso di un cane. Se guarirà dai suoi malanni vivrà 42 anni. Il giorno di Venere, di Giove e della Luna saranno favorevoli. Il giorno di Mercurio è nefasto.

Il segno della Bilancia è la rievocazione dell’oggetto deputato alla misurazione, al peso, al calcolo, che spesso appare anche nelle mani di divinità come Minerva, Atena, Maat, Anubi. Nelle prime tre divinità si pesa il valore umano dell’onestà, della purezza e della bontà d’animo. Mentre nel dio della morte Anubi, la bilancia si usa per pesare il cuore della persona, il suo valore durante l’esistenza. Il segno apre la stagione autunnale. La prima decade ha come parola chiave Socievolezza. La seconda decade Arbitrio. La terza ha come parola chiave Giustizia. L’etimologia della parola Bilancia è legata al termine Libra-Bilanx. Questo lemma significa non solo misurare, pesare, bilanciare ma ha anche il significato di livellare. La Bilancia in tal senso assume significati di portare ad un equilibrio: ogni cosa è soppesata, messa al vaglio delle ragioni del cuore e della mente. La derivazione latina vede anche la congiunzione dei concetti bis e lancem ovvero due piatti: il concetto della dualità è marcato nel segno, ovvero il bilanciamento delle ombre e delle luci è immagine retorica in questa simbologia. La parola chiave del segno della Bilancia è quindi equilibrare.

SCORPIONE secondo Liber Physiognomiae

L’uomo nato sotto il segno dello Scorpione avrà buona sorte. Grande fornicatore, il primo congiunto sarà molto pio, volentieri sarà idolatro, audace come un leone e amichevole, si sposterà per molti luoghi, vedrà la vittoria sui suoi nemici, avrà tanto denaro grazie al matrimonio, soffrirà dolori di stomaco, udirà una cosa e ne farà un’altra, avrà cicatrici da spada. A 33 anni soffrirà di noia; se sopravvivrà vivrà 88 anni. La donna nata sotto questo segno sarà amabile, bella, non conserverà il primo congiunto, vedrà la vittoria sui suoi nemici, peregrinando otterrà molto denaro. Soffrirà di stomaco, sarà saggia, avrà una cicatrice su una spalla. A 76 anni morirà a causa di un veleno. I giorni di Marte e Saturno sono buoni, il giorno di Giove è sfavorevole.

Il simbolo usato per rappresentare il segno è una M stilizzata dove l’ultima stanghetta è rivolta verso l’alto, a ricordare il pungiglione dell’animale. Questa M la incontriamo anche nella Vergine come rievocazione della simbologia della Dea Madre e della Dea Vergine (nell’astro-mitologia). Anche in questo contesto, la M rievoca la Dea Madre ma nella sua veste di Dea Terribile e Vendicativa. Il segno Scorpione è legato alla seconda parte dell’autunno. La prima decade ha come parola chiave Pulsione. La seconda il concetto Anticonformismo. La terza decade ha come parola chiave Psichismo. Nel simbolismo etimologico il segno legato al termine latino Scorpio identifica anche un’arma usata dai romani per lanciare dardi e pietre, ma anche come verga dotata di aculei e nodi, utilizzata come strumento di tortura. Tuttavia la simbologia Scorpione è fortemente connessa agli aspetti vendicativi della Dea, l’opposto di ciò che appariva nella simbologia della Vergine. La parola chiave del segno è muori e rinasci quindi trasformare.

SAGITTARIO secondo Liber Physiognomiae

L’uomo nato sotto il segno del Sagittario avrà buon risultato da qualunque cosa avrà in animo di fare, camminerà per luoghi agresti e montuosi, vedrà crescere la propria fortuna. Vivrà 77 anni. La donna nata sotto il segno del Sagittario avrà molti pensieri, non amerà vedere gente in lacrime, soffrirà controversie a causa di liti fomentate da altri, vincerà sui suoi nemici, a 28 anni perderà la gioia a causa di invidia, a 33 anni dovrà sposarsi. Vivrà 80 anni. I giorni di Venere e della Luna sono favorevoli, il giorno di Marte è cattivo.

Il segno Sagittario ha come glifo una freccia stilizzata rivolta verso l’alto. Fa pensare a qualcosa che viene lanciato contro il cielo, ad un attacco o ad una difesa militare, ma dà anche la sensazione della direzionalità, dell’indicazione, della traiettoria. Il segno chiude la stagione autunnale. La prima decade ha come parola chiave il concetto Avventura. La seconda decade ha come parola chiave Saggezza. La terza decade ha come parola chiave Conoscenza. L’etimologia è legata a tutti quei termini che sono correlati al concetto di viaggio. La freccia rievoca una traiettoria precisa, ovvero un punto in basso che va verso l’alto. Sagittarius in latino significa portatore di frecce ma anche lanciatore di saette. La saetta è un’immagine che rievoca immediatamente il mito di Zeus, corrispettivo di Giove pianeta governatore del segno, nella sua qualità di oratrios, il lanciatore di fulmini. L’etimologia di fulmine deriva dai lemmi latini fulmen, fulgimen, fulgeo, ovvero scintillamento, brillare, risplendere. Ciò ci spinge a osservare nel Sagittario un’energia spirituale che da una condizione grezza, intende riscattarsi. La parola chiave del segno è risplendere.

CAPRICORNO secondo Liber Physiognomiae

L’uomo nato sotto il segno del Capricorno sarà iracondo, mendace, fornicatore ma laborioso, soffrirà di molte accuse e patirà molte tristezze durante la giovinezza. Abbonderà di molte cose buone. A 15 anni gli verrà data ricchezza e sarà animoso, subirà molte insidie, sarà ricco grazie ai congiunti. Sveglio di mente, semplice, soffrirà di cuore. Vivrà fino a 82 anni. La donna dello stesso segno arrossirà molto facilmente, sarà timida, viaggerà volentieri, sarà forte. A 5 anni si ammalerà, subirà il morso di un cane o di un lupo. Vivrà 100 anni. I giorni di Saturno e di Marte sono buoni, quello del Sole è funesto in ogni affare.

Il glifo del Capricorno è molto complesso, di difficile decifrazione. Questo infonde un sentimento ostico, di difficoltà e sacrificio nel processo della comprensione consapevole. È chiamato segno di Dio ma anche soffio del creatore. La modalità Capricorno apre la stagione invernale. La prima decade ha come parola chiave Organizzare. La seconda decade ha come parola chiave Perseverare. La terza decade ha come parola chiave Coraggio. Dal punto di vista etimologico, il glifo del segno risulta indecifrabile, è difficile collocarlo in termini univoci. Sappiamo che simbolicamente il segno rappresenta un animale immaginario metà capra e metà pesce. Ci sono dunque molti concetti in questo segno. La parola capricorno potrebbe avere diverse derivazioni. Cavis ovvero grotta e cavità. Primigenius ovvero prima di ogni cosa, originale e primitivo. Corno, Cornu, Kranaos sanscrito Karna ovvero cranio. Queste derivazioni portano a intravedere nel segno Capricorno l’analogia ai primi abitanti umani della terra, i primi ominidi. Il segno del Capricorno è il simbolo del mistero dell’origine dell’uomo. La parola chiave del segno è compiere.

AQUARIO secondo Liber Physiognomiae

L’uomo nato sotto il segno dell’Aquario sarà amichevole, iracondo, volenteroso, incredulo. Sarà molto ammalato e avrà una ferita da spada, in acqua avrà paura. Non durerà molto il primo compagno. A 23 anni andrà verso fortuna migliore. Andrà in luoghi estranei, giungerà alla ricchezza grazie ad altre persone, avrà una gamba più lunga dell’altra, vivrà 66 anni. La donna nata sotto il segno dell’Aquario sarà deliziosa, di consiglio saggio, avrà guerra dai figli, quello che dirà farà, in acqua avrà paura, si sposterà per luoghi ignoti, a partire dai 13 anni avrà tempi migliori. Vivrà 77 anni. I giorni di Venere e della Luna sono favorevoli ma quelli di Marte e Saturno porteranno grande sfortuna.

Il geroglifico usato per il segno Aquario rievoca due onde parallele. Ci troviamo di fronte a un segno d’aria. Questo simbolo è associato all’aria, ed essendo domicilio di Saturno l’aria è da intendersi anche come esalazione mortifera e pestilenziale. Molti ci vedono il segno della separazione della terra dal cielo e i fulmini orizzontali. I più coraggiosi lo rievocano nelle analogie del mistero sugli oggetti volanti non identificati. Il segno Aquario rappresenta la parte centrale dell’inverno. La prima decade ha come parola chiave il concetto di Originalità. La seconda decade il concetto di Ispirazione. La terza decade il concetto di Utopia. L’etimologica è connessa al portatore d’acqua, colui che porta l’acqua per sottoporla al processo di sublimazione, che la farà diventare vapore-aria. Infatti il segno deriva dal lemma latino aquarius che significa letteralmente colui che conduce l’acqua. Era un termine usato per identificare coloro che costruivano le tubature, i canali, per trasportare i liquidi. Il trasporto dell’acqua è affidato ad un segno di aria che diventa vettore, attraverso l’ingegno dell’uomo. Non a caso il segno è connesso anche ai concetti della scoperta e dell’avanguardia. Parola chiave del segno è trasfigurare.

PESCI secondo Liber Physiognomiae

L’uomo nato sotto il segno dei Pesci si muoverà molto, eserciterà l’attività dei campi, con un uomo onesto sarà sempre accompagnato, a stento compirà il bene, sarà appassionato ma dissoluto, compirà il bene, avido e ingannatore, dirà una cosa per poi farne un’altra, per mezzo di stranieri avrà denari, confiderà nella propria saggezza, non si curerà di nessuno, negligente nella giovinezza, avrà però buona sorte, dove sarà nato starà poco. Difenderà vedovi e orfani. Vivrà 70 anni. La donna nata nel medesimo periodo sarà buona, piacente, di animo appassionato ma insolente e litigiosa. Avrà da sopportare sventure varie, soffrirà di dolore degli occhi, cadrà nella vergogna per cattiva reputazione, abbandonerà il compagno, prenderà con sé le cose di altri e non avrà le sue, a 30 anni soffrirà di dolori di stomaco, a 44 sarà in pericolo di vita. I giorni di Venere e della Luna sono fortunati, ma quelli di Marte e Saturno risultano essere funesti.

Il simbolo utilizzato per il segno zodiacale dei Pesci conferisce la sensazione di una danza che apre qualcosa, oppure possiamo vederci il varco, l’accesso e l’ingresso verso un nuovo mondo. Il segno chiude la stagione invernale e prepara quindi all’ingresso verso una nuova vita, la primavera che incontriamo nel segno Ariete. La prima decade ha come parola chiave il concetto di Empatia. La seconda decade di Umanità. La terza decade di Fertilità. L’etimologia di questo segno è complessa. Intanto possiamo negli approcci di astro-mitologia collegare questa modalità alla dea Atargatis, dea ancestrale del mattino e dell’acqua. I pesci rievocano un’energia che è luce nell’oscurità, dunque profonda inclinazione a trovare nelle prove più difficili della vita quella luce di speranza per rinsavire dalle ombre. La parola chiave del segno è trascendenza.

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Apparizioni delle stelle inerranti – Recensione al testo di Lucia Bellizia

Le edizioni Insedicesimo, storia e filosofia della scienza, pubblicano nel 2017 Apparizioni delle stelle inerranti e raccolta di indicazioni sui mutamenti del tempo, a cura di Lucia Bellizia (laureata in Filologia, Letteratura e Storia dell’Antichità, una delle massime esperte italiane di tecniche e storia dell’astrologia classica, nonché Presidente dell’Associazione Culturale Apotélesma con sede in Genova).

Lucia ci consente, attraverso il suo lavoro, di conoscere questo testo poco noto, opera di Claudio Tolomeo, scienziato vissuto nel II secolo, che ancora oggi chiamiamo principe degli astrologi, autore, oltre che del celebre Almagesto, del Quadripartito, pilastro fondamentale dell’Astrologia occidentale, pietra miliare per gli appassionati e gli studiosi di tecniche astrologiche tradizionali.

Cosa troviamo nella trattazione

La ricercatrice, attraverso la traduzione del testo di Tolomeo, ci permette di entrare in contatto con l’esperienza di Tolomeo nei confronti dei mutamenti del tempo. Il manuale è una testimonianza storica e culturale sul modo in cui Tolomeo si relazionava al cielo e alle stelle fisse. È egregiamente spiegato, in riferimento alle stelle fisse, il concetto di “apparizione”, termine tecnico e astronomico che significa “visibilità delle stelle fisse” ovvero perché e quando le luci del cielo ci appaiono o scompaiono alla percezione ottica.

Eventi delle luci: le fasi

Vediamo nel manuale come gli eventi astronomici delle stelle fisse erano definiti: il sorgere e il tramontare delle stelle, l’essere mattutine o vespertine, le apparizioni vere e quelle apparenti. Tutto questo ci dimostra quanto gli osservatori del passato fossero attenti investigatori della sfera celeste, alla quale si rapportavano con matematica precisione. Altri eventi interessanti legati alle stelle sono le emersioni e le occultazioni, nonché la differenziazione tra stelle sempre visibili e quelle che si prestano ad una percezione ottica occasionale, e ancora l’importante ruolo nelle previsioni del Sole e della Luna, con il corteo dei cinque erranti Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno: tutti insieme hanno un importante significato nelle congetture finali sulle mutazioni del tempo.  

Le trenta stelle usate da Claudio Tolomeo

Ma quali stelle concorrono al mutamento del tempo? Intanto il concetto di “mutazione” del tempo è ricorrente in tutta la letteratura astrologica; significa quegli eventi celesti ovvero astronomici che corrispondono ad un cambiamento del tempo, del clima, o che sono alla base di tali cambiamenti nel processo deduttivo e di analogia: non solo le apparizioni delle stelle fisse, ma anche la disposizione dei cinque erranti determinavano diverse sfumature interpretative. Venere può rendere le stagioni più calde, Giove più umide, Saturno tende a raffreddarle, Marte a seccarle, Mercurio rende tutto più turbolento. La Luna poi riveste un ruolo fondamentale specialmente quando è al novilunio e al plenilunio (congiunzione / opposizione al Sole) perché questi sono i momenti decisivi per lo studio dei mutamenti del tempo.

Inoltre, Tolomeo pare dare molta importanza alle stelle fisse: esattamente ne identifica 30 e parliamo di stelle molto luminose di prima magnitudine come Capella, Vega, Regolo, eccetera e di seconda magnitudine come Deneb, Castore, Alnilam eccetera. Nel manuale troviamo tutto l’elenco delle stelle con le relative interpretazioni, seguendo il testo tradotto da Lucia Bellizia per la prima volta in italiano!

Inoltre, scopriamo che Tolomeo segue il calendario alessandrino riformato dove l’anno è suddiviso in dodici mesi di 30 giorni, partendo da Thot (dal 29 agosto al 27 settembre): seguono poi Phaophi (dal 28 settembre al 27 ottobre), Athyr (dal 28 ottobre al 26 novembre) e via dicendo. Ogni apparizione o occultazione delle stelle indicate da Tolomeo produce una indicazione sul tempo; è evidente che Tolomeo considerasse la visibilità quanto l’occultazione delle stelle come fenomeni essenziali alla base della congettura sulla mutazione del tempo.

La percezione avuta del manuale di Lucia Bellizia

Il manuale consultato mi ha permesso di relazionarmi con quella letteratura che è alla base della cultura astrologica tradizionale e di immergermi nella complessa questione delle fonti antiche legate alla dottrina e alle conoscenze astronomiche e astrologiche:

  1. Ho appreso alcune curiose notizie biografiche su Tolomeo, che Lucia ha potuto documentare appellandosi a diversi manoscritti di lingua greca, nonché in riferimento ad alcune fonti arabe (per esempio tra le varie fonti riportate dalla ricercatrice, ne abbiamo anche alcune che propongono una descrizione fisica di Tolomeo, relativa al colore della pelle, ai segni particolari del viso e ai caratteri dell’animo, direi che è stata la parte più emozionante perché ho potuto immaginare il volto, il corpo, le fattezze dell’animo di Tolomeo).
  2. Ho potuto apprendere la diversificazione delle fonti in opere di carattere strettamente astronomico, e opere strettamente astrologiche. Fu autore, Tolomeo, delle Fasi, ma anche di numerose altre opere di carattere matematico-astronomico, nonché su altre questioni legate alla geografia, alla matematica, filosofia, oltre che a diverse opere strettamente collegate alla congettura astrologica.
  3. Ho potuto relazionarmi con uno dei capitoli più complessi, e a mio giudizio più importanti, dell’astronomia utile ai fini interpretativi: ovvero la questione delle fasi che non riguarda solo le stelle ma anche i pianeti. Visibilità e invisibilità sono due grandi fenomeni celesti connessi alla Dottrina della Luce, sulla quale si basa tutta la congettura astrologica.
  4. Ho potuto leggere la traduzione in italiano di questa opera considerata “minore” di Tolomeo, ma che invece è di straordinaria importanza visto il contenuto che testimonia. Ci sono indicazioni veramente interessanti sulle apparizioni / occultazioni delle stelle, con indicazioni previsionali sul comportamento del tempo all’apparire o all’occultarsi di certe stelle. Quello che apprezzo di questa traduzione è anche la scelta dei caratteri e della loro dimensione, la lettura è facilitata da una buona tipografia che non è affatto una questione di second’ordine. La cura dell’editing, l’impaginazione, le ricche annotazioni, accompagnano ad una lettura immersiva e coinvolgente.
  5. Seguono poi ulteriori approfondimenti in riferimento alla letteratura antica sulla questione dei mutamenti del tempo, ma anche sul ruolo delle stelle e delle loro fasi. Ma per concludere intendo in particolare segnalare la presenza di alcuni capitoli che ho trovato molto utili nel comprendere il comportamento delle stelle, nonché una ricca indicazione sulla natura delle stelle in astrologia genetliaca: sono infatti riportati i giudizi sulle virtù delle stelle di Anonimo del 379, Firmico Materno, Girolamo Cardano, Andrea Argoli, Origanus.
  6. Tutto questo concorre a ritenere il testo Apparizioni delle stelle inerranti di Lucia Bellizia un manuale di estrema importanza per l’appassionato di Astrologia e Astronomia, per lo studioso, il ricercatore; presenta una parte definibile come “trattato” e che riguarda lo studio e la traduzione di un’opera importante di Tolomeo, sottovalutata e che invece la ricercatrice ha portato in superficie traducendola in italiano e facendola arrivare fino ai giorni nostri, per arrivare poi ad una parte definibile “manualistica” dove per esempio la raccolta di informazioni sulle virtù delle stelle l’ho trovata utile e indispensabile per i miei personali studi e ricerche nell’ambito dell’Astrologia genetliaca.

I capitoli che incontriamo nel manuale di Lucia Bellizia

  • Apparizioni delle stelle inerranti
  • Claudio Tolomeo
  • Opere astronomiche e opere astrologiche
  • Introduzione alla lettura delle Fasi
  • Traduzione
  • I “predecessori” di Tolomeo
  • Quando e perché una stella diviene visibile
  • Uso delle stelle in Astrologia genetliaca
  • Le stelle osservate nelle fasi
  • Bibliografia

Dove prenotare la tua copia

Manuale acquistabile online, ma anche, autografato, rivolgendosi alla curatrice. Scrivi a Lucia direttamente a questa email per prenotare la tua copia autografata info@apotelesma.it

Visita il sito dell’Associazione Apotélesma, al seguente link
https://www.apotelesma.it/

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Recensione a cura di Francesco Faraoni

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